Corpus Hermeticum 
A cura di Ignazio Caloggero


Traduzione latina fatta dall’umanista Marsilio Ficino e stampata nel 1471.

Pagina di riferimento: Repertorio delle Fonti

PARTE I – REPERTORIO DELLE FONTI

1. Denominazione e identificazione della Fonte

Titolo: Corpus Hermeticum
Autore/attribuzione: attribuito a Ermete Trismegisto; autori storici anonimi
Datazione sintetica: prevalentemente II-III secolo d.C., con possibili differenze cronologiche tra i singoli trattati
Lingua originaria: greco
Sigla convenzionale: CH
Numerazione convenzionale: CH I-XIV; CH XVI-XVIII
Numero dei trattati: 17

Categoria: 5.1 – Fonti Primarie Tradizionali
Tipologia: raccolta di testi filosofico-religiosi appartenenti alla tradizione ermetica antica

Presentazione sintetica

Con l’espressione Corpus Hermeticum si indica convenzionalmente una raccolta di diciassette trattati greci di carattere prevalentemente filosofico-religioso, appartenenti alla più ampia letteratura posta sotto l’autorità di Ermete Trismegisto.

Non si tratta di un’opera unitaria composta da un unico autore né ci sono elementi sufficienti per supporre che i diciassette trattati siano stati concepiti fin dall’origine come parti di un unico libro. Presentano differenze di lunghezza, stile, interlocutori e orientamento dottrinale e devono essere considerati piuttosto come espressioni diverse di un più vasto ambiente letterario e religioso ermetico.

L’edizione moderna comprende CH I-XIV e CH XVI-XVIII, per un totale di diciassette trattati. La mancanza di un CH XV dipende dalla storia editoriale del Corpus: materiali diversi vennero inseriti nella sequenza nelle prime edizioni a stampa e successivamente esclusi, mentre la numerazione XVI-XVIII fu conservata per continuità.

Anche il nome Pimander o Poimandres richiede una precisazione. Poimandres è propriamente il titolo tradizionalmente associato al primo trattato, CH I. Nel Rinascimento, tuttavia, Marsilio Ficino utilizzò Pimander come denominazione dell’insieme dei primi quattordici trattati da lui tradotti. Frances A. Yates dedica significativamente il secondo capitolo di Giordano Bruno e la tradizione ermetica proprio a «Il “Pimander” di Ficino e l’“Asclepius”», mostrando quanto questa traduzione abbia inciso sulla costruzione rinascimentale della tradizione ermetica.

2. Natura documentaria

Il Corpus Hermeticum è una raccolta di diciassette trattati autonomi o relativamente autonomi, successivamente trasmessi insieme.

Alcuni trattati presentano la forma del dialogo tra maestro e discepolo; altri assumono carattere espositivo, esortativo, innico o rivelatorio. Anche la distribuzione degli interlocutori varia: Ermete può essere colui che insegna, colui che riceve un insegnamento oppure la fonte remota di una trasmissione proseguita dai suoi discepoli.

La raccolta nella forma oggi conosciuta appartiene alla storia della trasmissione manoscritta bizantina. È frequente attribuirne la sistemazione al dotto bizantino Michele Psello, ma è preferibile utilizzare una formulazione prudente: Psello conosceva certamente materiali del Corpus e svolse un ruolo importante nella loro trasmissione, ma la complessità della tradizione manoscritta non consente di ridurre con sicurezza la formazione dell’intera raccolta alla sua sola attività editoriale.

3. Datazione e ambiente storico-culturale

Datazione

I singoli trattati vengono generalmente collocati nei primi secoli dell’era cristiana, con particolare riferimento al II e III secolo d.C.

La datazione deve tuttavia essere distinta dalla formazione della raccolta.

È opportuno separare almeno tre livelli cronologici:

  • la composizione dei singoli logoi ermetici;
  • la loro circolazione e possibile aggregazione in raccolte nell’Antichità e nella tarda Antichità;
  • la tradizione manoscritta bizantina dalla quale deriva il Corpus Hermeticum

Non vi sono ragioni per supporre che tutti i diciassette trattati siano stati redatti dallo stesso autore, nello stesso luogo o nello stesso momento.

Ambiente storico-culturale

Il contesto più plausibile è quello dell’Egitto romano, caratterizzato dalla compresenza e dall’interazione di lingua e cultura greca, tradizioni religiose egiziane, filosofia dell’età imperiale e nuove forme di ricerca religiosa e sapienziale.

