Classe di Competitività Ecosistemica

A cura di Ignazio Caloggero

Pagina di riferimento: Competitività e Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici

Classi di Competitività Ecosistemica

Al termine della Valutazione Semplificata (VOS-CS), della Valutazione Ponderata (VOP-CS) o della Misurazione della Competitività Ecosistemica (MCE), il centro storico può essere collocato in una delle seguenti classi interpretative.

Classe

Livello di Competitività Ecosistemica

ICE

A

Competitività ecosistemica molto elevata

>85-100

B

Competitività ecosistemica elevata

70-85

C

Competitività ecosistemica intermedia

>55-70

D

Competitività ecosistemica fragile

>40-55

E

Competitività ecosistemica critica

>25-40

F

Competitività ecosistemica fortemente compromessa

0-25

 

Le soglie proposte potranno essere ulteriormente affinate nelle successive evoluzioni del modello e sulla base dei risultati delle applicazioni sperimentali del MICE-CS.

Le Classi di Competitività Ecosistemica costituiscono uno strumento di sintesi finalizzato a facilitare la lettura e l’interpretazione dei risultati della valutazione.

Esse non devono essere interpretate come una graduatoria tra territori né come un giudizio assoluto sul valore complessivo del centro storico, ma come uno strumento utile a comprendere il livello generale di competitività ecosistemica e a individuare le principali priorità di intervento.

Fattori critici e principio di non compensabilità

Uno dei principali limiti degli indici sintetici è rappresentato dalla compensabilità: risultati molto elevati in alcune dimensioni possono compensare matematicamente punteggi molto bassi ottenuti in altre, nascondendo condizioni di particolare fragilità.

Un centro storico potrebbe, ad esempio, presentare:

    • elevata attrattività culturale;
    • un’offerta turistica articolata;
    • una forte immagine territoriale;
    • una buona capacità di comunicazione;

ma manifestare contemporaneamente:

    • grave spopolamento residenziale;
    • desertificazione commerciale;
    • insufficiente sicurezza urbana;
    • perdita dei servizi di prossimità;
    • squilibrio tra funzioni turistiche e vita quotidiana;
    • debole capacità di governance e rigenerazione.

In una situazione di questo tipo, un valore medio complessivamente elevato non sarebbe sufficiente a rappresentare correttamente lo stato di competitività ecosistemica del centro storico.

Il MICE-CS deve pertanto prevedere, a partire dalla Valutazione Orientativa Ponderata (VOP-CS), un meccanismo di salvaguardia basato sull’individuazione di fattori la cui insufficienza non può essere completamente compensata dai risultati positivi ottenuti negli altri ambiti.

Distinzione tra peso strategico e criticità

Il peso attribuito a un fattore e il suo eventuale carattere critico rappresentano due aspetti differenti.

  • Il peso indica quanto il fattore contribuisce al calcolo del punteggio complessivo.
  • La criticità, invece, indica se il fattore deve rispettare una soglia minima affinché il centro storico possa essere collocato nelle classi più elevate di competitività ecosistemica.

Criteri per l’individuazione dei fattori critici

Un fattore può essere qualificato come critico quando presenta una o più delle seguenti caratteristiche:

    • è indispensabile per la sicurezza, l’abitabilità o il funzionamento essenziale del centro storico;
    • non può essere sostituito efficacemente da risultati positivi ottenuti in altre dimensioni;
    • la sua insufficienza produce effetti negativi su più macroaree;
    • la sua compromissione può generare processi difficilmente reversibili;
    • incide direttamente sulla permanenza della comunità residente;
    • riguarda la continuità delle funzioni urbane fondamentali;
    • influenza la capacità del centro storico di reagire a crisi, trasformazioni e processi di declino;
    • tutela diritti, bisogni essenziali o componenti particolarmente vulnerabili della comunità.

Due livelli di criticità

Per rendere il sistema proporzionato, si propone di distinguere tra due categorie.

