HR3: Heritage Interpretation:  Applicazioni Pratiche e Criteri Operativi

Di Ignazio Caloggero

Mod. 4: Interpretazione attraverso la comunicazione

CENTRO STUDI HELIOS

Sommario

Lezione 1. Interpretazione ed Ermeneutica (2 ore) 2

Lezione 2. Provocazione (2 ore) 14

Lezione 3. Rivelazione 21

Lezione 4. Approccio Sistemico (2 ore) 26

Lezione 5. Approccio su Misura 33

Lezione 6. Approccio Creativo 40

Lezione 7. Interpretazione Fondata sui Fatti (2 ore) 44

Lezione 8. Semplicità e Coerenza Comunicativa 57

 

Lezione 1. Interpretazione ed Ermeneutica (2 ore)

Cenni al concetto di Ermeneutica (Arte dell’Interpretazione)

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Statua di Hermes, messaggero e interprete della volontà degli dei

Il termine deriva dal greco hermeneia deriva dal sostantivo greco hermeneia, a cui viene designato il significato di interpretazione ma anche di spiegazione, dichiarazione, traduzione, espressione del pensiero ed elocuzione. In latino sarà poi tradotto come interpretatio[1]

In ambito filosofico l’ermeneutica è Arte, tecnica e attività di interpretare il senso di testi antichi, leggi, documenti storici e simili. (Treccani)

L’ermeneutica è quindi vista come arte (o scienza) dell’interpretazione. Interpretare qualcosa, ha come obbiettivo, in ultima analisi, conoscerne il significato, nel suo senso più profondo. L’ermeneutica è usata in svariati ambiti tra questi: filosofico, religioso, letterario, artistico e pedagogico (pedagogia ermeneutica).

Vedremo che l’interpretazione è un processo comunicativo di tipo ermeneutico (arte o disciplina che sia), che mira a rivelare il significato più profondo delle cose. La rivelazione avviene attraverso la trasformazione dell’esperienza.

Il concetto di “comunicazione ermeneutica” affonda le sue radici nella disciplina filosofica dell’ermeneutica, che si occupa dell’interpretazione e della comprensione dei significati, specialmente nei testi. Di seguito alcuni studi del settore.

 

Friedrich Schleiermacher (1768–1834)

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Considerato il fondatore dell’ermeneutica moderna, Friedrich Schleiermacher ha rivoluzionato il modo in cui si pensa all’interpretazione, trasformandola in una disciplina autonoma e sistematica. Secondo Schleiermacher, per comprendere correttamente un testo, è fondamentale considerare due aspetti principali:

  1. Il contesto storico: L’interpretazione deve collocare il testo nel suo tempo, tenendo conto delle condizioni storiche, culturali e linguistiche in cui è stato prodotto. Ciò implica uno studio approfondito delle circostanze che hanno influenzato l’autore e l’opera stessa.
  2. L’intenzione dell’autore: Per Schleiermacher, è essenziale cogliere non solo il significato oggettivo del testo, ma anche le intenzioni soggettive dell’autore. Questo richiede un dialogo ideale tra l’interprete e l’autore, per immergersi nella sua mentalità e ricostruire il processo creativo dietro il testo.

Il doppio approccio all’ermeneutica

Schleiermacher sviluppò un approccio duplice all’interpretazione, che combina due metodi principali:

  • L’ermeneutica grammaticale: Si focalizza sul linguaggio, analizzando la struttura grammaticale, il lessico e le convenzioni linguistiche dell’epoca.
  • L’ermeneutica psicologica: Mira a comprendere il pensiero e le intenzioni dell’autore, ponendosi in sintonia con la sua individualità.

L’ermeneutica come processo comunicativo

Schleiermacher ha ampliato la portata dell’ermeneutica, vedendola non solo come un processo interpretativo, ma anche come un fenomeno comunicativo. Per lui, ogni atto di interpretazione è un dialogo tra il lettore e l’autore, dove il testo funge da mediatore. Questo dialogo non si limita al testo scritto, ma si estende a ogni forma di comunicazione umana, inclusi il linguaggio parlato, la cultura e persino l’arte.

L’approccio di Schleiermacher ha gettato le basi per l’evoluzione dell’ermeneutica nel XIX e XX secolo, influenzando pensatori Hans-Georg Gadamer. Inoltre, il contributo di Schleiermacher è stato determinante nel considerare l’ermeneutica non solo una tecnica per interpretare testi antichi, ma un metodo universale per comprendere ogni forma di comunicazione.

 

Martin Heidegger (1889–1976)

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Heidegger, maestro di Gadamer, sviluppò il concetto di ermeneutica in Essere e Tempo (Sein und Zeit, 1927), dove l’ermeneutica è intesa come un processo esistenziale. Secondo Heidegger, la comprensione non è semplicemente un atto intellettuale, ma un modo di essere. Questa prospettiva ha influenzato il concetto di comunicazione ermeneutica come incontro tra esseri umani, testi e fenomeni.

Secondo Martin Heidegger, il termine ermeneutica può essere collegato al dio Ermes, in un gioco del pensiero che, pur superando il rigore della scienza, si rivela profondamente vincolante e significativo. Ermes, messaggero degli dèi, funge da intermediario tra il divino e l’umano, rendendo comprensibile agli uomini il pensiero degli dèi. A lui è inoltre attribuita la scoperta del linguaggio e della scrittura, strumenti attraverso i quali gli uomini possono tradurre in forme finite ciò che di infinito alberga nei loro pensieri.

 

Hans-Georg Gadamer (1900–2002)

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Gadamer è una delle figure più influenti nell’ermeneutica. Nel suo capolavoro Verità e Metodo (Wahrheit und Methode, 1960), descrive l’ermeneutica come il processo attraverso cui si interpreta e si comprende il significato nel contesto di un dialogo tra l’interprete e il fenomeno interpretato. Gadamer pone l’accento sull’importanza del “dialogo” come struttura fondamentale dell’ermeneutica. Questo dialogo è sempre un processo comunicativo, attraverso il quale emergono nuovi significati grazie all’incontro tra il pregiudizio (precomprensione) dell’interprete e il testo o l’oggetto interpretato.

La “comunicazione ermeneutica” come concetto esplicito non è stata formulata in modo sistematico da Heidegger e Gadamer, ma è un termine moderno che integra le loro idee. La comunicazione ermeneutica può essere descritta come un processo di dialogo in cui il significato viene costruito e condiviso attraverso l’interpretazione e la comprensione.

Paul Ricoeur (1913–2005)

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Ricoeur, uno dei maggiori filosofi del XX secolo, è noto per i suoi contributi all’ermeneutica. Il suo approccio si concentra sul ruolo della narrazione e dei simboli nel processo di comprensione. Ricoeur ha elaborato il concetto di “interpretazione come svelamento”, un processo che va oltre la semplice spiegazione, portando a una comprensione profonda di ciò che è nascosto nei testi, nei simboli e nelle narrazioni.

Secondo Ricoeur, l’interpretazione ha due momenti principali:

  1. Spiegazione: un’analisi oggettiva e sistematica dei testi o delle strutture.
  2. Comprensione: un processo più soggettivo e profondo, in cui l’interprete “svela” significati nascosti e li collega all’esperienza umana.

La comprensione, per Ricoeur, è sempre orientata verso un senso di verità che non è immediatamente evidente. Questo approccio è centrale nei suoi scritti, come:

  • “La métaphore vive” (La metafora viva, 1975): dove esplora come le metafore e i simboli rivelano significati nascosti attraverso un linguaggio evocativo.
  • “Temps et récit” (Tempo e racconto, 1983-1985): un’opera in cui Ricoeur analizza il ruolo delle narrazioni nella costruzione del senso e nell’interpretazione.

Jürgen Habermas (1929–)

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Descrizione generata automaticamente

Jürgen Habermas è uno dei più importanti filosofi e sociologi contemporanei. La sua opera si colloca al crocevia tra ermeneutica, teoria critica e filosofia del linguaggio, con un focus particolare sulle dinamiche della comunicazione umana. La sua influenza si estende a molteplici discipline, tra cui la filosofia politica, l’etica, la sociologia e l’epistemologia.

La sua opera più significativa, Teoria dell’agire comunicativo (Theorie des kommunikativen Handelns, 1981), rappresenta un tentativo di unire la tradizione ermeneutica con la teoria critica sviluppata dalla Scuola di Francoforte. In questo lavoro, Habermas si concentra sull’importanza della comunicazione come fondamento per la comprensione reciproca e per la costruzione di una società razionale e democratica.

Principi fondamentali:

  1. La comunicazione come azione sociale: Habermas distingue tra diversi tipi di azione, in particolare:
    • Azione strumentale: Guidata da scopi e mezzi, tipica del rapporto dell’uomo con la natura.
    • Azione comunicativa: Finalizzata alla comprensione reciproca tra individui, caratteristica delle interazioni sociali.
      Per Habermas, l’azione comunicativa è il fulcro della vita sociale, poiché permette agli individui di coordinarsi attraverso il linguaggio e il dialogo.
  2. La razionalità comunicativa: Diversamente dalla razionalità strumentale, che si concentra sull’efficienza e sugli obiettivi, la razionalità comunicativa riguarda la capacità di giustificare le proprie affermazioni attraverso argomentazioni comprensibili e condivise. Questo tipo di razionalità è il fondamento di una società democratica.
  3. L’interazione sociale e il consenso: Habermas sostiene che la comunicazione autentica, libera da distorsioni o imposizioni, consente di raggiungere un consenso basato sulla comprensione reciproca. Questo consenso è fondamentale per la legittimità delle norme sociali e politiche.

Habermas integra l’approccio ermeneutico nella sua teoria, riconoscendo il ruolo centrale dell’interpretazione nel comprendere i significati condivisi all’interno di un contesto culturale. Tuttavia, critica alcune versioni dell’ermeneutica, in particolare quella di Gadamer, per il loro focus esclusivo sulla tradizione e sul consenso tacito. Per Habermas, l’ermeneutica deve essere integrata con una critica alle strutture di potere e alle distorsioni ideologiche che influenzano la comunicazione.

Riccardo Pagano

Educazione e interpretazione

Accademico italiano, professore ordinario di Pedagogia Generale e Sociale presso l’Università degli Studi di Bari. Un suo studio che mette in risalto l’approccio educativo in ambito pedagogico è quello pubblicato nel 2018 il libro “Educazione e Interpretazione”. In quest’opera, Pagano esplora la pedagogia ermeneutica, sottolineando come l’atto educativo sia intrinsecamente interpretativo, richiedendo riferimenti a valori storici e umani. Pagano evidenzia l’importanza di avere orizzonti di senso, spirito di comunità e l’impegno nella costruzione del bene comune. In un mondo globalizzato, l’educazione interpretativa deve mirare a quelle “verità extrametodiche” menzionate da Gadamer, che permettono agli individui di vivere in società promuovendo convivenza civile, tolleranza e la ricerca della felicità.

