De Radiis
A cura di Ignazio Caloggero

Pagina di riferimento: Repertorio delle Fonti
 

Osservazione metodologica

Nel contesto dell’Atlante Esoterico, il De Radiis è particolarmente importante perché costituisce uno dei tentativi più sistematici di spiegare le relazioni tra gli elementi dell’universo attraverso una teoria delle influenze. Più che un manuale operativo, il testo propone una vera e propria visione cosmologica dell’interconnessione universale, destinata a esercitare una profonda influenza sul pensiero astrologico, ermetico e magico del Medioevo e del Rinascimento. Per questo motivo può essere considerato una delle fonti fondamentali per comprendere le configurazioni simboliche basate sulle corrispondenze, sulle influenze cosmiche e sul rapporto tra macrocosmo e microcosmo.

1. Denominazione e identificazione della fonte

Titolo: De Radiis

Titolo completo: De Radiis Stellarum (“Sui raggi delle stelle”)

Autore: attribuito ad Al-Kindī (Abū Yūsuf Yaʿqūb ibn Isḥāq al-Kindī, ca. 801–873)

Datazione: IX secolo d.C.

Lingua originale: Arabo (l’originale è perduto; l’opera è conservata principalmente nella traduzione latina medievale)

Presentazione sintetica della fonte

Il De Radiis è un trattato filosofico e cosmologico che espone una teoria delle influenze universali fondata sull’azione dei “raggi” emanati da tutte le realtà esistenti.

L’opera cerca di spiegare, attraverso un modello unitario, il modo in cui corpi celesti, elementi naturali, parole, immagini e azioni possono esercitare effetti nel mondo.

Considerato uno dei testi più influenti della magia naturale medievale, il De Radiis rappresenta un importante punto di incontro tra filosofia aristotelica, astrologia, ermetismo e pensiero scientifico arabo.

Tipologia della fonte

  • Testo filosofico/cosmologico
  • Testo esoterico

Tipologia prevalente: Testo filosofico/cosmologico

2. Inquadramento storico-culturale

Area geografica

Mondo islamico medievale, probabilmente nell’ambito della cultura abbaside tra l’VIII e il IX secolo d.C., periodo nel quale Baghdad rappresentava uno dei principali centri intellettuali del mondo. La capitale del Califfato Abbaside ospitava importanti istituzioni dedicate allo studio e alla traduzione dei testi antichi, favorendo la circolazione di conoscenze provenienti da tradizioni diverse e la nascita di nuove sintesi filosofiche e scientifiche.

Tradizione culturale

Il De Radiis appartiene al contesto della filosofia araba medievale, caratterizzata da un intenso dialogo tra il patrimonio culturale greco e il pensiero islamico.

L’opera riflette l’incontro e la rielaborazione di diverse correnti intellettuali:

      • aristoteliche, per l’interesse verso le cause naturali e la struttura dell’universo;
      • neoplatoniche, per la concezione gerarchica e interconnessa della realtà;
      • astrologiche, per il ruolo attribuito alle influenze celesti;
      • ermetiche, per l’idea di un cosmo attraversato da corrispondenze e relazioni invisibili.

Il testo si colloca quindi in una tradizione che cerca di spiegare il funzionamento del mondo attraverso un modello unitario capace di integrare filosofia, cosmologia e osservazione della natura.

Contesto di produzione

Il De Radiis nasce durante una delle fasi più dinamiche della storia intellettuale del mondo islamico, caratterizzata da una vasta attività di traduzione, studio e rielaborazione delle opere provenienti dall’antichità greca.

In questo periodo, numerosi testi di Aristotele, Tolomeo, Plotino, Euclide e Galeno vennero tradotti in arabo e integrati in nuovi sistemi di pensiero.

L’opera si inserisce in un ambiente culturale nel quale filosofia naturale, astronomia, astrologia, matematica e metafisica non erano considerate discipline separate, ma aspetti complementari di una medesima ricerca sulla struttura e sull’ordine dell’universo.