Fattori essenziali

I fattori essenziali rappresentano condizioni minime per il funzionamento, la sicurezza, l’abitabilità e la continuità dell’ecosistema urbano storico.

Una loro grave insufficienza determina una forte limitazione della classe attribuibile al centro storico.

A titolo iniziale, potrebbero rientrare in questa categoria:

  • RUR5 – Servizi Pubblici e di Prossimità;
  • QTT3 – Affidabilità Territoriale;
  • QTT5 – Sicurezza del Sistema Urbano;
  • QTO2 – Continuità Organizzativa;
  • QTS1 – Tutela del Patrimonio, dell’Identità e della Vivibilità;
  • COM1 – Presenza e Stabilità della Comunità Residente;
  • VIT2 – Equilibrio Funzionale del Centro Storico;
  • VIT5 – Capacità di Contrasto alla Desertificazione Urbana.

Fattori critici strategici

I fattori critici strategici non rappresentano necessariamente condizioni immediate di funzionamento, ma risultano indispensabili per la sostenibilità, la resilienza e la competitività del centro storico nel medio-lungo periodo.

Nella fase iniziale vengono considerati i seguenti fattori:

  • QTS2 – Accessibilità in Base ai Bisogni;
  • QTS3 – Sostenibilità Ecosistemica;
  • GOV4 – Capacità Gestionale e Attuativa dell’HCMO;
  • ECO2 – Commercio di Prossimità;
  • ECO8 – Stabilità e Resilienza Economica;
  • VIT6 – Resilienza del Sistema Urbano Storico;
  • VIT7 – Resistenza alla Monocultura Turistica.

Soglie di criticità

Per ogni fattore essenziale o critico viene utilizzato il punteggio normalizzato da 0 a 100.

Si propongono inizialmente quattro fasce interpretative:

    • > 55–100: condizione almeno adeguata;
    • > 40–55: condizione fragile;
    • > 25–40: condizione critica;
    • 0–25: condizione fortemente compromessa.

La soglia maggiore di 55 rappresenta il livello minimo al di sopra del quale il fattore non determina limitazioni automatiche nell’attribuzione della classe complessiva.

Le soglie, a seguito di sperimentazioni e confronto potranno essere successivamente aggiornate nel Manuale Operativo.

Classe potenziale e classe validata

Il punteggio dell’Indice di Competitività Ecosistemica continua a essere calcolato secondo le normali procedure di aggregazione.

Dal valore numerico deriva una classe potenziale di competitività ecosistemica.

Successivamente viene effettuata la verifica dei fattori essenziali e critici. Qualora uno o più di essi risultino al di sotto delle soglie minime, la classe potenziale viene sottoposta a una limitazione.

Il risultato finale deve quindi riportare separatamente:

    • il valore numerico dell’indice generale;
    • la classe potenziale corrispondente;
    • la presenza di fattori critici;
    • l’eventuale classe massima attribuibile;
    • la classe validata finale.

Questa soluzione mantiene trasparente il calcolo dell’indice e rende visibile l’effetto prodotto dal principio di non compensabilità.

Limitazioni proposte per i fattori critici strategici

Per i fattori critici strategici si propone inizialmente il seguente sistema:

    • un fattore con punteggio compreso tra > 40 e 55 impedisce l’attribuzione della Classe A;
    • un fattore con punteggio compreso tra 25 e 40 limita il risultato massimo alla Classe C;
    • un fattore con punteggio inferiore a 25 limita il risultato massimo alla Classe D.

In questa impostazione, una fragilità circoscritta non annulla l’intero risultato, ma impedisce che il centro storico venga presentato come caratterizzato da una competitività ecosistemica molto elevata.

Limitazioni proposte per i fattori essenziali

Per i fattori essenziali si propone un sistema più restrittivo:

    • un fattore con punteggio compreso tra > 40 e 55 limita il risultato massimo alla Classe C;
    • un fattore con punteggio compreso tra 25 e 40 limita il risultato massimo alla Classe D;
    • un fattore con punteggio inferiore a 25 limita il risultato massimo alla Classe E.