Pagano indica come differenza sostanziale tra sapere ermeneutico e sapere scientifico il fatto che il primo, a differenza del secondo è un sapere extrametodico.

E se di un sapere metodico si può ricostruire ogni passaggio, di quello extramedodico non tutto e ricostruibile, perché tocca aspetti dell’umano come la sensibilità, la linguistica, l’estetica… difficilmente perimetrabili e osservabili[2]

Pagano riferendosi agli studi di metà del Novecento di Heidegger e Gadamer, scrive:

“L’interpretazione, quindi non è una delle procedure metodologiche delle scienze dello spirito, ma è il modo costruttivo di essere dell’uomo del mondo. L’interpretazione acquista così una valenza ontologica perché non è finalizzata solo alla conoscenza e alla comprensione, ma svela l’essere stesso dell’uomo”[3].

Tilden e l’Interpretazione ermeneutica

Pur non essendo un filosofo in senso stretto, Freeman Tilden ha applicato principi ermeneutici alla Heritage Interpretation, introducendo il concetto di “interpretazione come comunicazione trasformativa”. Per Tilden, l’interpretazione non è solo informativa, ma deve rivelare significati più profondi e universali, stimolando una connessione personale tra l’individuo e il patrimonio culturale o naturale. Questo approccio si presta a un confronto con i principi ermeneutici sviluppati da Ralph Waldo Emerson, Martin Heidegger e Hans-Georg Gadamer.

Tilden e Ralph Waldo Emerson

Emerson, nel suo saggio Nature (1836), definisce la natura come una “porta verso lo spirito universale”. Per lui, l’esperienza della natura permette all’individuo di scoprire verità profonde, trasformandosi in un momento di illuminazione personale. Questa visione si riflette nelle parole di Tilden[4]:

“Ogni vero interprete, oltre ad essere preparato sulle informazioni e diligente nell’uso della ricerca, saprà spingersi oltre l’apparenza verso la vera essenza, oltre il particolare verso la visione d’insieme, oltre una verità verso una verità più ampia”

Tilden e Martin Heidegger

  • La rivelazione come atto ermeneutico: Heidegger, in Essere e tempo (1927), concepisce l’ermeneutica come un processo di rivelazione dell’essere, un atto che porta alla luce ciò che è nascosto. Tilden, nel suo approccio interpretativo, riflette questo principio quando afferma che l’interpretazione deve “rivelare al pubblico una verità più profonda che si cela dietro l’esposizione dei fatti” [5].
  • La visione d’insieme: Heidegger sottolinea l’importanza di comprendere il contesto più ampio di ciò che si interpreta, un concetto che Tilden descrive chiaramente questo concetto nella sua frase:

“Ogni vero interprete, oltre ad essere preparato sulle informazioni e diligente nell’uso della ricerca, saprà spingersi oltre l’apparenza verso la vera essenza, oltre il particolare verso la visione d’insieme, oltre una verità verso una verità più ampia” [6]

Tilden e Hans-Georg Gadamer.

Gadamer, in Verità e metodo (1960), introduce il concetto di “fusione degli orizzonti” (Horizontverschmelzung), in cui l’interprete e il soggetto interpretato si incontrano in un dialogo dinamico per creare un nuovo significato. Questo concetto trova eco in Tilden, che considera l’interpretazione come un processo di comunicazione bidirezionale: l’interpretazione guida il visitatore oltre i fatti, stimolando una comprensione personale e contestualizzata del patrimonio.

Gadamer inoltre sottolinea che la curiosità e il desiderio di sapere sono fondamentali per il processo ermeneutico. Tilden rispecchia questa idea affermando che

“L’interpretazione deve saper sfruttare la pura curiosità per portare all’arricchimenti della mente e dello spirito” [7]

In entrambi i casi, la curiosità non è solo un mezzo per acquisire informazioni, ma uno strumento per costruire un’esperienza trasformativa.

Lezione 2. Provocazione (2 ore)

Interpretazione attraverso la Comunicazione

La comunicazione è il mezzo attraverso cui i significati, spesso nascosti, del patrimonio culturale, vengono trasmessi e resi accessibili ai partecipanti. Una comunicazione interpretativa efficace non si limita a trasmettere informazioni, ma va oltre, stimolando la curiosità, incoraggia la riflessione e costruisce connessioni emotive.

Comunicare, in questo contesto, significa svelare: dare forma, attraverso le parole, le immagini, i suoni e i segni, a un significato che spesso è nascosto, implicito o sedimentato nel tempo. La qualità comunicativa, quindi, non si misura soltanto in termini di comprensibilità, ma soprattutto nella capacità di trasmettere il significato profondo del patrimonio, traducendolo in un linguaggio accessibile, coinvolgente e trasformativo.

Principali Principi Associati:

  • P11. Rivelazione: La comunicazione interpretativa deve svelare i significati nascosti del patrimonio, trasformando l’esperienza in una scoperta personale che arricchisce il visitatore.
  • P12. Provocazione: L’interpretazione dovrebbe stimolare la curiosità attraverso domande, spunti riflessivi e narrazioni che spingano il partecipante a riflettere e a esplorare nuovi punti di vista.
  • P13. Approccio Sistemico: Ogni elemento dell’esperienza, dall’ambiente alla presentazione dei piatti, dovrebbe essere  integrato in una narrazione coerente, creando un ecosistema comunicativo che valorizzi il legame tra patrimonio, partecipanti e contesto scenografico.
  • P14. Approccio su Misura: La comunicazione dovrebbe essere calibrata sulle caratteristiche del pubblico, rispettandone esperienze, sensibilità e aspettative, per costruire un’esperienza intima e personalizzata.
  • P15. Approccio Creativo: Dovrebbero essere presenti tecniche narrative innovative, come storytelling esperienziale, teatralizzazione, elementi multimediali o interattivi, che rendono l’interpretazione più coinvolgente, dinamica e memorabile.
  • P16. Interpretazione Fondata sui Fatti: La credibilità dell’esperienza interpretativa dovrebbe essere garantita da informazioni accurate, verificate e contestualizzate, che supportano la narrazione senza appiattirla in un elenco di dati.
  • P17. Semplicità e Coerenza Comunicativa: Il linguaggio utilizzato dovrebbe essere chiaro, accessibile e coerente con il tema individuato e con l’universo culturale che si intende evocare.

Provocazione

Lo stupore della fede - Eucaristant

Principio 12. Provocazione (comunicazione basata sulla provocazione): il processo comunicativo che permette all’interprete di svelare (non insegnare) e al partecipante del percorso di esperienza di scoprire (non a imparare)

Il principio della provocazione si fonda sull’idea che l’interpretazione non debba semplicemente insegnare, ma stimolare, e che il partecipante non debba soltanto imparare, ma scoprire. In questo contesto, la provocazione non ha nulla di negativo: è invece la capacità dell’interprete di risvegliare curiosità, attivare il pensiero critico e generare domande che stimolino una riflessione personale e profonda.

La provocazione si manifesta attraverso l’uso strategico di domande aperte, affermazioni inaspettate, prospettive inusuali o narrazioni che sfidano le aspettative del pubblico. Questo approccio non mira a fornire risposte univoche, ma a creare un’esperienza dialogica che trasformi il visitatore in un co-esploratore del patrimonio culturale. È una comunicazione che “accende” l’interesse, piuttosto che “trasmettere” nozioni.

Si tratta, quindi, non solo di una tecnica comunicativa, ma di un vero e proprio atteggiamento interpretativo: l’interprete assume il ruolo di provocatore di senso, facilitando una relazione attiva tra il patrimonio e i partecipanti. L’obiettivo non è spiegare ogni dettaglio, ma attivare un processo di scoperta individuale, che prosegue anche dopo la fine dell’esperienza.

Questo principio, ispirato al quarto principio di Freeman Tilden, ci ricorda che l’interpretazione non è un percorso di apprendimento tradizionale, ma una rivelazione guidata che si nutre di coinvolgimento, sorpresa e scoperta. La provocazione, in questo senso, diventa il motore di una esperienza interpretativa dinamica, partecipata e memorabile.

Il quarto principio di Tilden afferma infatti che lo scopo principale dell’interpretazione non è istruire ma provocare. Emblematica la sua frase:

“Purtroppo, mi è capitato troppe volte, da partecipante a questi gruppi, di vedere il mio entusiasmo frustrato dall’incontro con un interlocutore che ha scambiato il dare informazioni per interpretazione, diventando un triste istruttore invece di una guida appassionante”[8]

Tilden rimarca l’importanza di allargare il più possibile il campo di osservazione e pensiero del partecipante in modo da raggiungere, ciò che affermava lo scrittore, poeta e insegnante Henry van Dyke:

“l’levazione alla gioia per mezzo dello stupore”[9]

Questo principio coincide con il quarto principio di Larry Beck e a Ted T. Cable:

“4 Ispirazione e provocazione: L’obiettivo dell’interpretazione è ispirare (inspire) e provocare i visitatori, stimolandoli ad ampliare i propri orizzonti e a riflettere.”

ed il primo dei Tilden’s Tips di Veverka[10].

“1 Provocare (Provoke): Iniziare l’interpretazione con una affermazione provocatoria, un titolo o un’altra tecnica per attirare l’attenzione dei visitatori e stimolare l’interesse e l’attenzione per la comunicazione da seguire.”

Alcuni consigli utili

  • Domande Aperte: Utilizzare interrogativi che stimolino il pensiero critico e incoraggino i partecipanti a esplorare diverse prospettive.
  • Affermazioni Provocatorie: Presentare fatti o opinioni in modo inaspettato per generare curiosità e riflessione.
  • Utilizzo di Contrasti: Confrontare passato e presente, locale e globale, naturale e artificiale per far emergere nuovi significati.
  • Visualizzazione di significati: Mostrare oggetti, reperti o scenari che invitino i partecipanti a indagare il loro contesto e significato.
  • Narrazione Coinvolgente: Raccontare storie che inizino con un mistero o un dilemma, lasciando che il pubblico partecipi alla sua risoluzione.

Dopo aver presentato i Tilden’s Tips, Reverka fornisce un esempio di scrittura interpretativa che illustra come usare i tips: Provocare (Provoke), Correlare (Relate) e Rivelare (Svelare) (Reveal).