In questo contesto, la teoria dei “raggi” proposta nel De Radiis rappresenta un tentativo di spiegare in modo coerente le relazioni tra gli astri, la natura e l’essere umano.

Eventuali influenze culturali

    • L’opera presenta elementi riconducibili a diverse tradizioni e correnti di pensiero:
    • Filosofia aristotelica: Per la ricerca delle cause naturali e la volontà di fornire una spiegazione razionale dei fenomeni.
    • Neoplatonismo: Per la concezione di un universo ordinato gerarchicamente e attraversato da relazioni tra i diversi livelli della realtà.
    • Astrologia ellenistica: Per l’idea che gli astri esercitino influenze sul mondo sublunare e partecipino all’ordine cosmico.
    • Ermetismo: Per la presenza di una visione unitaria del cosmo fondata sulle corrispondenze e sull’interconnessione universale.
    • Scienza araba medievale: Per il tentativo di integrare osservazione, speculazione filosofica e conoscenze astronomiche all’interno di un sistema coerente.

Osservazione conclusiva

Il De Radiis rappresenta uno degli esempi più significativi della capacità della cultura islamica medievale di integrare tradizioni diverse all’interno di una sintesi originale. L’opera non si limita a trasmettere conoscenze provenienti dall’antichità, ma le rielabora in una teoria organica delle influenze universali, destinata a esercitare una notevole influenza sul pensiero astrologico, filosofico ed esoterico del Medioevo e del Rinascimento.

In questo senso, il testo costituisce una testimonianza particolarmente importante del ruolo svolto dal mondo islamico nella conservazione, trasformazione e diffusione del patrimonio culturale del Mediterraneo antico.

3. Struttura e contenuti principali

Il De Radiis si presenta come un trattato teorico e speculativo dedicato alla spiegazione delle relazioni causali che collegano tra loro tutti gli elementi dell’universo.

L’obiettivo dell’opera non è descrivere singole pratiche o rituali, ma fornire un modello interpretativo capace di spiegare come gli esseri, gli oggetti e i fenomeni naturali possano esercitare reciproche influenze all’interno di un cosmo concepito come sistema unitario e interconnesso.

L’autore sviluppa una teoria generale secondo la quale ogni realtà esistente produce effetti che si propagano nel mondo attraverso una rete continua di relazioni.

Temi principali

Tra i principali argomenti affrontati dal trattato si possono individuare:

    • la teoria dei raggi universali;
    • le influenze esercitate dagli astri sul mondo sublunare;
    • le relazioni tra macrocosmo e microcosmo;
    • il ruolo delle immagini e delle forme simboliche;
    • l’efficacia delle parole e degli atti intenzionali;
    • la causalità cosmica e naturale;
    • l’interconnessione tra tutti i livelli della realtà.

Questi temi non vengono trattati come ambiti separati, ma come aspetti diversi di una medesima struttura cosmologica.

Nucleo concettuale

Il principio fondamentale del De Radiis è l’idea che ogni essere emetta continuamente dei “raggi” (radii) che agiscono sugli altri esseri e partecipano alla rete delle influenze universali.

Il termine “raggio” non deve essere interpretato esclusivamente in senso fisico o luminoso. Esso rappresenta piuttosto una modalità attraverso cui le qualità e le proprietà delle cose si manifestano e producono effetti nel mondo.

Secondo il testo, tali raggi possono provenire:

      • dagli astri e dai corpi celesti;
      • dagli esseri viventi;
      • dagli oggetti naturali;
      • dalle immagini e dalle figure simboliche;
      • dalle parole e dai suoni;
      • dalle intenzioni e dalle azioni umane.

L’universo viene così concepito come una rete dinamica di influenze reciproche nella quale nulla è completamente isolato e ogni elemento partecipa, in misura diversa, all’ordine complessivo del cosmo.