La valutazione del rapporto tra componente greca ed egiziana costituisce uno dei grandi temi della storia degli studi.

André-Jean Festugière, soprattutto nei volumi II-IV de La rivelazione di Ermete Trismegisto — Il Dio cosmico, Le dottrine dell’anima, Il Dio ignoto e la gnosi — mise fortemente in evidenza i rapporti degli Hermetica filosofici con platonismo, aristotelismo, stoicismo e filosofia religiosa greca dell’età imperiale.

La ricerca successiva, soprattutto con Garth Fowden, ha dato maggiore rilievo al contesto egiziano nel quale questa letteratura si sviluppò, evitando di considerare i riferimenti all’Egitto come semplice rivestimento esteriore di concezioni esclusivamente greche.

Più recentemente Wouter J. Hanegraaff, in Hermetic Spirituality and the Historical Imagination, Cambridge University Press, 2022, ha ulteriormente valorizzato il contesto religioso dell’Egitto romano e la dimensione esperienziale e trasformativa degli Hermetica. Il suo studio colloca esplicitamente la spiritualità ermetica nell’Egitto dei primi secoli dell’era cristiana e ne approfondisce anche la dimensione visionaria e trasformativa.

Per il nostro approccio è quindi preferibile evitare due estremi: considerare il Corpus come semplice filosofia greca rivestita di elementi egiziani oppure, all’opposto, come traduzione diretta e immutata di una sapienza faraonica remotissima.

4. Lingua originaria e lingue di trasmissione

La lingua nella quale furono composti i trattati del Corpus Hermeticum, per quanto è possibile documentare, è il greco. Il testo greco fu conservato attraverso la tradizione manoscritta bizantina.

Un momento decisivo si verificò nel XV secolo, quando Marsilio Ficino tradusse in latino i primi quattordici trattati. La traduzione, completata nel 1463, prese il titolo di Pimander sive de potestate et sapientia Dei. La prima edizione a stampa apparve a Treviso nel 1471. La Bibliotheca Philosophica Virtualis documenta tanto il manoscritto giunto a Firenze quanto l’edizione trevigiana.

I trattati oggi numerati XVI-XVIII furono successivamente tradotti in latino da Ludovico Lazzarelli. Da quel momento il Corpus Hermeticum entrò stabilmente nella cultura europea e fu tradotto, commentato e rielaborato in numerose lingue moderne.

5. Tradizione documentaria e storia della trasmissione

Testimonianze documentarie

La documentazione conservata è costituita principalmente da manoscritti greci medievali e bizantini.

Particolare importanza ebbe il codice oggi conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, Plut. 71.33, contenente i primi quattordici trattati e collegato alla traduzione di Marsilio Ficino.

Altro documento da ricordare è anche il Marcianus graecus Z. 242 della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, manoscritto del XIV secolo appartenuto alla raccolta di Bessarione.

Percorso storico della trasmissione

Possiamo distinguere schematicamente alcune grandi fasi.

  • Nell’Antichità i singoli discorsi ermetici circolano in ambiente greco-egiziano.
  • In epoca bizantina una parte di questa letteratura continua a essere copiata e viene trasmessa nelle raccolte manoscritte dalle quali dipende il Corpus
  • Nel Medioevo latino il Corpus Hermeticum greco non sembra avere una circolazione significativa in Occidente. Ciò non significa che Ermete fosse sconosciuto: circolavano infatti l’Asclepius latino e numerosi altri testi astrologici, alchemici, magici e pseudo-ermetici attribuiti alla sua autorità.
  • Nel XV secolo il recupero dei manoscritti greci produce una svolta decisiva. Il codice contenente CH I-XIV giunge a Firenze e Ficino ne completa la traduzione latina nel 1463. L’edizione a stampa del 1471 consente al testo di raggiungere una diffusione molto più ampia.

Da questo momento la storia della trasmissione materiale del Corpus si intreccia con una nuova e ben più ampia storia della ricezione.

6. Genere, ambito e funzione della fonte

Il Corpus Hermeticum appartiene alla grande famiglia degli Hermetica filosofico-religiosi.

Gli ambiti principali comprendono:

  • teologia e concezione del divino;
  • cosmologia e cosmogonia;
  • antropologia;
  • psicologia dell’anima e dell’intelletto;
  • gnoseologia;
  • etica;
  • soteriologia;
  • rigenerazione e trasformazione interiore.