“A prima vista questo piccolo osso potrebbe non sembrare molto, ma se lo osserviamo più da vicino vedremo che si tratta dell’osso della mascella di uno degli animali più feroci che siano mai vissuti nella foresta (provocazione). Si tratta di un cacciatore instancabile, che trascorre ogni minuto del proprio tempo in cerca di qualsiasi vittima riesca a sopraffare e a divorare! (provocazione). È un cacciatore implacabile (provocazione), che trascorre tutto il suo tempo alla ricerca di qualsiasi vittima che è in grado di superare e mangiare. Infatti, per rimanere in vita, questo animale deve mangiare un quantitativo di cibo pari a più volte il proprio peso corporeo (provocazione). Immaginate, se questa creatura avesse le dimensioni di un grosso cane, avrebbe bisogno di mangiare circa 500 libbre di carne al giorno solo per sopravvivere (rivelazione). Adesso 500 libre sono tante! Sono circa tre visitatori e mezzo del parco al giorno (correlazione e rivelazione).

“Beh, fortunatamente per noi, questo animale è lungo solo pochi centimetri (provocazione) quando è completamente cresciuto. Questa è la mascella di un toporagno (rivelazione), un animale che somiglia a un piccolo topo (correlazione), ma ha il cuore di una tigre (correlazione). Ora, se guardate da vicino la mascella mentre la passo tra di voi, potete vedere qualcosa di insolito nei suoi denti (provocazione)? Sono colorati di rosso e nero alla base di ogni dente. I toporagni sono l’unico gruppo di animali che hanno denti rossi e neri e questo è il segreto per identificare questo animale (rivelazione).

Ora, a qualcuno di voi utilizza coupon per la spesa? (provocazione e correlazione). Bene, tenete pronti i vostri coupon per la spesa, perché ora andremo a vedere dove i topiragni vanno a coprare il cibo [correlazione e provocazione). Proseguiamo per il nostro sentiero e vediamo cosa c’è per cena oggi][11]

Il testo e l’esempio riportato sono eccellenti per illustrare come i Tilden’s Tips (Provocare, Correlare, Rivelare) si intreccino in un’efficace narrazione interpretativa.

Analizziamoli più a fondo, chiarendo il collegamento tra i tips e il testo creativo:

1. Provocare (Provoke): L’obiettivo è attirare immediatamente l’attenzione del visitatore con affermazioni o domande che stimolano la curiosità e il desiderio di scoprire di più.

  • Esempio di provocazione:A prima vista questo piccolo osso potrebbe non sembrare molto, ma se lo osserviamo più da vicino vedremo che si tratta dell’osso della mascella di uno degli animali più feroci che siano mai vissuti nella foresta.” Questa frase cattura l’attenzione con un contrasto tra l’apparente insignificanza dell’osso e l’idea che appartenga a un animale “feroce.”
  • Provocazioni successive: “Immaginate, se questa creatura avesse le dimensioni di un grosso cane, avrebbe bisogno di mangiare circa 500 libbre di carne al giorno solo per sopravvivere.”. Questa frase intensifica la curiosità e l’elemento di stupore, portando il pubblico a riflettere su una prospettiva straordinaria.

La provocazione non è solo un elemento iniziale, ma viene utilizzata più volte per mantenere alto il livello di interesse e coinvolgimento. Ogni nuova affermazione o domanda serve a spingere i partecipanti a desiderare ulteriori dettagli.

2. Correlare (Relate): Stabilire un legame tra il contenuto interpretato e la vita quotidiana del visitatore, rendendo il messaggio rilevante e personale.

  • Esempi di correlazione nel testo:Adesso 500 libre sono tante! Sono circa tre visitatori e mezzo del parco al giorno.” Questo passaggio rende l’informazione astratta (il peso che il toporagno dovrebbe mangiare) tangibile e comprensibile, associandola a qualcosa che i visitatori possono facilmente visualizzare: se stessi.
  • Provocazioni successive:Ora, a qualcuno di voi utilizza coupon per la spesa?
    Questa domanda connette il comportamento dei toporagni nella ricerca del cibo a una pratica comune nella vita quotidiana dei visitatori, rendendo la narrazione più familiare e coinvolgente.

La correlazione funziona perché non solo aiuta i visitatori a comprendere meglio il messaggio, ma li invita a riflettere su come il tema interpretato possa avere connessioni con le loro esperienze personali.

3. Rivelare (Reveal): Svelare gradualmente significati più profondi o dettagli inaspettati, offrendo al visitatore un’esperienza di scoperta che va oltre i semplici fatti.

  • Esempi di rivelazione nel testo:Beh, fortunatamente per noi, questo animale è lungo solo pochi centimetri quando è completamente cresciuto. Questa è la mascella di un toporagno.” Qui si passa dal creare suspense (provocazione) a svelare la realtà sorprendente che l’animale feroce descritto è in realtà un piccolo toporagno.
  • Provocazioni successive:I toporagni sono l’unico gruppo di animali che hanno denti rossi e neri e questo è il segreto per identificare questo animale.” Questo dettaglio aggiunge un nuovo livello di comprensione, svelando un aspetto unico del toporagno che non era stato anticipato.

La rivelazione è particolarmente efficace quando costruita su una sequenza di provocazioni e correlazioni. Essa porta i visitatori a concludere il processo con una sensazione di soddisfazione intellettuale e di scoperta personale.

Alcuni Esempi Operativi

Musei ed ecomusei

  • Un museo d’arte moderna potrebbe esporre un’opera astratta con una didascalia provocatoria: “Questo è arte? Perché o perché no?” Questo stimola il visitatore a riflettere sul concetto stesso di arte e sui criteri di giudizio estetico.
  • In un museo di storia, l’interprete potrebbe chiedere: “Cosa avresti fatto al posto di questa figura storica in questa situazione?” La domanda invita a un’esplorazione personale del contesto.
  • In un ecomuseo rurale, si potrebbe iniziare una visita con la frase: “Questo paesaggio è naturale o il risultato dell’intervento umano?” Questo provoca una riflessione sull’interazione tra uomo e natura. Si potrebbe anche mostrare strumenti agricoli antichi e chiedere ai partecipanti di immaginare come sarebbero stati usati o quali difficoltà avrebbero affrontato.

Parchi Naturali

  • In un parco naturale, una guida potrebbe dire: “Questa montagna è considerata sacra. Perché pensate che così tante culture attribuiscano significati spirituali alle montagne?” Nello stesso parco si potrebbe proporre un’escursione notturna per osservare le stelle, iniziando con una riflessione: “Come sarebbe stata la nostra visione del mondo senza l’illuminazione artificiale?”

Siti Archeologici

  • Durante una visita a un sito archeologico, l’interprete potrebbe chiedere: “Cosa ti dice la disposizione di queste pietre sulla società che le ha costruite?” oppure raccontare la storia di un reperto lasciando volutamente incompleta la spiegazione e invitando i visitatori a formulare ipotesi.

Case e Luoghi della Memoria

  • In una casa-museo dedicata a un poeta, si potrebbe iniziare con una domanda: “Cosa credete abbia ispirato queste parole? Quale potrebbe essere stata la sua vita quotidiana?” Così come si potrebbe usare un approccio interattivo invitando i partecipanti a scrivere una loro pensiero poetico basandosi su un oggetto o un’immagine presente nella casa.
  • In un Geoparco si potrebbe porre domande come: “Questa formazione rocciosa ha 200 milioni di anni. Quanto è importante, secondo voi, conservare una testimonianza di questo passato così remoto?”
  • Durante un tour cittadino, chiedere: “Perché credete che questo quartiere sia stato costruito in questo modo? Quali esigenze avrebbe soddisfatto in passato?”

 

Lezione 3. Rivelazione

 

L'esistenza di Dio e la sua rivelazione

Principio 11. Rivelazione (comunicazione ermeneutica): L’interpretazione è un processo comunicativo di tipo ermeneutico che mira a rivelare il significato più profondo delle cose.

L’essenza della Heritage Interpretation non risiede nella presentazione oggettiva dei fatti, ma nella capacità di stimolare una comprensione trasformativa, che coinvolga il visitatore a livello cognitivo, emotivo e personale. La rivelazione è ciò che trasforma l’esperienza da semplice fruizione a scoperta attiva: è un invito a guardare oltre le apparenze, a cogliere connessioni nascoste, a interrogare il patrimonio con occhi nuovi.

Questo principio si fonda sull’idea che il significato autentico di un bene culturale non sia mai del tutto evidente, ma debba essere svelato attraverso un dialogo profondo tra interprete e partecipante. La narrazione, le analogie, i simboli, i racconti evocativi e l’uso mirato dei linguaggi sensoriali diventano strumenti fondamentali per stimolare questo processo ermeneutico.

La rivelazione implica che il visitatore non sia un semplice spettatore, ma un co-interprete dell’esperienza. L’interprete crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso il vissuto personale del partecipante, rendendo ogni esperienza interpretativa unica e irripetibile.

In questo modo, l’interpretazione non si limita a spiegare le identità culturali o a presentare dati: si propone di svelare le dimensioni profonde del patrimonio, attivando nei visitatori un processo interiore di esplorazione, connessione e comprensione che lascia un’impronta duratura.

La seguente frase di Tilden sottolinea meglio il concetto espresso:

“L’interpretazione deve rivelare al pubblico una verità più profonda che si cela dietro l’esposizione dei fatti”

Molti altri autori hanno puntato sul concetto di rivelazione, il secondo principio dei quindici esposti da Larry Beck/Ted T. Cable è certamente legato al concetto di rivelazione:

“Lo scopo dell’interpretazione va oltre il fornire informazioni per rivelare (reveal) un significato e una verità più profondi.”

 

Veverka, tra i suoi Tilden’s Tips (i consigli di Tilden) inserisce il principio “Reveal”: Rivelare (Svelare) il significato del messaggio principale attraverso un punto di vista insolito[12].

Alcuni Elementi della Rivelazione

  • Stimolazione della Curiosità: L’uso di domande retoriche e affermazioni inaspettate cattura l’attenzione del visitatore, invitandolo a esplorare. Esempio: In un sito archeologico, un interprete potrebbe chiedere: “Cosa potrebbe raccontare questa pietra se potesse parlare?”
  • Collegamenti Emotivi: L’interpretazione deve creare un ponte tra il patrimonio e il vissuto personale dei visitatori, utilizzando storie evocative e analogie. Esempio: In un museo storico, raccontare la vita quotidiana di un abitante dell’epoca può aiutare i partecipanti a immaginare e sentire quella realtà.
  • Coinvolgimento Intellettuale: Offrire informazioni che stimolino la riflessione, evitando un approccio puramente didascalico. Esempio: Mostrare un oggetto misterioso e chiedere al visitatore di ipotizzarne l’uso prima di svelarlo.