La teoria delle influenze

Uno degli aspetti più originali del trattato consiste nel tentativo di spiegare in modo unitario fenomeni che oggi sarebbero attribuiti a discipline differenti.

Nel De Radiis: le influenze astrali; le proprietà naturali delle cose; l’efficacia delle immagini; il potere delle parole;

vengono interpretati come manifestazioni di un medesimo principio universale.

La realtà non è vista come un insieme di oggetti separati, ma come un sistema di relazioni nel quale ogni elemento può influenzare gli altri attraverso la propria presenza e le proprie qualità.

Macrocosmo e microcosmo

La teoria dei raggi si collega direttamente alla concezione del rapporto tra macrocosmo (l’universo) e microcosmo (l’essere umano).

L’uomo non è considerato una realtà separata dal cosmo, ma una sua espressione particolare.

Per questo motivo:

        • gli influssi celesti possono agire sugli esseri umani;
        • le azioni umane possono inserirsi nelle dinamiche cosmiche;
        • esiste una continuità tra natura, anima e universo.

Questo principio costituirà uno dei temi più influenti della filosofia naturale e dell’esoterismo medievale e rinascimentale.

Funzione prevalente del testo

Speculativa: Il De Radiis sviluppa una riflessione teorica sulla natura delle influenze e delle relazioni cosmiche, proponendo una spiegazione generale del funzionamento dell’universo.

Fondativa: L’opera contribuisce alla costruzione di un quadro concettuale che influenzerà profondamente la magia naturale, l’astrologia e numerose correnti del pensiero esoterico medievale e rinascimentale.

Più che un manuale pratico, il De Radiis può essere considerato una vera e propria teoria cosmologica dell’interconnessione universale, nella quale il concetto di “raggio” diventa il principio esplicativo delle relazioni tra tutte le componenti della realtà.

Sintesi : Il De Radiis propone una visione dell’universo come sistema organico e relazionale, nel quale astri, natura, immagini, parole ed esseri viventi partecipano a una rete continua di influenze reciproche. Attraverso la teoria dei raggi, il testo cerca di spiegare come le diverse dimensioni del reale siano collegate tra loro, offrendo una delle formulazioni più articolate del principio di interconnessione che caratterizza gran parte della cosmologia medievale e della tradizione ermetica.

4. Modalità di trasmissione

Il De Radiis è giunto fino a noi principalmente attraverso la tradizione latina medievale, che ha svolto un ruolo decisivo nella conservazione e nella diffusione dell’opera. L’originale arabo non è infatti pervenuto integralmente, mentre la versione latina ha rappresentato per secoli il principale veicolo di trasmissione del testo.

La sua circolazione si inserisce nel più ampio fenomeno di traduzione e trasferimento dei saperi dal mondo islamico all’Europa medievale, che interessò numerose opere di filosofia, astronomia, astrologia e scienze naturali.

Tradizione scritta

La trasmissione del De Radiis avvenne attraverso diverse tipologie di manoscritti e raccolte erudite:

        • traduzioni latine medievali;
        • manoscritti di carattere filosofico e cosmologico;
        • raccolte astrologiche;
        • compilazioni dedicate alla magia naturale;
        • repertori di scienze occulte e filosofia naturale.

Il testo non circolò come opera isolata, ma fu spesso inserito accanto ad altri trattati dedicati all’astrologia, alle influenze cosmiche e alle proprietà della natura.

Traduzioni storiche rilevanti

La traduzione latina medievale costituisce la principale testimonianza dell’opera e la forma attraverso cui il De Radiis divenne conosciuto in Europa.

Per diversi secoli studiosi, filosofi naturali e astrologi accedettero al contenuto del trattato attraverso questa versione, che contribuì alla diffusione delle idee relative alle influenze cosmiche e alle relazioni tra i diversi livelli della realtà. La traduzione latina non fu soltanto uno strumento di conservazione, ma anche il mezzo attraverso cui il testo entrò nel dibattito intellettuale dell’Occidente medievale.