La conoscenza non assume pertanto una funzione esclusivamente descrittiva. In numerosi trattati conoscere Dio, il cosmo e se stessi significa modificare la propria condizione interiore.

7. Struttura e contenuti principali

Non è possibile ricondurre i diciassette trattati a un unico sistema dottrinale perfettamente coerente.

Festugière mise ampiamente in luce differenze e tensioni interne alla letteratura ermetica filosofico-religiosa. Proprio per questo è preferibile parlare di costellazione di temi e orientamenti comuni, piuttosto che di un testo ermetico unitario.

Uno dei nuclei principali riguarda Dio, principio originario e causa del tutto. Alcuni trattati accentuano maggiormente la trascendenza e ineffabilità divina; altri sottolineano la manifestazione del divino attraverso l’ordine cosmico.

Un secondo nucleo fondamentale è il cosmo, concepito frequentemente come realtà vivente, ordinata e intelligibile. Non casualmente Festugière dedica il secondo volume de La rivelazione di Ermete Trismegisto al tema del Dio cosmico.

Al centro della visione ermetica si colloca poi l’essere umano, caratterizzato da una duplice condizione. L’uomo appartiene al mondo corporeo e mortale ma possiede, o può sviluppare, una relazione con il Nous, l’Intelletto, che rende possibile la conoscenza del divino.

CH I, Poimandres, presenta in forma rivelatoria e cosmogonica alcuni dei temi fondamentali relativi alla genesi del cosmo e dell’uomo.

CH X, tradizionalmente conosciuto come La Chiave, riassume e rielabora numerosi temi antropologici e cosmologici.

CH XI presenta il Nous nell’atto di istruire Ermete.

CH XII approfondisce la relazione tra intelletto, anima e condizione umana.

CH XIII affronta il tema della rigenerazione, palingenesia, rappresentando uno dei testi più esplicitamente trasformativi della raccolta.

Ricorre inoltre il tema della conoscenza, gnōsis, opposta all’ignoranza. La conoscenza non consiste semplicemente nell’accumulo di informazioni: è un processo attraverso il quale l’essere umano può comprendere la propria posizione nell’ordine cosmico e modificare il proprio rapporto con il divino.

8. Personaggi, figure e soggetti della trasmissione

La struttura narrativa più caratteristica è quella del dialogo sapienziale o dell’insegnamento trasmesso da maestro a discepolo.

La figura centrale è Ermete Trismegisto, ma la sua funzione varia da un trattato all’altro.

Tat compare frequentemente come figlio e discepolo di Ermete.

Asclepio costituisce un altro importante destinatario dell’insegnamento ermetico.

Ammon compare all’interno della più ampia rete sapienziale come destinatario di insegnamenti.

Poimandres, in CH I, è la figura rivelatrice attraverso la quale Ermete riceve una conoscenza superiore.

Il Nous, l’Intelletto, assume in CH XI il ruolo di maestro di Ermete.

Queste figure costruiscono una vera e propria genealogia narrativa della conoscenza.

La forma dialogica acquista quindi una funzione che va oltre l’espediente letterario: rappresenta simbolicamente una concezione del sapere come qualcosa che viene ricevuto, assimilato e successivamente trasmesso. 

9. Relazioni con gli altri elementi dell’Atlante Esoterico

Il Corpus Hermeticum costituisce uno dei principali nodi relazionali dell’Atlante.

Figure

Il collegamento principale riguarda naturalmente Ermete Trismegisto, ma il testo rinvia anche alle figure di Tat, Asclepio e Ammon.

Simboli e configurazioni simboliche

Tra le principali configurazioni che possono essere messe in relazione con altri repertori dell’Atlante assumono particolare rilievo:

  • luce e oscurità, associate a conoscenza e ignoranza;
  • ascesa, come immagine del superamento della condizione ordinaria;
  • rigenerazione, particolarmente evidente in CH XIII;
  • macrocosmo e microcosmo, intesi nel più ampio quadro delle relazioni tra essere umano e ordine cosmico;
  • conoscenza come trasformazione;
  • mediazione tra umano e divino;
  • trasmissione maestro-discepolo.

 10. Uso, ricezione e trasformazioni storiche

10.1 Antichità e tarda Antichità

Nel contesto originario (II–IV secolo d.C.), i testi ermetici circolavano come scritti sapienziali di carattere filosofico-religioso, inseriti nel complesso clima culturale dell’ellenismo.