Alcune tecniche per Realizzare la Rivelazione

  • Narrazione Evocativa: Raccontare storie che emergano dal patrimonio stesso, rivelando dettagli sorprendenti o poco noti. Esempio: In un giardino botanico, narrare l’uso di una pianta nella medicina tradizionale di una comunità locale.
  • Provocazione Intellettuale: Utilizzare domande e affermazioni per stimolare la curiosità e invitare alla scoperta. Esempio: In una mostra d’arte contemporanea, chiedere ai visitatori: “Perché pensate che quest’opera abbia suscitato così tante polemiche?”
  • Presentazione Graduale: Svelare i significati attraverso una sequenza narrativa, lasciando spazio alla riflessione individuale. Esempio: Durante una visita guidata, introdurre un oggetto come un enigma e rivelarne gradualmente la storia e la funzione.
  • Uso di Oggetti Simbolici (Oggetti di Scena): Presentare oggetti che incarnano storie o significati profondi e utilizzarli come catalizzatori di riflessioni. Esempio: Mostrare una spada e chiedere: “A cosa pensate servisse questa arma oltre che a combattere?”

Qualche chiarimento sull’ultima tecnica.

Visualizzazione Interpretativa attraverso Oggetti di Scena (Props)

L’uso di oggetti di scena per la visualizzazione interpretativa consiste nell’impiego di oggetti materiali per supportare la narrazione interpretativa. Questi oggetti, detti “props”, fungono da strumenti tangibili per arricchire la comprensione e il coinvolgimento dei visitatori, rendendo l’esperienza più concreta, visiva e interattiva.

Il termine “prop” deriva dall’inglese “theatrical property”, utilizzato per indicare accessori di scena che un attore usa per arricchire la propria performance teatrale o cinematografica. In ambito interpretativo, i props non solo sostengono la narrazione aiutando i visitatori a entrare “in contatto” con la storia raccontata, ma diventano anche strumenti educativi, stimolando curiosità e interazione.

Il concetto relativo all’utilizzo di oggetti è spesso trattato nel contesto della Heritage Interpretation, della comunicazione museale e dell’educazione ambientale.

Ecco solo alcuni autori e riferimenti bibliografici che hanno trattato o accennato a questo aspetto:

  • Freeman Tilden: Basta leggere la sua definizione di Interpretazione nella parte che dice: Attività educativa che aspira a rivelare significati e relazioni attraverso l’utilizzo di oggetti originali”.[13])
  • Sam H. Ham: Ham dedica un intero capitolo del suo libro Environmental Interpretation: A Practical Guide for People with Big Ideas and Small Budgets sull’importanza dell’uso di oggetti materiali per coinvolgere i partecipanti e rendere l’interpretazione più concreta e tangibile[14].
  • John A. Veverka: Include il concetto di utilizzo di oggetti come parte della strategia interpretativa, enfatizzando il potere evocativo e narrativo dei sussidi materiali[15].
  • Hugues De Varine: Direi che l’uso di oggetti a fini interpretativi è implicitamente incluso nella definizione stessa di ecomuseo formulata nel 1978, in particolare nei passaggi: “utilizza tutti i mezzi e tutti i metodi a sua disposizione per consentire alla comunità di comprendere, analizzare, criticare” e “L’ecomuseo utilizza essenzialmente il linguaggio dell’oggetto, del contesto reale della vita quotidiana, delle situazioni concrete. È soprattutto un fattore di cambiamento voluto” [16].

Oltre alle domande e alle affermazioni provocatorie, ci sono molte altre tecniche che possono essere utilizzate per provocare il visitatore. Ad esempio, mostrare un oggetto misterioso senza rivelare immediatamente la sua funzione, o presentare una storia senza una conclusione chiara, invitando il visitatore a completarla con la propria immaginazione.

La Rivelazione come Processo Integrato

Non dobbiamo comunque dimenticare che la rivelazione non è solo una tecnica comunicativa, ma il risultato finale dell’intero processo interpretativo. È il prodotto di un insieme di pratiche che combinano almeno i seguenti elementi:

  • Creatività: La capacità di raccontare i fatti in modo non convenzionale.
  • Provocazione: Stimolare interesse attraverso spunti riflessivi (si veda il prossimo principio).
  • Connessione Emotiva: Coinvolgere i visitatori a livello emotivo e personale.
  • Fondamento sui Fatti: Garantire che la narrazione sia supportata da informazioni accurate e approfondite.

L’interprete diventa così un “mediatore” tra il patrimonio e il visitatore, rivelando strati di significato che spesso restano nascosti dietro le apparenze.

Lezione 4. Approccio Sistemico (2 ore)

La Piazza: olismo degli spazi di lavoro - Martex S.p.A.

Principio 13. Approccio sistemico (visione olistica): L’interpretazione deve avvenire con un approccio olistico che tenga conto di tutti gli aspetti e delle relazioni dell’intero contesto in cui si si vengono a trovare i tre elementi del Triangolo Interpretativo: l’interprete (o il processo di interpretazione), il fenomeno (Patrimonio interpretativo) e il partecipante.

L’interpretazione deve considerare il patrimonio come parte di un sistema più ampio, in cui il contesto storico, culturale, naturale e sociale è fondamentale. Ogni elemento – l’interprete, il partecipante e il patrimonio – è interconnesso, e il significato di ciascuno dipende dalle relazioni che si instaurano. Questo principio invita a integrare diversi livelli di significato e prospettive, rendendo il percorso interpretativo più ricco e completo, senza isolare i fenomeni dal loro contesto globale.

Il termine olismo, derivato dal greco holos (tutto, intero), esprime l’idea che il tutto è più della somma delle sue parti. Questo implica che il patrimonio culturale e naturale, così come l’uomo e il contesto in cui si trova, devono essere considerati nel loro insieme. Un approccio riduzionista, che analizza gli elementi singolarmente, rischia di perdere le connessioni essenziali che danno significato e profondità al patrimonio.

Un percorso interpretativo basato su una visione olistica deve:

  • Integrare il contesto: Collegare il patrimonio a elementi storici, sociali e ambientali, creando una narrazione che ne rispecchi la complessità.
  • Collegare gli elementi del Triangolo Interpretativo: Stabilire una relazione significativa tra il patrimonio, l’interprete (o il processo interpretativo) e il partecipante.
  • Rispettare il “tutto”: Fornire una visione complessiva, sia del bene da interpretare sia del partecipante stesso, trattandolo come un individuo completo, con emozioni, curiosità e motivazioni personali.

Questo principio si allinea strettamente al quinto principio di Freeman Tilden (ricompreso a sua volta nel quinto principio Larry Beck e a Ted T. Cable e nel quarto Tilden’s Tips), che afferma: “il tutto anziché una parte”. Tilden sottolinea che l’interpretazione deve presentare una visione d’insieme del patrimonio, evitando di frammentare le informazioni in dati slegati. Inoltre, egli insiste sulla necessità di rivolgersi all’“uomo nella sua interezza” (the whole man), cioè, considerando i molteplici aspetti che motivano e coinvolgono il visitatore.

Come ci ricorda Freeman Tilden:

“è molto meglio che il visitatore di un’area protetta, naturale, storica o preistorica, vada via con una o più immagini complete nella sua mente, che con una serie di informazioni slegate fra loro che non gli permettono di comprendere l’assenza del luogo e il perché il sito venga protetto”[17]

Applicazione del principio al Patrimonio Interpretativo e al Partecipante

  • Il bene interpretato (the whole): L’interpretazione deve offrire una narrazione coerente che colleghi le diverse componenti del patrimonio. Ad esempio, in un parco naturale, la presentazione deve integrare flora, fauna, geologia e storia umana del luogo, mostrando come interagiscono.
  • Il partecipante (the whole man): L’interprete deve rivolgersi all’intero spettro delle emozioni, desideri e motivazioni del visitatore. Deve quindi porsi domande come: “Cosa ha spinto questa persona qui oggi? Quali sono le sue aspettative e curiosità?” Il processo interpretativo deve essere personalizzato e flessibile, adattandosi al pubblico.

Ricordiamo sempre Tilden:

“Quando l’obiettivo diventa l’uomo nella sua completezza, in cerca di nuove esperienze, relax, avventura, curiosità, informazione, affermazione magari è lì semplicemente su suggerimento di amici, e mille altri strani motivi, ecco che non si può sbagliare”[18]

L’approccio sistemico, quindi, invita a considerare il patrimonio culturale non come elementi isolati, ma come parti di un sistema interconnesso

La Cattedrale di San Giovanni a Ragusa

Un esempio di un approccio che considera il bene culturale nel suo insieme, piuttosto che limitarlo a una singola prospettiva, può essere rappresentato dall’interpretazione di un sito storico-artistico.

Prendiamo, ad esempio, la Cattedrale di San Giovanni a Ragusa, un tipico monumento barocco del sud Italia. Una cosa è descrivere il bene esclusivamente dal punto di vista architettonico; tutt’altra cosa è raccontarlo mettendo in luce anche le sue connessioni con la storia e il contesto sociale ed economico della città. Si potrebbe, ad esempio, ricordare come il terremoto del 1693 abbia influenzato il tipo di costruzione, o spiegare che la scelta della posizione della cattedrale fu condizionata dallo storico antagonismo tra i parrocchiani di San Giovanni e quelli di San Giorgio. Si potrebbe menzionare che il progetto originale prevedeva due campanili, ma che uno non fu mai completato per difficoltà economiche.

Inoltre, si possono includere leggende e miti legati al luogo e alla chiesa stessa, esaltare le capacità delle maestranze locali che hanno realizzato un monumento di tale bellezza, e spiegare i motivi per cui il barocco fu lo stile scelto, per il riconoscimento dell’UNESCO, che vede il centro storico di Ragusa nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

Un altro elemento di coinvolgimento per i visitatori potrebbe essere la creazione di un legame personale tra loro e il luogo visitato. Ad esempio, se tra i partecipanti ci sono persone provenienti da Firenze, si potrebbe fare un breve accenno al barocco fiorentino o ricordare che l’artista Santi di Tito, uno dei precursori della pittura barocca italiana, era originario proprio di Firenze.

In sostanza, non si tratta solo di raccontare il bene o alcune sue parti, ma di narrare le storie, le paure, i sogni e i bisogni delle persone che lo hanno costruito, nonché il contesto storico, sociale ed economico in cui è stato realizzato.