Caratteristiche della trasmissione

A differenza di testi religiosi o filosofici ampiamente diffusi, il De Radiis ebbe una circolazione relativamente specialistica.

L’opera fu conosciuta soprattutto:

        • negli ambienti filosofici interessati alla natura delle cause e delle influenze;
        • tra gli astrologi impegnati nello studio delle relazioni tra astri e mondo terrestre;
        • nei contesti della magia naturale medievale;
        • negli ambienti eruditi che si occupavano di cosmologia e filosofia naturale.

La sua diffusione fu quindi prevalentemente limitata a cerchie colte e specializzate, piuttosto che a un pubblico ampio.

Continuità e influenza

Pur non essendo tra i testi più noti del Medioevo, il De Radiis esercitò una significativa influenza indiretta grazie alla sua capacità di offrire una spiegazione teorica delle relazioni tra:

        • astri;
        • natura;
        • immagini;
        • parole;
        • esseri viventi.

Questa impostazione contribuì alla formazione di numerose concezioni successive sviluppate nell’ambito dell’astrologia, della magia naturale e della filosofia rinascimentale.

La trasmissione del De Radiis rappresenta quindi un esempio significativo di come un’opera specialistica possa esercitare un’influenza duratura attraverso la circolazione nei circuiti intellettuali e la sua integrazione in sistemi di pensiero più ampi.

Sintesi: Il De Radiis è stato trasmesso principalmente attraverso la tradizione latina medievale, che ne ha garantito la conservazione e la diffusione in Europa. La sua circolazione, limitata soprattutto agli ambienti filosofici, astrologici ed eruditi, ne ha fatto una fonte di riferimento per la riflessione sulle influenze cosmiche e sulle relazioni tra macrocosmo e microcosmo, contribuendo alla formazione della cosmologia e della magia naturale medievale e rinascimentale.

5. Relazioni con altri elementi dell’Atlante

Il De Radiis occupa una posizione particolarmente significativa all’interno dell’Atlante Esoterico poiché si colloca all’intersezione tra filosofia, cosmologia, astrologia e teoria delle influenze. Attraverso la sua elaborazione della teoria dei raggi, il testo mette in relazione numerose tradizioni, figure sapienziali e configurazioni simboliche che attraversano il patrimonio culturale esoterico.

5.1 Tradizioni correlate

      • Filosofia araba medievale: Il De Radiis è uno dei prodotti più significativi della filosofia naturale sviluppata nel mondo islamico medievale. L’opera riflette il tentativo di integrare osservazione della natura, riflessione metafisica e conoscenze astronomiche all’interno di una visione coerente dell’universo.
      • Ermetismo: Il testo presenta numerose affinità con la tradizione ermetica, in particolare per la concezione di un cosmo interconnesso e governato da relazioni invisibili. La teoria dei raggi può essere letta come una formulazione filosofica del principio delle corrispondenze che caratterizza gran parte del pensiero ermetico.
      • Astrologia tradizionale: L’astrologia costituisce uno dei principali riferimenti concettuali dell’opera. Gli astri non sono considerati semplici corpi celesti, ma elementi attivi all’interno dell’ordine cosmico, capaci di esercitare influenze sul mondo terrestre.
      • Magia naturale: Il De Radiis rappresenta uno dei testi teorici più importanti per la successiva elaborazione della magia naturale medievale e rinascimentale. La sua teoria delle influenze fornisce infatti una base concettuale per comprendere il rapporto tra fenomeni naturali, immagini, parole e azioni.
      • Neoplatonismo: L’opera condivide con il neoplatonismo una visione gerarchica e unitaria della realtà, nella quale i diversi livelli dell’esistenza risultano collegati attraverso relazioni di partecipazione e influenza reciproca.