  • erano letti in ambienti colti e culturalmente sincretici
  • dialogavano con correnti come: il platonismo e il medio-platonismo, lo gnosticismo e le religioni misteriche
  • proponevano una forma di conoscenza orientata alla comprensione: della struttura del cosmo, della natura dell’essere umano e del rapporto tra umano e divino

In questo contesto, il Corpus Hermeticum non si presenta come un sistema dottrinale organizzato o istituzionalizzato, ma come un insieme di testi destinati a un pubblico ristretto, interessato a percorsi di conoscenza, riflessione e trasformazione interiore.

La sua funzione è quindi principalmente sapienziale e speculativa, più che religiosa in senso istituzionale.

10.2 Medioevo latino

Durante il Medioevo occidentale il Corpus Hermeticum greco non dispone della diffusione che conoscerà nel Rinascimento. L’autorità di Ermete rimane però molto presente attraverso altri Hermetica: l’Asclepius, testi astrologici, magici, alchemici e pseudo-ermetici di provenienza greca, araba e latina.

10.3 Rinascimento

La grande svolta avviene con Marsilio Ficino. La traduzione latina completata nel 1463 e stampata nel 1471 restituisce all’Occidente latino i primi quattordici trattati. Ficino legge tuttavia questi testi secondo una cronologia radicalmente diversa da quella accettata oggi. Ermete viene considerato un sapiente di antichità remotissima e inserito nella genealogia della prisca theologia.

È precisamente questa trasformazione dell’autorità ermetica che Frances A. Yates, in Giordano Bruno e la tradizione ermetica, Bari, Laterza, 1969, analizza nei primi capitoli del volume.

Il Corpus diventa così non semplicemente un insieme di testi antichi, ma la presunta testimonianza di una sapienza primordiale precedente alla filosofia greca classica.

10.4 Età moderna

Un passaggio decisivo avviene all’inizio del XVII secolo con Isaac Casaubon, la cui analisi filologica mette in crisi la cronologia rinascimentale e colloca gli scritti ermetici nell’età postclassica. Viene così meno uno dei presupposti fondamentali della lettura ficiniana: il Corpus non può più essere considerato un documento egiziano remotissimo anteriore a Mosè e Platone.

Ciò non determina tuttavia la fine della fortuna ermetica. L’autorità culturale di Ermete e la lettura esoterica degli Hermetica continuano attraverso nuovi processi di reinterpretazione.

10.5 Età contemporanea

Tra XIX e XX secolo il Corpus entra stabilmente nella ricerca filologica, nella storia delle religioni e nella storia della filosofia. Parallelamente, il Corpus Hermeticum continua a essere letto negli ambienti esoterici e spirituali contemporanei.

Si sviluppano pertanto due modalità di ricezione che possono convivere ma non devono essere confuse:

  • una lettura storico-critica, che studia i testi come documenti dell’Antichità;
  • una lettura esoterica o spirituale, che li assume come fonti di insegnamento e pratica.

11. Problemi critici e questioni aperte

Il primo problema riguarda la datazione dei singoli trattati. L’inquadramento complessivo nei primi secoli dell’era cristiana è ampiamente condiviso, ma non implica che tutti i logoi siano contemporanei.

Un secondo problema riguarda gli autori e gli ambienti di produzione. Gli autori storici sono sconosciuti e non è chiaro quali comunità, gruppi o reti culturali abbiano prodotto e utilizzato i diversi testi.

Un terzo problema riguarda l’unità dottrinale. I trattati presentano differenze e, in alcuni casi, tensioni significative. Festugière mise particolarmente in evidenza questa pluralità, mentre studi più recenti hanno cercato di individuare maggiormente strutture di esperienza e pratica condivise.

Un quarto problema concerne il rapporto tra componenti greche ed egiziane. La ricerca contemporanea ha superato una lettura esclusivamente ellenocentrica, ma deve essere evitato anche il procedimento opposto, consistente nel trasformare il Corpus nella semplice sopravvivenza di una dottrina faraonica immutata.

Un quinto problema riguarda la formazione della raccolta. Conosciamo i diciassette trattati attraverso una tradizione manoscritta relativamente tarda, ma molto meno sappiamo delle modalità con cui i singoli discorsi circolavano e venivano eventualmente aggregati nell’Antichità.

12. Valore per lo studio dell’Esoterismo Culturale

Il Corpus Hermeticum costituisce una fonte centrale per lo studio dell’Esoterismo Culturale.