Altri esempi operativi

  • Museo archeologico: Integrare il contesto storico con le scoperte archeologiche. Ad esempio, collegare un antico utensile alle abitudini quotidiane di una civiltà passata, mostrando come quelle pratiche influenzano la cultura odierna.
  • Museo d’Arte Contemporanea: Creare una narrazione che colleghi le opere d’arte al contesto sociale e politico in cui sono state realizzate.
  • Ecomuseo delle Tradizioni Locali: Mostrare come gli antichi mestieri artigianali si inseriscono nel contesto economico, sociale e culturale di una comunità.
  • Ecomuseo del Paesaggio: Integrare elementi naturali e antropici, come il ruolo dei fiumi nella formazione di villaggi e nella loro economia.
  • Riserva Naturale: Mostrare come le tradizioni locali, come la pastorizia, abbiano modellato il paesaggio naturale.
  • Area Archeologica: Offrire una visione d’insieme della vita quotidiana di un’antica civiltà, integrando aspetti economici, religiosi e sociali.
  • Sito Storico-Religioso: Collegare il significato spirituale del luogo con le pratiche attuali della comunità locale.
  • Casa di un Personaggio Storico: Integrare la biografia dell’individuo con il contesto storico e sociale in cui ha vissuto.
  • Luoghi della Memoria: Presentare eventi storici attraverso le esperienze personali di chi li ha vissuti, rendendo il passato tangibile e significativo.

Di seguito alcuni esempi illustrano come l’approccio olistico nell’interpretazione del patrimonio possa arricchire l’esperienza dei visitatori, promuovere la partecipazione attiva delle comunità locali e favorire una comprensione più profonda delle interconnessioni tra gli elementi culturali e sociali di un territorio.

Ecomuseo del Casentino – Toscana, Italia

Ecomuseo del Casentino | Visit Tuscany

L’Ecomuseo del Casentino promuove una visione sistemica del territorio, collegando patrimonio naturale, culturale e tradizioni locali. Attraverso una rete di itinerari e centri tematici, offre un’esperienza integrata che riflette l’identità e la storia della comunità casentinese.

https://www.ecomuseo.casentino.toscana.it/

Ecomuseo del Paesaggio Orvietano – Umbria, Italia

Ecomuseo del Paesaggio Orvietano

L’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano promuove una visione sistemica del territorio, collegando patrimonio naturale, culturale e tradizioni locali. Attraverso una rete di itinerari e centri tematici, offre un’esperienza integrata che riflette l’identità e la storia della comunità orvietana.

https://www.ecomuseodelpaesaggio.it/

Centro Visitatori del Grand Canyon – Arizona, USA

Grand Canyon: guida al meraviglioso parco dell'Arizona

Questo centro interpreta la geologia unica del Grand Canyon collegandola alla cultura dei nativi americani e alla storia della conservazione ambientale negli Stati Uniti.

Sito web: www.nps.gov/grca

Parco Nazionale del Gran Paradiso – Valle d’Aosta e Piemonte, Italia

Parco Nazionale Gran Paradiso - Italia.it

Questo parco unisce la protezione della biodiversità con l’educazione ambientale, offrendo programmi interpretativi che collegano la fauna locale, la storia e la cultura delle comunità montane.

Sito web: www.pngp.it

Casa Museo di Anne Frank – Amsterdam, Paesi Bassi

Casa di Anna Frank - Biglietti e Orari | VIVI Amsterdam

Questa casa museo non è solo un luogo della memoria ma un centro interpretativo che affronta temi universali come la discriminazione, il razzismo e i diritti umani, collegandoli alla storia personale di Anne Frank.

Sito web: www.annefrank.org

Museo Integral de la Reserva de Biosfera de Laguna Blanca

Así es la RESERVA de LAGUNA BLANCA en CATAMARCA, que compite como uno de  los MEJORES turísticos del mundo - Latam Voyage

Il Museo Integrale Laguna Blanca, con una superficie di 455.400 ettari, si estende nei limiti della stessa Riserva della Biosfera, Integra diversi villaggi e habitat sparsi nei territori delle 5 comunità indigene locali.

Oltre alle sale espositive del suo Centro di Accoglienza e Interpretazione, propone la scoperta del territorio grazie a diverse iniziative di valorizzazione che permettono di condividere la vita dei suoi abitanti, le loro storie, i loro ricordi, i loro usi, le loro case, pasti e utensili. La fauna, la flora, le”erbacce” e tutte le testimonianze archeologiche, considerate come luoghi della memoria.

Le diverse iniziative di valorizzazione intraprese comprendono:

  • Il Centro di accoglienza e interpretazione (CRI),
  • I Musei Archeologici del Sito,
  • Il Parco botanico andino “Paul Günther Lorentz”,
  • Il Circuito attraverso i siti con arte rupestre (pittogrammi e petroglifi),
  • I Siti di interpretazione panoramica (SiPI),
  • Il Sentiero interpretativo del quirquincho,
  • L’Appezzamento sperimentale di colture autoctone andine,

Link al sito web:

https://www.itinerariesperienziali.it/directory-offerte/listing/museo-integral-de-la-reserva-de-biosfera-de-laguna-blanca/

Lezione 5. Approccio su Misura

Immagine che contiene persona
Descrizione generata automaticamente

Principio 14. Approccio su misura: Ogni interpretazione deve essere adattata al pubblico specifico, considerando variabili come età, livello di istruzione, interessi personali e bisogni particolari.

Per ogni target, devono essere individuati temi, metodi e linguaggi adeguati, al fine di garantire un’esperienza accessibile e significativa. L’interpretazione su misura non solo rende il patrimonio più comprensibile, ma anche più rilevante, poiché tiene conto delle diverse sensibilità culturali e individuali.

L’approccio su misura sottolinea l’importanza di adattare i percorsi interpretativi alle caratteristiche e alle esigenze specifiche del pubblico. Non si tratta di una strategia uniforme, ma di un’interpretazione personalizzata che considera età, livello di istruzione, contesto sociale, interessi personali e bisogni particolari. Questo principio è fondamentale per rendere il patrimonio culturale comprensibile, rilevante e significativo per ciascun visitatore.

Il principio 14 si ricollega direttamente al sesto principio di Freeman Tilden, che sottolinea la necessità di adattare i programmi interpretativi per i bambini. Tuttavia, l’approccio su misura va oltre, includendo un target più ampio e diversificato, come ricordano anche Larry Beck e Ted T. Cable nel loro sesto principio, ampliando l’attenzione verso tutti i gruppi di visitatori, compresi adolescenti, adulti, anziani e persone con bisogni specifici.

6. Approcci specifici per fasce di età: L’interpretazione per bambini, adolescenti e anziani dovrebbe seguire approcci fondamentalmente differenti, adattati alle esigenze di ciascun gruppo.”

In realtà l’approccio su misura è anche ricollegabile alla seconda parte del 5 principio di Larry Beck e Ted T. Cable ed è in qualche modo collegabile al principio 14 “L’interpretazione dovrebbe rivolgersi all’intera persona (address the whole person), tenendo conto degli aspetti intellettuali, emotivi e sensoriali.

Abbiamo già visto lo stretto legame tra Approccio su Misura (Principio 14) e Approccio Relazionale (Principio 4) descrivendo quest’ultimo principio.

Elementi Chiave dell’Approccio Su Misura

  • Conoscenza del pubblico: Analisi delle caratteristiche del target (età, istruzione, cultura, interessi). Comprensione delle motivazioni e delle aspettative dei visitatori.
  • Personalizzazione dei contenuti: Temi e narrazioni adattati alle caratteristiche del pubblico. Linguaggi semplici o tecnici a seconda del target. Attenzione alle sensibilità culturali e personali.
  • Accessibilità e inclusività: Rimozione di barriere fisiche, linguistiche e culturali. Uso di tecnologie assistive (es. audioguide per ipovedenti, sottotitoli per sordi).
  • Coinvolgimento emotivo e personale: Creazione di legami tra il visitatore e il patrimonio interpretato. Stimolazione della curiosità attraverso riferimenti alla vita quotidiana del pubblico.

L’approccio su misura può essere applicato in vari contesti, come musei, ecomusei, parchi naturali, siti archeologici e case museo. Di seguito alcuni esempi operativi tratti dalla rete:

 

Museo del Novecento – Milano, Italia

Home - Museo del 900 - Comune di Milano

Il museo offre percorsi tematici e attività differenziate per bambini, studenti universitari e appassionati di arte contemporanea. Per i bambini, utilizza laboratori creativi; per gli adulti, propone visite guidate approfondite, per i giovani artisti un’audioguida spiega le opere con riferimenti alle tecniche pittoriche contemporanee. https://www.museodelnovecento.org/

The British Museum – Londra, Regno Unito

British Museum di Londra: le informazioni utili per la visita

Il museo offre percorsi diversificati per famiglie, appassionati di storia antica e turisti occasionali. Tra i percorsi offerti sono presenti dei tour per bambini con una narrazione ludica delle antiche divinità egizie e tour avanzati per studiosi con focus sui dettagli archeologici.

https://www.britishmuseum.org/

Ecomuseo della Valsugana – Trentino, Italia

La rete - Ecomusei del Trentino

L’ecomuseo propone percorsi adattati alla comunità locale e ai turisti, combinando esperienze interattive con narrazioni storiche e naturalistiche. Tra le proposte dell’ecomuseo vi è la presenza di laboratori didattici per scuole primarie sulla biodiversità alpina e workshop per adulti sulla gestione sostenibile del territorio.

https://www.ecovalsugana.net/

Yellowstone National Park – USA

Visit Yellowstone National Park, The USA | Audley Travel UK

Il parco offre programmi educativi personalizzati per scuole, famiglie e ricercatori.
Esempio su misura: Escursioni guidate con racconti sui lupi per i bambini e programmi di monitoraggio della fauna per biologi.

https://www.yellowstonenationalparklodges.com/

Parco Naturale Adamello Brenta – Italia

5 itinerari nel Parco Naturale Adamello Brenta - Ecobnb

Organizza percorsi interpretativi per bambini, famiglie e appassionati di escursionismo. Tra le varie offerte da sottolineare le passeggiate sensoriali per bambini con attività interattive e le escursioni scientifiche per esperti.

https://www.pnab.it/

Sito archeologico di Stonehenge – Inghilterra

Per capire davvero Stonehenge forse dovremmo studiarne la geochimica

Adatta le spiegazioni sulla storia del sito preistorico al pubblico, con contenuti specializzati per ricercatori e percorsi più narrativi per i visitatori generici, tra questi, Tour interattivi per bambini con racconti su miti e leggende legati a Stonehenge.

https://www.thestonehengetour.info/

Museo Explora (Roma, Italia)

Explora - Il museo dei bambini di Roma

Un museo dedicato ai bambini che offre spazi interattivi e laboratori creativi, incoraggiando l’apprendimento attraverso il gioco e l’esplorazione.

https://mdbr.it/

Lezione 6. Approccio Creativo

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Principio 15. Approccio creativo

La creatività rappresenta uno degli elementi chiave per rendere l’interpretazione coinvolgente, dinamica e memorabile. Non si tratta di abbellire il messaggio con espedienti decorativi, ma di utilizzare linguaggi e strumenti espressivi capaci di trasformare l’informazione in emozione, stupore e scoperta.