Più che appartenere esclusivamente a una singola tradizione, il De Radiis si presenta come un punto di convergenza tra diversi sistemi di pensiero che cercano di spiegare l’ordine e l’interconnessione del cosmo.

5.2 Personaggi

    • Al-Kindī : Tradizionalmente considerato l’autore del trattato, Al-Kindī rappresenta una delle figure più importanti della filosofia araba medievale. Il De Radiis riflette il suo tentativo di conciliare ragione filosofica e visione cosmologica.
    • Ermete Trismegisto: Pur non essendo direttamente autore del testo, la figura di Ermete costituisce uno dei riferimenti simbolici e culturali che contribuiscono alla formazione del quadro concettuale dell’opera, soprattutto per quanto riguarda la concezione delle corrispondenze cosmiche.
    • Tolomeo: La presenza dell’astrologia e della cosmologia celeste richiama indirettamente l’eredità di Tolomeo, la cui opera influenzò profondamente la comprensione medievale dell’universo e delle influenze astrali.
    • Aristotele: L’impostazione razionale e la ricerca delle cause naturali presenti nel De Radiis mostrano il debito nei confronti della filosofia aristotelica, che costituisce uno dei fondamenti teorici del pensiero di Al-Kindī.

Queste figure rappresentano differenti tradizioni sapienziali che convergono nell’elaborazione del testo.

5.3 Simboli rilevanti

      • Raggi: Costituiscono il simbolo centrale dell’opera. Rappresentano il principio attraverso cui le qualità e le influenze si propagano nell’universo.
      • Stelle e pianeti: Simboleggiano le forze cosmiche che partecipano all’ordine del mondo e agiscono attraverso le loro influenze.
      • Luce: Richiama l’idea di emanazione, diffusione e trasmissione delle qualità, fungendo da modello simbolico per comprendere il funzionamento dei raggi.
      • Influenze cosmiche: Esprimono il principio secondo cui ogni realtà esercita effetti sulle altre, partecipando a una rete universale di relazioni.
      • Corrispondenze universali: Rappresentano il fondamento simbolico dell’opera: l’idea che esistano connessioni significative tra i diversi livelli del cosmo.

Configurazioni simboliche

      • Macrocosmo e microcosmo: Una delle configurazioni più importanti associate al De Radiis. L’essere umano viene concepito come riflesso e partecipazione dell’ordine cosmico.
      • Rete di influenze: L’universo è rappresentato come una trama dinamica di relazioni, nella quale ogni elemento può influenzare e essere influenzato dagli altri.
      • Unità del cosmo: La molteplicità delle cose viene ricondotta a un ordine complessivo e coerente, fondato sull’interconnessione delle diverse dimensioni della realtà.
      • Causalità universale: Il testo propone una visione nella quale ogni fenomeno si inserisce in una catena di cause e influenze che attraversa l’intero universo.

Queste configurazioni costituiscono il nucleo teorico e simbolico dell’opera.

5.4 luoghi e opere collegati

    • Baghdad abbaside: Centro culturale e intellettuale nel quale si sviluppò il contesto che rese possibile la nascita di opere come il De Radiis.
    • Casa della Sapienza (Bayt al-Hikma): Simbolo del grande movimento di traduzione e trasmissione del sapere che caratterizzò il mondo islamico medievale.
    • Tradizione astrologica medievale: Il testo si inserisce all’interno di una lunga tradizione di studi dedicati alle relazioni tra astri, natura e destino umano.
    • Picatrix: Condivide con il De Radiis l’interesse per le influenze cosmiche e per la struttura relazionale dell’universo. Le due opere rappresentano, seppur con approcci differenti, alcuni dei più importanti esempi della riflessione medievale sulle corrispondenze tra cielo e terra.