Il suo interesse non consiste nel verificare la verità metafisica delle concezioni contenute nei trattati, ma nell’osservare come venga costruita culturalmente una particolare forma di conoscenza.

Un primo elemento riguarda la stratificazione del sapere. La conoscenza non appare sempre come informazione immediatamente disponibile: viene trasmessa attraverso rapporti tra maestro e discepolo, progressioni, rivelazioni e differenti livelli di comprensione.

Un secondo elemento è costituito dal linguaggio simbolico e multilivello. Luce, oscurità, generazione, ascesa, rinascita, intelletto, visione e contemplazione non funzionano soltanto come termini descrittivi, ma assumono significati antropologici, cosmologici e trasformativi.

Un terzo elemento riguarda la funzione trasformativa del sapere. Particolarmente in CH XIII la conoscenza è associata alla palingenesia, alla rigenerazione dell’essere umano. La ricerca contemporanea ha fortemente rivalutato questo aspetto.

Un quarto elemento è la trasmissione mediata della conoscenza. La sequenza Poimandres/Nous → Ermete → Tat/Asclepio → ulteriori destinatari costruisce una genealogia simbolica e narrativa del sapere.

Un quinto elemento riguarda la ricezione e trasformazione storica. Il Corpus passa dall’Egitto romano alla cultura bizantina, viene reinterpretato come testimonianza della prisca theologia nel Rinascimento, perde la propria presunta antichità remotissima con la critica filologica moderna e viene infine assunto contemporaneamente come documento storico e come testo di riferimento da correnti esoteriche moderne.

13. Bibliografia essenziale

Fonti ed edizioni critiche

  • Nock, Arthur Darby – Festugière, André-Jean, Hermès Trismégiste, Paris, Les Belles Lettres. Per il Corpus Hermeticum sono fondamentali soprattutto i primi due volumi: I, Poimandrès. Traités II-XII; II, Traités XIII-XVIII. Asclépios. L’edizione Nock-Festugière rimane uno dei principali riferimenti filologici per il testo greco.
  • Copenhaver, Brian P., Hermetica. The Greek Corpus Hermeticum and the Latin Asclepius in a New English Translation, with Notes and Introduction, Cambridge, Cambridge University Press, 1992. L’edizione comprende i diciassette trattati greci CH I-XIV e XVI-XVIII e l’Asclepius latino, accompagnati da una vasta introduzione e da un ampio commento.

Studi di riferimento

  • Festugière, André-Jean, La rivelazione di Ermete Trismegisto, edizione italiana di La Révélation d’Hermès Trismégiste, originariamente pubblicata in quattro volumi tra il 1944 e il 1954. Per la comprensione degli Hermetica filosofico-religiosi risultano particolarmente importanti i volumi II, Il Dio cosmico, III, Le dottrine dell’anima, e IV, Il Dio ignoto e la gnosi. L’opera costituisce il principale riferimento per la ricostruzione dei contesti filosofici, cosmologici, antropologici e religiosi nei quali si colloca il Corpus.
  • Yates, Frances A., Giordano Bruno e la tradizione ermetica, trad. it. Renzo Pecchioli, Bari, Laterza, 1969; ed. orig. Giordano Bruno and the Hermetic Tradition, 1964. Particolarmente importanti per questa scheda sono i primi capitoli dedicati a Ermete Trismegisto, al Pimander ficiniano e all’Asclepius, oltre alle sezioni relative alla successiva revisione della cronologia ermetica. Il volume è essenziale soprattutto per la storia della ricezione rinascimentale.
  • Boylan, Patrick, Thoth, the Hermes of Egypt. A Study of Some Aspects of Theological Thought in Ancient Egypt, Oxford, Oxford University Press, 1922. È utile soprattutto per lo studio della figura egiziana di Thoth e del contesto culturale sul quale si sviluppò l’identificazione con Hermes; deve essere utilizzato con cautela quando si passa dalla religione egiziana alla specifica formazione letteraria del Corpus Hermeticum.
  • Fowden, Garth, The Egyptian Hermes. A Historical Approach to the Late Pagan Mind, Cambridge, Cambridge University Press, 1986; successiva edizione Princeton University Press, 1993. Fondamentale per ricollocare la letteratura ermetica nel contesto culturale e religioso dell’Egitto tardoantico.
  • Hanegraaff, Wouter J., Hermetic Spirituality and the Historical Imagination. Altered States of Knowledge in Late Antiquity, Cambridge, Cambridge University Press, 2022. Particolarmente importante per la recente rivalutazione della dimensione esperienziale e trasformativa della letteratura ermetica.