Questo principio incoraggia l’adozione di strategie narrative e comunicative innovative, come lo storytelling, la scrittura creativa, le narrazioni performative, le installazioni multisensoriali e l’impiego di tecnologie interattive (realtà aumentata, video immersivi, giochi educativi, ecc.). Tali strumenti permettono di raccontare il patrimonio in modi originali, capaci di suscitare interesse anche in pubblici eterogenei.

L’obiettivo dell’approccio creativo è duplice: da un lato, sorprendere e stimolare l’immaginazione del partecipante; dall’altro, trasmettere contenuti autentici e significativi nel pieno rispetto del rigore scientifico e storico. Una creatività ben calibrata non distorce il messaggio, ma ne amplifica la portata comunicativa, rendendo l’esperienza più accessibile, inclusiva e duratura nella memoria del visitatore.

In questo senso, la creatività non è un’aggiunta opzionale, ma un motore interpretativo che consente di personalizzare il racconto del patrimonio, di adattarlo ai diversi contesti e target, e di generare esperienze autentiche, uniche e trasformative.

Creatività dell’Interprete

Gli interpreti non sono semplici trasmettitori di informazioni, ma creatori di esperienze. La loro sensibilità, connessione emotiva con il patrimonio e capacità narrativa influenzano profondamente il risultato interpretativo.

L’interprete, dal punto di vista pedagogico è a tutti gli effetti un educatore che usa metodi che potremmo definire extrascolastici o extra metodici dovuti proprio al fatto che utilizza un approccio ermeneutico.

Creatività nell’adattamento al contesto locale

L’interpretazione deve essere plasmata sul patrimonio specifico del territorio e sulla sensibilità della comunità locale. Ogni territorio e comunità ha peculiarità uniche, che richiedono approcci creativi su misura per valorizzarne l’unicità.

Rigorosità e Immaginazione

La creatività non deve sacrificare la veridicità. Le narrazioni e le esperienze devono basarsi su fatti solidi e ricerche accurate, ma possono essere arricchite da elementi immaginativi per coinvolgere i partecipanti.

Comunicazione Creativa

All’interno di un percorso di esperienza di interpretazione è necessario usare uno stile comunicativo che deve coinvolgere tutta la dinamica del pensiero, raccontando luoghi e fatti in modo creativo e coinvolgente e utilizzando tecniche interpretative quali lo storytelling e la scrittura creativa. Approfondirò questi aspetti in un prossimo capitolo di seguito alcuni strumenti e metodi comunicativi non convenzionali:

  • Storytelling: Narrare storie che intrecciano il patrimonio con elementi emozionali e personali. Un interprete potrebbe raccontare la storia di una persona che ha vissuto in un determinato luogo o periodo storico, dando vita ai luoghi e agli oggetti attraverso narrazioni avvincenti. Esempio: In un museo storico, un interprete potrebbe raccontare la storia di una donna che ha partecipato a una rivoluzione, descrivendo le sue sfide, le sue speranze e le sue paure, rendendo la storia personale e di maggiore impatti sui visitatori.
  • Scrittura Creativa: La scrittura creativa può essere utilizzata per creare descrizioni vivide e dettagliate, monologhi o dialoghi che danno vita al patrimonio culturale. Esempio: In un giardino botanico, un interprete potrebbe raccontare, attraverso un racconto precedentemente elaborato, qualcosa che metta in risalto la bellezza e la fragilità di una particolare pianta, invitando i visitatori a riflettere sulla sua importanza e sul suo ruolo nell’ecosistema
  • Narrazioni Performative: Includere rappresentazioni teatrali, recitazioni o altre forme di spettacolo che rendano l’esperienza viva. Ad esempio, in un sito storico, gli interpreti potrebbero mettere in scena una rappresentazione teatrale basata su eventi reali che si sono svolti in quel luogo. Questo tipo di rappresentazione può aiutare i visitatori a immergersi nell’atmosfera dell’epoca e a comprendere meglio il contesto storico.
  • Narrazione Interattiva: Usare realtà aumentata, virtuale o dispositivi interattivi per coinvolgere attivamente i partecipanti. In un centro di interpretazione, potrebbe essere utilizzata la tecnologia per creare storie interattive in cui i visitatori possono scegliere come procedere, offrendo diverse prospettive o finali basati sulle loro scelte.
  • Giochi di Ruolo: In un sito storico, i visitatori potrebbero essere invitati a partecipare a un gioco di ruolo in cui assumono l’identità di personaggi dell’epoca, prendendo decisioni e interagendo con altri partecipanti per comprendere meglio le sfide e le dinamiche dell’epoca.
  • Diari Immaginari: In un museo dedicato a un personaggio storico, l’interprete potrebbe creare un “diario immaginario” che racconta la vita quotidiana, le emozioni e i pensieri del personaggio, offrendo una prospettiva intima e personale.

Alcuni esempi operativi di applicazione del principio:

  • Storytelling interattivo: In un museo archeologico, i visitatori possono seguire un percorso narrativo in cui “un antico abitante della città” racconta la sua vita quotidiana. Le narrazioni possono essere supportate da audioguide interattive o attori in costume.
  • Laboratori di scrittura creativa: Offrire workshop in cui i partecipanti immaginano e scrivono storie basate su un manufatto esposto.
  • Percorsi narrativi immersivi: Creare sentieri in cui ogni tappa racconta una storia legata all’ambiente naturale. Ad esempio, in un parco forestale, i visitatori possono seguire la “storia di un albero millenario”, narrata attraverso pannelli informativi e dispositivi interattivi.
  • Teatro naturalistico: Organizzare performance all’aperto che rappresentano miti o leggende locali legati alla natura.
  • Narrazione performativa comunitaria in un ecomuseo: coinvolgere la comunità locale in rappresentazioni teatrali che raccontano la storia e le tradizioni del territorio.
  • Itinerari sensoriali tematici: Integrare suoni, odori e sapori in un percorso interpretativo che racconti la vita rurale di un tempo.
  • Esperienze immersive: Usare la realtà aumentata per ricostruire visivamente com’era un antico sito romano, permettendo ai visitatori di esplorare digitalmente edifici e strade perdute.
  • Racconti personalizzati: In un’antica città medievale, i partecipanti possono ascoltare storie create su misura per le loro preferenze, come leggende di cavalieri, racconti di mercanti o storie quotidiane.
  • Racconti intimi: Utilizzare le lettere, i diari o le testimonianze personali dei personaggi storici legati ad una Casa delle Memoria per creare un’esperienza narrativa intima.
  • Ricostruzione esperienziale: Offrire la possibilità ai visitatori di “vivere un giorno” come gli abitanti originali, ad esempio cucinando o vestendosi secondo l’epoca.
  • Festival delle tradizioni: Creare eventi in cui artigiani locali mostrano le loro tecniche, combinando dimostrazioni pratiche con narrazioni che raccontano la storia dei mestieri.
  • Workshop tematici: Coinvolgere i partecipanti in attività come la creazione di strumenti musicali tradizionali, spiegandone il significato culturale e storico.

 

Lezione 7. Interpretazione Fondata sui Fatti (2 ore)

Informazione, motivazione e la strana “Ipotesi di Hayek” - Il Sole 24 ORE

Principio 16. Interpretazione fondata sui fatti: L’interpretazione deve avere all’origine fatti e luoghi concreti.

Ogni processo interpretativo deve basarsi su una conoscenza solida e verificata. I contenuti proposti devono essere accurati, supportati da dati concreti e ricerche approfondite. Questo principio garantisce la credibilità dell’interpretazione e la qualità dell’esperienza offerta, evitando informazioni fuorvianti. Un’interpretazione ben fondata permette di valorizzare il patrimonio con autenticità, senza tradirne l’autenticità.

L’interpretazione deve avere all’origine fatti e luoghi concreti. L’informazione sui cui si fonda l’interpretazione deve basarsi su dati e informazioni approfondite e di qualità.

L’interprete è prima di tutto un esperto ed un profondo conoscitore del fenomeno da interpretare.

L’interpretazione dovrà essere preceduta da uno studio dettagliato delle fonti e della documentazione bibliografica in modo che le informazioni alla base dell’interpretazioni siano di qualità.

L’interpretazione ha come base dati e informazioni certi e approfonditi[19]

Un ecomuseo, come giustamente ricorda De Varine, potrà funzionare solo con il supporto di tutte le discipline scientifiche e dei saperi tecnologici indispensabili allo studio e all’interpretazione del patrimonio[20]

Ciò che dice De Varine per gli ecomusei vale ovviamente, anche per i musei, i parchi, i centri di documentazione e tutte le atre strutture che si occupano di promozione e valorizzazione del patrimonio Culturale.

La comunicazione fondata sui fatta si basa quindi su alcuni aspetti fondamentali:

  • Ricerca e Documentazione: Prima di iniziare qualsiasi attività interpretativa, è necessario condurre una ricerca accurata e multidisciplinare. Questo potrebbe includere la consultazione di archivi, biblioteche, interviste con esperti e la raccolta di testimonianze orali. Esempio: In un museo dedicato alla storia locale, potrebbe rendersi necessario consultare vecchi giornali, lettere e documenti d’archivio per ricostruire gli eventi di un particolare periodo storico.
  • Verifica delle Informazioni: È essenziale che tutte le informazioni presentate siano verificate per garantire la loro accuratezza. Questo potrebbe includere la revisione da parte di esperti o la confrontazione con altre fonti Esempio: In un centro di interpretazione dedicato alla natura, la ricerca delle informazioni potrebbe coinvolgere biologi o ecologisti per garantire che le informazioni sulle specie locali siano accurate e aggiornate.

Guardate l’immagine seguente: cosa vedete? In base alla vostra sensibilità, alla conoscenza della Storia dell’Arte o della Storia di Sicilia, ognuno potrà esprimere la propria opinione. Ma siamo certi che tutti coloro che osservano questa immagine siano in grado di andare oltre ciò che appare a prima vista? È solo grazie a una conoscenza approfondita di tutti gli aspetti legati a questa importantissima testimonianza di arte primitiva che si può svelare ciò che si cela dietro l’apparenza.

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Descrizione generata automaticamente
Scena dei danzatori. Lucido di G. Mannino (Fig. 1 Grotta Addaura)[21]

Per comprendere meglio a cosa mi riferisco, vi invito a leggere un breve estratto del mio libro Sicilia Svelata: Prima dei Greci. Vi segnalo, in particolare, il numero di note a piè di pagina che rimandano alle fonti utilizzate per descrivere il bene culturale. Inoltre, potrete notare come gli elementi che potrebbero servire da spunto per un percorso di interpretazione del Patrimonio Culturale siano numerosi.