5.5 Osservazione conclusiva

All’interno dell’Atlante Esoterico, il De Radiis può essere considerato una delle fonti più importanti per comprendere la nascita e lo sviluppo delle concezioni fondate sull’interconnessione universale. Il testo mette infatti in relazione filosofia, astrologia, ermetismo e cosmologia, offrendo una delle formulazioni più sistematiche del principio secondo cui ogni elemento della realtà partecipa a una rete di influenze e corrispondenze che unisce il macrocosmo e il microcosmo in un unico ordine significativo.

6. Uso e ricezione storica

La storia della ricezione del De Radiis riflette le profonde trasformazioni che hanno interessato il rapporto tra filosofia, cosmologia, astrologia e scienze naturali nel corso dei secoli. Sebbene non abbia mai raggiunto la notorietà di altre opere medievali, il trattato ha esercitato un’influenza significativa in diversi ambienti intellettuali grazie alla sua originale teoria delle influenze universali.

6.1 Mondo islamico medievale

Nel contesto del mondo islamico medievale, il De Radiis si inserisce all’interno della tradizione della filosofia naturale araba, che cercava di comprendere il funzionamento dell’universo attraverso strumenti razionali e speculativi.

L’opera propone una spiegazione sistematica delle influenze cosmiche, cercando di integrare:

        • osservazione della natura;
        • conoscenze astronomiche e astrologiche;
        • riflessione filosofica;
        • concezioni metafisiche sull’ordine del cosmo.

In questo ambiente culturale, la teoria dei raggi non era concepita come una dottrina separata o marginale, ma come parte di una più ampia ricerca sulle relazioni causali che collegano tra loro tutte le realtà esistenti.

Il De Radiis rappresenta quindi un tentativo di spiegare in modo coerente il rapporto tra astri, natura ed esseri umani all’interno di una visione unitaria dell’universo.

6.2 Medioevo latino

Attraverso le traduzioni latine, il testo entrò nel circuito intellettuale dell’Europa medievale e divenne una delle opere di riferimento per coloro che si occupavano di astrologia, filosofia naturale e magia naturale.

La sua influenza fu particolarmente significativa perché offriva una giustificazione teorica a fenomeni che venivano generalmente interpretati attraverso il concetto di influenza astrale.

Il De Radiis contribuì a diffondere l’idea che:

        • gli astri esercitino effetti sul mondo terrestre;
        • esistano relazioni tra le diverse dimensioni della realtà;
        • immagini, parole e azioni possano partecipare a una rete universale di influenze.

In questa fase, il testo fu soprattutto apprezzato come opera teorica capace di fornire una spiegazione razionale delle relazioni cosmiche.

6.3 Rinascimento

Durante il Rinascimento, il De Radiis trovò un terreno particolarmente favorevole grazie alla riscoperta delle tradizioni ermetiche, neoplatoniche e astrologiche.

Le sue teorie sulle influenze e sulle corrispondenze contribuirono alla formazione della visione del mondo propria della magia naturale rinascimentale, fondata sull’idea di un cosmo vivo, ordinato e interconnesso.

L’opera fu conosciuta e studiata in ambienti interessati a:

        • filosofia naturale, che cercava di comprendere le forze nascoste della natura;
        • astrologia, considerata uno strumento per interpretare le relazioni tra cielo e terra;
        • ermetismo, che vedeva nell’universo una rete di corrispondenze simboliche e causali.

Pur non essendo uno dei testi più celebri del Rinascimento, il De Radiis contribuì alla costruzione del quadro teorico che sosteneva molte concezioni magiche e cosmologiche dell’epoca.

6.4 Età moderna

Con l’affermarsi della rivoluzione scientifica tra XVI e XVII secolo e con il progressivo sviluppo della fisica moderna, le concezioni fondate sulle influenze astrali e sulle corrispondenze universali persero gran parte della loro legittimità scientifica.