La maggiore severità è giustificata dal fatto che tali fattori riguardano condizioni fondamentali quali sicurezza, continuità dei servizi, residenza, equilibrio funzionale e capacità di contrastare la desertificazione.

Applicazione della limitazione

Quando sono presenti più fattori critici, si applica la limitazione più restrittiva.

Nella prima fase non si propone di sommare penalizzazioni o di ridurre direttamente il punteggio numerico dell’indice generale.

Ad esempio, se:

  • il valore dell’ICE-CS corrisponde alla Classe A;
  • un fattore critico strategico ricade nella fascia 25–40;
  • un fattore essenziale ricade nella fascia >40–55;

entrambi limitano il risultato massimo alla Classe C.

La classe validata sarà pertanto la Classe C, anche se il punteggio numerico dell’indice generale rimane invariato.

Il risultato sarà presentato nel modo seguente:

ICE-CS: 86,5 su 100

Classe potenziale: A – Competitività ecosistemica molto elevata

Classe validata: C – Competitività ecosistemica intermedia

Motivazione: presenza di fattori essenziali e critici al di sotto delle soglie minime previste.

Profilo delle criticità, Segnalazioni di allerta e applicazione nelle diverse modalità di valutazione

Per tali aspetti si rimanda al Manuale Operativo del Modello MICE-CS 

Approfondimenti e percorsi formativi

Per un approfondimento sistematico delle tematiche affrontate nel presente articolo, si suggerisce la lettura del volume Competitività Ecosistemica dei Centri Storici e/o  la frequenza dei seguenti percorsi formativi: 

SPE237: Competitività Ecosistemica dei Centri Storici (40 ore online) : Il corso di aggiornamento approfondisce il paradigma della competitività ecosistemica dei centri storici, analizzando i processi di desertificazione urbana, le metodologie di valutazione della competitività ecosistemica, il Modello Integrato di Competitività Ecosistemica dei Centri Storici (MICE-CS) e le principali strategie di rigenerazione ecosistemica. 

Il corso di aggiornamento SPE 237 costituisce inoltre una delle unità didattiche previste all’interno dei percorsi professionalizzanti realizzati ai sensi della Legge 4/2013. 

TAS123 – Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici (600 ore)

TAS124 – Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici (Corso Integrativo di 300 ore)

TAS125: Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici (300 ore)

Nota di chiarimento sul rapporto tra il Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici e il Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici

Le figure professionali del Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici e del Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici sono tra loro complementari ma caratterizzate da differenti ambiti di specializzazione e livelli di responsabilità.

  • Il Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici è il professionista specializzato nell’analisi, nella misurazione, nella valutazione e nel monitoraggio della competitività ecosistemica, della vitalità urbana e della sostenibilità dei centri storici. La sua attività è finalizzata alla produzione di diagnosi territoriali, rapporti di valutazione, sistemi di benchmarking e strumenti di supporto alle decisioni.
  • Il Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici utilizza le evidenze derivanti dalle attività di valutazione per definire, pianificare, coordinare e monitorare strategie, programmi e interventi finalizzati alla rigenerazione sostenibile e al miglioramento della competitività ecosistemica dei centri storici.

Pur essendo principalmente orientato alla pianificazione strategica, alla governance territoriale e alla gestione dei processi di rigenerazione, il Manager possiede anche le competenze necessarie per svolgere attività di analisi e valutazione della competitività ecosistemica, potendo pertanto assumere, ove necessario, anche le funzioni proprie del Valutatore.

In sintesi: il Valutatore è specializzato nella misurazione, nell’analisi e nella valutazione della competitività ecosistemica; il Manager integra le competenze di valutazione con competenze avanzate di pianificazione strategica, governance territoriale, coordinamento e gestione dei processi di rigenerazione.

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