 

Grotta dell’Addaura

L’arte parietale tra le più antiche scoperte in Sicilia sarebbe, al momento, quella della Grotta dell’Addaura II (o Grotta delle Incisioni) dove è presente un esempio, considerato eccezionale, di scena, in cui una decina di personaggi maschili circondano due uomini, oltre alle figure umane sono presenti delle figure di animali. Le figure dell’Addaura compongono una scena complessa e affascinante che ha dato spunto a diverse interpretazioni (alcune abbastanza fantasiose) che vale la pena approfondire dopo che avrò accennato a come è avvenuta la scoperta, di questa importantissima testimonianza del Paleolitico superiore siciliano. Alcuni degli oggetti trovati in questa grotta, così come quelli prelevati dalla grotta dei Genovesi, si trovano attualmente al museo regionale di Palermo. La datazione delle opere parietali dell’Addaura è fatta risalire a circa 12.000 anni fa[22]

Immagine che contiene edificio, materiale da costruzione, pietraDescrizione generata automaticamente
Le incisioni dell’Addaura replicate al Museo archeologico regionale Antonio Salinas[23]

Il contesto delle grotte dell’Addaura

Immagine che contiene mappaDescrizione generata automaticamente

La grotta delle incisioni o Addaura fa parte di un complesso di grotte naturali poste nella parte nord-orientale di Monte Pellegrino a sud-ovest della spiaggia di Mondello. Un primo gruppo comprende l’Addaura Grande detta anche Perciata, per il vasto foro nella volta detto Zubbio della Perciata o Abisso Costa Finocchiaro di circa 130 metri di profondità[24].

Un secondo gruppo più in basso è costituito da tre grotte vicine tra di loro:

  • Grotta Caprara (Addaura Caprara)
  • Grotta dell’Antro Nero o dei bovidi
  • Grotta delle Incisioni (detta anche dell’Eremita o Addaura II)[25]

In queste grotte sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia che attestano la presenza dell’uomo, che le ha abitate, a partire dal Paleolitico. Le grotte furono scavate dai paleontologi, già verso la fine dell’Ottocento ed in esse furono trovati i resti dell’elefante nano vissuto in Sicilia tra 500 mila e 120 mila anni fa. Altri scavi si susseguirono negli anni successivi, gli ultimi scavi furono condotti nel 1946-47 a cura del soprintendente Bovio Marconi che li eseguì con la collaborazione del prof. Luigi Bernabò Brea[26].

Durante gli scavi del 1946-47 furono trovati resti di un certo interesse archeologico ma non i graffiti che invece sembrerebbero essere stati scoperti cinque anni dopo in modo apparentemente casuale. Dopo lo sbarco in Sicilia degli alleati, le grotte furono destinate a deposito di munizioni ed esplosivi. Come ricorda Filippi Antonino, citando le notizie fornite dalla Bovio Marconi nel 1953, uno scoppio accidentale dell’arsenale provocò il danneggiamento delle pareti della grotta principale, situazione che avrebbe fatto staccare, soltanto in seguito, le concrezioni che ricoprivano le incisioni, rendendole visibili[27].

La “scoperta”

Gli scavi del 1946-47 non hanno permesso la scoperta dei graffiti, forse perché allora ancora non visibili. Dovevano essere però visibili quando li scopri, almeno così sembra, Giovanni Cusumano un operaio palermitano di Palermo, alla ricerca di tesori nascosti (truvature).

Cusumano probabilmente non fu in grado di capire l’importanza della sua scoperta, lui cercava tesori “mica scarabocchi sui muri”, il riconoscimento dei graffiti come stupenda testimonianza artistica della preistoria si ebbe grazie al fortunato incontro del Cusumano con Giosuè Meli, assistente della Soprintendenza alle Antichità per le province di Palermo e Trapani e del suo amico Giuseppe Saccone medico odontoiatra.

Giovanni Mannino, nel raccontare la scoperta dei graffiti dell’Addaura, fa intendere che probabilmente qualcosa non è andata per il verso giusto durante le ricerche archeologiche del 1946-1947.

“le vicende narrate intorno alla scoperta non rispecchiano esattamente i fatti vissuti per giustificare che essa non avvenne in concomitanza degli scavi svoltisi nelle stesse grotte negli anni 1946-47”[28]

Non è chiaro se il Mannino allude a inefficienze o anomalie che hanno impedito la scoperta dei graffiti durante gli scavi del 1946-47. Un elemento di riflessione che lascia pensare che qualcosa forse sia andato diversamente è che i graffiti non riguardano una sola parte (quella più famosa) ma praticamente quasi tutte le pareti, compreso alcune raffigurazioni zoomorfe sulla parete di fondo della grotta ed altre figure antropomorfe e zoomorfe in altre parti della grotta.

Ecco come racconta la scoperta Mannino anche se ammette che non ricorda le date esatte[29]:

“Siamo nell’anno 1952, Giovanni Cusimano è già di buonora nella Grotta Addaura Caprara, seduto su un masso osserva u pirtusu du sciusciu, il buco del soffio (Mannino 1985). Il pietrame accatastato all’ingresso, che quasi cela un passaggio, è motivo per alimentare l’idea della trovatura che da anni ricerca, senza successo ma con rinnovate speranze, come aveva fatto suo padre fino a qualche anno prima. Il grande riparo dell’Addaura Crapara raccoglie le voci lontane dei giovani dell’Istituto Roosevelt nell’ex cantiere navale presso il mare, tutto ad un tratto risuonano i passi, amplificati dal pietrisco calpestato, di Giosuè Meli e Giuseppe Saccone che salgono verso la grotta. I tre uomini s’incontrano, si salutano com’è uso in campagna. I due amici tacciono di essere lì per rivedere i luoghi degli scavi archeologici svolti qualche anno prima. È opportuno che ricordi che il Meli aveva seguito gli scavi nella Grotta del Genovese e la documentazione delle incisioni e delle pitture da parte dell’Istituto fiorentino, scoperta che mise in forse la radicata convinzione che i cavernicoli italiani non lasciassero alcun segno sulle pareti delle grotte come i contemporanei dell’Iberia e della Francia[30]. I tre dopo il saluto si scambiarono qualche parola: il Meli ed il Saccone finsero un generico interesse naturalistico, mentre il Cusimano, con l’ingenuità dell’incolto, si dichiarava “cercatore di tesori e conoscitore di ogni pietra del Monte Pellegrino”. Nelle mie ricerche speleoarcheologiche ho preferito spacciarmi per geologo. In qualche “incontro”, per accreditarmi all’interlocutore, ho dovuto caricare il mio sacco di pietre. Giosuè Meli, ricordando i graffiti di Levanzo, ebbe l’intuizione di chiedere al Cusimano: “Lei nelle sue ricerche ha mai visto in qualche grotta disegni di animali e pupazzi?” “Si, qui vicino!” fu la risposta. I due amici, increduli, invitarono il ricercatore a mostrarglieli e questo compiaciuto aggiunse “Andiamo”. Abbandonarono il vasto riparo dell’Addaura Caprara, poi l’antro Nero, che la Bovio-Marconi chiamerà grotticina “B” dopo la scoperta di due figure graffite di bovidi, e percorso quasi un centinaio di metri raggiunsero la prima grotticina dell’Addaura III. Questa ha l’ingresso molto ampio, l’interno ha l’ampiezza di una stanza perfettamente illuminata. Il Cusimano, scavalcando le macerie di un muro dirupo, entrò dentro ed avvicinandosi alla parete sinistra vi puntò la mano. “Sulla parete molto liscia – parla ora Meli – vidi diverse figure umane molto strane, alte quasi un palmo e dal suolo circa tre metri. Ebbi subito la sensazione che potessero avere un grande interesse ma non lo manifestai al Cusimano, non conoscendolo, dovendo lasciare quelle figure senza alcuna protezione. Il Saccone capì dalle mie furtive occhiate e lasciò cadere nel nulla anche lui la preziosa segnalazione. L’incontro col Cusimano ebbe termine con i nostri auguri per il suo tesoro”. Un’ora dopo il Soprintendente Jole Bovio Marconi era informato.”

Le diverse interpretazione dei graffiti

I graffiti dell’Addaura rappresentano una scena, in cui un gruppo di figure umane che sembrano dei danzatori, circondano due uomini, con la schiena inarcata all’indietro e con i genitali in erezione (itifallia). La scena, inoltre, oltre alle figure umane, presenta delle figure di animali, due bovidi.

La scena, per la sua complessità e particolarità dei disegni, ha dato spunto, negli anni a diverse interpretazioni, molte approfondite e messe in correlazioni tra di loro da interessanti studi, tra cui quelli di Antonino Filippi[31] e G. Bolzoni[32]. Rimandando, per uno studio approfondito alla lettura degli studi effettuati con particolare riguardo a quelli di Filippi e Bolzoni, ecco in estrema sintesi le diverse interpretazioni fornite dai vari studiosi, partendo dalla prima interpretazione, quella di Bovio Marconi che ha costituito lo spunto di partenza a tutte le successive interpretazioni.

Riti della fecondità

La soprintendente Bovio Marconi[33], che fu la prima a studiare i graffiti, ritenne che i due soggetti con i peni eretti avessero un vago atteggiamento omossessuale e che la scena composta da danzatori e acrobazie condotte dalle figure al centro, rappresentasse un rito di iniziazione o magico, connesso ai riti della fecondità. Sulla tesi di Bovio concordò Paolo Graziosi[34] che ipotizzo la presenza di un astuccio fallico e che quindi non c’erano evidenze di itifallia. Essendo il Graziosi uno dei massimi studiosi di storia dell’arte preistorica, la sua posizione fu presa in seria considerazione creando, per certi aspetti, una sorta di timore reverenziale verso chi la pensava diversamente, almeno in quel periodo. Tra gli studiosi concordi con la tesi del rituale ginnico della Bovio Maroni va annoverato anche Franco Mezzena[35] che ipotizza una scena vista dall’alto in cui i due personaggi al centro erano stati ripresi nel momento in cui venivano lanciati in alto dai personaggi in alto con le braccia alzate nella scena e che i due personaggi in basso avevano il compito di prendere i due acrobati prima che cadessero a terra. La visione dall’alto è probabilmente un aspetto di notevole importanza, può essere vista come la capacità di una visione prospettica della scena, bisogna infatti aspettare la prima metà del Quattrocento per il primo reale impiego della prospettiva in campo artistico ad opera del Brunelleschi.