Di conseguenza:

        • il De Radiis cessò gradualmente di essere utilizzato come fonte autorevole per la spiegazione dei fenomeni naturali;
        • venne progressivamente marginalizzato negli ambienti scientifici;
        • sopravvisse soprattutto nei contesti legati all’astrologia e alle tradizioni esoteriche.

Il cambiamento non riguardò soltanto il testo, ma l’intero paradigma culturale al quale esso apparteneva.

6.5 Età contemporanea

Nel corso del XX e XXI secolo, il De Radiis è stato riscoperto dagli studiosi della filosofia medievale, della storia delle scienze e dell’esoterismo occidentale.

Oggi il trattato viene considerato una fonte particolarmente importante per comprendere:

        • la filosofia naturale medievale;
        • la teoria delle influenze cosmiche;
        • la storia dell’astrologia;
        • i rapporti tra filosofia, scienza e sapere esoterico;
        • la trasmissione del patrimonio culturale dal mondo islamico all’Europa latina.

Più che come testo operativo, il De Radiis viene studiato come testimonianza di una specifica concezione del mondo, nella quale natura, cosmo e essere umano sono pensati come elementi di una stessa rete relazionale.

6.6 Osservazione conclusiva

La ricezione del De Radiis mostra in modo esemplare come un’opera possa attraversare epoche e contesti molto diversi assumendo significati differenti.

        • Nel mondo islamico medievale fu parte della riflessione filosofica sulla natura.
        • Nel Medioevo latino contribuì alla teoria delle influenze astrali.
        • Nel Rinascimento alimentò la costruzione della magia naturale e dell’ermetismo filosofico.
        • Nell’età contemporanea è divenuto oggetto di studio storico e culturale.

Questo percorso rende il De Radiis una fonte particolarmente significativa per comprendere l’evoluzione delle idee relative all’interconnessione del cosmo e alla ricerca di un principio unitario capace di spiegare le relazioni tra tutte le dimensioni della realtà.

7. Bibliografia essenziale

Edizioni e traduzioni

  • Al-Kindī, De Radiis
  • Al-Kindī, The Theory of Rays (edizioni e traduzioni moderne)

Studi critici

  • Marie-Thérèse d’Alverny, studi sulla trasmissione latina
  • Richard Lemay, studi sull’astrologia medievale
  • Charles Burnett, studi sulla filosofia araba e la traduzione medievale

Opere di contestualizzazione

  • Wouter J. Hanegraaff, Western Esotericism
  • Antoine Faivre, L’Esoterismo nella storia d’Occidente
  • Brian Copenhaver, studi sull’ermetismo e la magia rinascimentale

8. Approfondimenti

File scaricabili:

De Radis Theorica Artium Magicarum – Teorica delle Arti Magiche scaricato online [https://www.uniba.it/it/docenti/benedetto-marienza/attivita-didattica/alKindi_deradiis.pdf]

https://dn720500.ca.archive.org/0/items/deradiisvisvsetl00dedo/deradiisvisvsetl00dedo.pdf

De Radis Al-Kindi (attibuito) (in latino Copia digitalizzata dall’Università di Toronot e scaricata da https://dn720500.ca.archive.org/0/items/deradiisvisvsetl00dedo/deradiisvisvsetl00dedo.pdf

Nota 

Le schede, gli archivi e i repertori presenti nell’Atlante Esoterico costituiscono strumenti di analisi simbolica, interpretativa e documentaria sviluppati nell’ambito del progetto di ricerca sul Patrimonio Culturale Esoterico. Per una descrizione dettagliata dell’Atlante e della metodologia usata si rimanda alla scheda: Cos’è e come funziona l’Atlante Esoterico. 

Relazioni con altri elementi dell’Atlante Esoterico
Di seguito è presentato un elenco di schede provenienti da altri repertori dell’Atlante Esoterico, correlate alla scheda. L’elenco è aggiornato automaticamente dal sistema di gestione dell’Atlante.

Tag: Ermetismo

Biblioteca Esoterica 

In Evidenza