PARTE II – ELEMENTI INTEGRATIVI PER IL REPERTORIO DEGLI HERMETICA

H1. Modalità dell’attribuzione a Ermete

L’attribuzione ermetica è interna alla stessa struttura letteraria della raccolta, ma assume forme differenti nei singoli trattati.

Nella maggior parte dei testi Ermete compare come maestro e trasmettitore della conoscenza, principalmente nei confronti di Tat e Asclepio.

In CH I, Poimandres, la situazione è diversa: Ermete è innanzitutto il destinatario di una rivelazione proveniente da Poimandres, identificato con il Nous divino.

In CH XI, è nuovamente il Nous a rivolgersi a Ermete.

In CH XVI, invece, la catena di trasmissione prosegue oltre Ermete: Asclepio si rivolge al re Ammon e richiama gli insegnamenti ricevuti dal proprio maestro.

L’attribuzione non deve quindi essere ridotta alla formula: «Ermete è l’autore dei diciassette trattati». È più corretto parlare di un ciclo letterario ermetico, nel quale Ermete occupa la posizione centrale ma può assumere ruoli differenti.

H2. Grado e natura dell’attribuzione ermetica

Natura prevalente: attribuzione ermetica primaria e interna al ciclo ermetico.

La relazione con Ermete non appare come una semplice aggiunta medievale o rinascimentale destinata ad accrescere l’autorità di testi originariamente estranei alla tradizione. Ermete appartiene alla struttura narrativa e sapienziale stessa dei trattati.

All’interno della raccolta possiamo tuttavia distinguere:

  • attribuzione diretta, quando Ermete è il maestro che pronuncia il discorso;
  • attribuzione interna al ciclo ermetico, quando il testo viene pronunciato da altre figure della medesima genealogia sapienziale;
  • Ermete come destinatario della rivelazione, come accade in CH I e CH XI;
  • Ermete come fonte di una trasmissione successiva, come avviene in CH XVI.

H3. Rapporto con Ermete Trismegisto

Il Corpus Hermeticum è una delle fonti decisive per la costruzione dell’immagine di Ermete come maestro di sapienza filosofico-religiosa.

L’Ermete del Corpus può essere contemporaneamente:

  • discepolo del divino, quando riceve la rivelazione;
  • maestro, quando trasmette la conoscenza a Tat e Asclepio;
  • mediatore, perché collega il livello divino con la condizione umana;
  • guida alla conoscenza, perché conduce il discepolo dalla comprensione del cosmo alla comprensione di sé e del divino;
  • origine di una genealogia sapienziale, perché il sapere ricevuto viene successivamente trasmesso ad altri.

Questa pluralità di funzioni è particolarmente significativa.

La figura culturale di Ermete non viene semplicemente nominata all’interno del testo: viene messa in scena. Nel Corpus Hermeticum l’autorità del sapiente diventa quindi voce testuale, dialogo, rivelazione e catena di trasmissione della conoscenza.

Approfondimenti

Testi scaricabili

The Corpus Hermeticum (En) – Fonte: https://ia601606.us.archive.org/25/items/pdfy-jcWLRBnyXg-DUcMH/The%20Corpus%20Hermeticum.pdf

Corpus Hermeticum (It) Fonte: https://viaggiatoredelweb.org/wp-content/uploads/2021/01/ermete-trismegisto-corpus-hermeticum-libri-ie28093xviii.pdf

Nota 

Le schede, gli archivi e i repertori presenti nell’Atlante Esoterico costituiscono strumenti di analisi simbolica, interpretativa e documentaria sviluppati nell’ambito del progetto di ricerca sul Patrimonio Culturale Esoterico. Per una descrizione dettagliata dell’Atlante e della metodologia usata si rimanda alla scheda: Cos’è e come funziona l’Atlante Esoterico. 

Relazioni con altri elementi dell’Atlante Esoterico
Di seguito è presentato un elenco di schede provenienti da altri repertori dell’Atlante Esoterico, correlate alla scheda. L’elenco è aggiornato automaticamente dal sistema di gestione dell’Atlante.

Tag: Ermetismo

Repertorio dei testi attribuiti a Ermete Trismegisto

Tag: HERMETICA

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