Piazza Quattro Canti (Piazza Vigliena) - Palermo
Descrizione

Piazza Quattro Canti (Piazza Vigliena) – Palermo

Bene segnalato in attesa di valutazione.

piazza vigliena

Piazza Vigliena. XVII sec. I Quattro Canti sono una piazza ottagonale, incrocio fra i due principali assi viari di Palermo: la Via Maqueda e il Cassaro (oggi nota come Corso Vittorio Emanuele). La Piazza è conosciuta anche come Piazza Vigliena (in omaggio al Viceré Marchese don Juan Fernandez Pacheco de Vigliena y Ascalon), ma le fonti antiche lo ricordano come Ottangolo o Teatro del Sole perché durante le ore del giorno almeno una delle quinte architettoniche è illuminata dal sole. Il Viceré affidò nel 1608 all’architetto Giulio Lasso, fiorentino, la sistemazione urbanistica di quel crocevia i lavori durarono per molti anni. Il progetto era ispirato al crocevia delle Quattro Fontane di Roma, disegnato dagli urbanisti di Sisto V, anche se nei Quattro Canti si assiste ad una forma decorativa molto più ricca, già a segnalare un primo elemento di differenziazione del barocco siciliano. Dopo la morte di Giulio Lasso il lavoro fu continuato da Mariano Smiriglio che nel 1617 diventa direttore dei lavori, dopo che aveva lavorato al cantiere sotto le dipendenze del Lasso. Con Mariano Smiriglio si assiste ad un cambiamento del programma decorativo iniziale: nell’ordine superiore, che in origine avrebbe dovuto ospitare le statue dei sovrani, vengono sistemate le statue delle quattro sante vergini palermitane: Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant’Oliva e Sant’Agata. Le attuali statue in marmo presenti ai Quattro Canti furono scolpite fra il 1661 ed il 1663 da Carlo Aprile. Dopo il 1630 iniziarono i lavori per la costruzione delle quattro fontane con le statue delle Quattro Stagioni: la Primavera e l’Estate furono realizzate da Gregorio Tedeschi; l’Autunno e l’Inverno da Nunzio La Mattina. Le attuali conche inferiori delle quattro fontane sono ottocentesche e furono realizzate per poter nascondere quelle originarie col piano di calpestio della piazza che era stato ribassato

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web

Bene inserito nell’Archivio Multimediale del Patrimonio Culturale Esoterico

Il bene è stato riconosciuto come bene che potrebbe potrebbe presentare caratteristiche riconducibili all’Esoterismo Culturale. Gruppo di appartenenza: A

Nota metodologica: 

I beni inseriti nell’archivio vengono suddivisi in tre gruppi, in base al loro livello di riconoscimento e documentazione:

  • Gruppo A – Bene segnalato: Comprende beni culturali segnalati come potenzialmente esoterici. Si tratta di una fase iniziale di osservazione, nella quale il bene è oggetto di studio, confronto delle fonti e valutazione critica.
  • Gruppo B – Bene riconosciuto: Include beni per i quali esistono studi e documentazioni attendibili che ne attestano l’appartenenza al Patrimonio Culturale Esoterico, ma che non sono ancora corredati dalla scheda esoterica completa.
  • Gruppo C – Bene documentato: Raccoglie beni pienamente riconosciuti e analizzati, accompagnati da una scheda esoterica dettagliata che ne illustra i significati simbolici, le chiavi di lettura e il contesto storico-culturale. È il livello più avanzato di documentazione all’interno dell’archivio.

Per garantire rigore e coerenza interpretativa, l’archivio si fonda su una metodologia rigorosa, volta a evitare l’inserimento indiscriminato di beni culturali. A tal fine, vengono adottati specifici strumenti di riconoscimento e un sistema di classificazione, illustrati nel progetto Archivio di Esoterismo Culturale, descritto nel sito esterno Itinerari Esperienziali, al quale si rimanda per l’approfondimento metodologico.

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