Sacrificio rituale (l’incaprettamento)

Carlo Alberto Blanc[36] non era d’accordo con la Marconi ipotizzando invece che la scena rappresentasse un sacrificio umano a scopo rituale. Secondo Blanc i due personaggi circondati avevano quella posizione innaturale a causa di una corda che partiva da capo e arrivava alla caviglia e il fenomeno dell’erezione poteva essere legato agli effetti collaterali dello strangolamento delle due vittime (una sorta di forma di antico incaprettamento che purtroppo, molti millenni dopo hanno avuto modo di sperimentare molte vittime della mafia che hanno subito una morte orrenda dopo che sono state legate le loro caviglie e braccia dietro le spalle con una corda che passa attorno al collo causando lo strangolamento). Su questa tesi concorda V. Chiappella[37] , quest’ultima addirittura ritiene di individuare in uno dei personaggi al centro il segno dell’asfissia per strangolamento, la lingua fuoriuscita dalla bocca. Anche altri autori tra cui Fernad Benoit[38] (1955), Fabio Martini[39] e G. Bolzoni[40] (1985), concordano sulla tesi di sacrificio rituale. Quest’ultimo ritiene di individuare, nella rappresentazione della scena, due momenti rituali, l’uccisione rituale ed il successivo trasporto dei cadaveri, individuando in alcune figure, persone che trasportavano i due cadaveri. Personalmente questa è l’interpretazione in cui mi ritrovo maggiormente anche in relazione al fatto che di sacrifici umani si parla sin dal paleolitico come avrò modo di raccontare più avanti (vedi il capitolo sui sacrifici umani).

Rituale religioso

Sebastiano Tusa[41] vede nella scena, a seguito della presenza di figure con maschere con il becco di uccello, una rappresentazione a carattere religioso in quanto le figure mimerebbero i rapaci delle rupi in qualche modo rispettati e venerati dai cacciatori paleolitici.

Più avanti, a proposito della Dea Madre vedremo come uno dei suoi aspetti sia proprio quello di essere vista come Dea Uccello a cui sono legati i ritrovamenti della Grotta delle Stufe di S. Calogero (Agrigento) e Piano Vento (Agrigento). Un collegamento con la Dea Uccello potrebbe essere visto anche con le figure umane con la testa di uccello della Grotta dei Genovesi. Proprio l’idoletto in pietra verde (Giadeite) con testa di uccello trovato nella Grotta delle Stufe di S. Calogero è messo in correlazione da Ross Holloway con le figure della grotta dell’Addaura[42].

Antichi astronauti.

Non poteva mancare, tra le varie interpretazioni (ovviamente senza nessuna base scientifica) quella stravagante che vuole che alcuni dei personaggi rappresentati non siano altro che antichi astronauti in visita in Sicilia

Spunti per un Percorso di Interpretazione del Patrimonio Culturale

Immaginate come un tale bene di notevole interesse artistico, storico e culturale potrebbe essere un elemento di attrazione e fonte di sviluppo territoriale. Infatti, la grotta dell’Addaura contiene tutti gli elementi per realizzare un percorso di Interpretazione del Patrimonio Culturale Archeologico degno di nota: sarebbe la forma più antica di arte parietale in Sicilia, per certi aspetti costituisce una specie di anticipazione del concetto di prospettiva in campo artistico.

Senza contare che la scena rappresentata oltre ad essere una delle prime scene dinamiche in quanto rappresentante azioni in movimento, è nel suo complesso, effettivamente intrigante ed è da stimolo per molte interpretazioni (compresa quella più stravagante che vuole la presenza di astronauti), la stessa scoperta inoltre, è avvolta da mistero. Ci sono tutti gli ingredienti per una fruizione del luogo secondo gli approcci indicati nei principi dell’Heritage Interpretazione “che mira a svelare il significato delle cose al di là delle apparenze” [43]

Un esempio di come possa essere raccontata la scena in chiave interpretativa è dato da Antonino Filippi nella premessa del suo interessantissimo lavoro: “I danzatori dell’Addaura. Le radici preistoriche della religiosità in Sicilia”:

“Si rimane increduli ad osservarli, stupiti dalle forme, da quelle poche linee che, incise nel duro calcare, mostrano con meraviglia e precisione le fattezze di corpi umani. Li si sente muovere, scuotersi all’interno di quel filo di roccia scolpito dal bulino che li ha imprigionati per millenni, come se volessero continuare a camminare, a correre, a danzare, seguendo all’infinito una cadenza, un ritmo. Sono lì, alcuni con le braccia alzate, altri chinati, altri stanti o con le gambe incrociate; una girandola di personaggi muti, ma che da millenni tentano di dirci qualcosa.”[44]

Immaginate invece che questo non possa avvenire, semplicemente perché la grotta è chiusa dal 1997, non accessibile ai turisti e agli studiosi, dimenticata da chi avrebbe il potere decisionale per intraprendere le azioni per mettere in sicurezza il luogo e renderlo fruibile all’intera collettività. Immaginate come ci si possa sentire nel vedere queste eccellenze del patrimonio culturale abbandonate a sé stesse…

Link alla scheda georeferenziata che ho predisposto nella Carta Archeologica Multimediale di Sicilia (CAMS).

https://www.lasiciliainrete.it/directory-tangibili/listing/grotte-di-addaura/

 

Alcuni esempi in cui il processo di ricerca e documentazione è evidenziato anche a seguito della presenza di un Centro di Documentazione:

Museo delle Valli presso il Casino di Campotto

MUSEO DELLE VALLI DI ARGENTA: Tutto quello che c'è da sapere

Il museo delle Valli presso il Casino di Campotto è un centro di documentazione storico naturalistico, Il Museo al piano terra, nella sezione antropologica, propone il tema del lavoro e della presenza dell’uomo nel millenario rapporto con la Valle, con un approfondimento sulla lavorazione delle erbe palustri, descritta attraverso un racconto, quello dei protagonisti: lo scariolante con la carriola e la vanga e il vallarolo con gli arnesi per la raccolta e lavorazione delle erbe palustri. Al primo piano si trova la sezione dedicata all’ambiente naturale con un approfondimento sulle zone umide e sugli ambienti dell’Oasi.

Link al sito istituzionale del museo:

https://www.itinerariesperienziali.it/directory-offerte/listing/ecomuseo-valli-di-argenta/

Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN)

MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli - tutte le mostre e gli eventi  in programma in questa sede

Il museo è sede di un Centro di Documentazione contenente una vasta collezione di testi e materiali storici, archeologici e culturali a supporto delle esposizioni.

Link: www.museoarcheologiconapoli.it

Ecomuseo della Valsesia, Piemonte

Ecomuseo - Invalsesia

L’ecomuseo è sede di un Centro di Documentazione focalizzato sulle tradizioni locali e la cultura rurale, con archivi fotografici e materiali etnografici accessibili per la ricerca.

Link: www.ecomuseovalsesia.it

Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Veneto

Alla scopera del parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi

L’ecomuseo è sede di un Centro di Documentazione focalizzato che raccoglie dati e studi sulla biodiversità, geologia e storia del parco, utilizzati per mostre e attività educative.

Link: www.dolomitipark.it

Lezione 8. Semplicità e Coerenza Comunicativa

Il valore della semplicità - Carmen Naclerio

Principio 17. Semplicità e coerenza comunicativa

Una comunicazione efficace è alla base di ogni buona interpretazione. Perché il messaggio raggiunga davvero i destinatari, è fondamentale utilizzare un linguaggio chiaro, accessibile e coerente. La semplicità comunicativa non significa banalizzazione dei contenuti, ma capacità di rendere comprensibili anche concetti complessi, adattando il registro linguistico al pubblico e al contesto.

Evitare tecnicismi superflui, periodi eccessivamente lunghi o espressioni ambigue aiuta a facilitare la comprensione e a rendere l’esperienza più inclusiva, soprattutto quando ci si rivolge a pubblici eterogenei per età, formazione o provenienza culturale.

Comunicazione semplice

Un Interpretazione basata su un linguaggio eccessivamente tecnico o lungo o non pertinente con il contesto da interpretare non favorisce l’attenzione e ne riduce la piacevolezza. Semplicità di scrittura vanno applicate anche in caso di predisposizione di pannelli, schede informative e cartelli illustrativi. A tal proposito ricordava Tilden:

“… se il visitatore non coglie al volo il senso del cartello, o dell’etichetta interpretativa, riterrà che il luogo è al di là delle sue competenze per potersi divertire”[45]

Eccessi di informazione

E’ opportuno evitare un eccesso di informazioni, soprattutto se ridondanti o slegate tra di loro, ricordiamo sempre l’antico detto nostrano: “Il troppo storpia”. A tal proposito Tilden scriveva:

“l’artista taglia brutalmente ogni informazione che non sia essenziale alla sua storia”[46]

Una forma di comunicazione semplice e coerente si basa quindi su alcuni aspetti fondamentali come ad esempio:

  • Linguaggio Accessibile: L’uso di un linguaggio semplice e diretto facilita la comprensione da parte del pubblico. Evitare termini tecnici e, se necessario, fornire definizioni o spiegazioni. Esempio: In un museo di storia naturale, invece di utilizzare il termine “ornitologia”, si potrebbe dire “lo studio degli uccelli”.
  • Struttura Chiara: Organizzare le informazioni in modo logico e sequenziale. Utilizzare titoli, sottotitoli ed elenchi puntati per suddividere il contenuto e facilitare la lettura. Esempio: In un opuscolo illustrativo, suddividere le informazioni in sezioni come “Storia”, “Caratteristiche principali” e “Curiosità”.
  • Visualizzazione delle Informazioni: Utilizzare immagini, grafici e diagrammi per illustrare e supportare il testo. Questo aiuta a rendere le informazioni più comprensibili e visivamente attraenti. Esempio: In un centro di interpretazione geologica, utilizzare diagrammi per mostrare il processo di formazione delle rocce.
  • Evitare un Sovraccarico Informativo: Presentare solo le informazioni essenziali e rilevanti. Evitare di sovraccaricare il pubblico con dettagli non necessari o informazioni ridondanti. Esempio: In una mostra d’arte, fornire brevi didascalie accanto alle opere d’arte che offrono informazioni chiave sull’artista, il contesto e la tecnica, evitando lunghe descrizioni.

Alcuni esempi:

  • Percorsi Guidati: In un sito archeologico, i percorsi guidati potrebbero utilizzare segnaletica chiara e mappe semplificate, con icone e simboli facilmente riconoscibili, per aiutare i visitatori a navigare nel sito senza confusione.
  • Video e Multimedia: Un video introduttivo in un museo potrebbe utilizzare animazioni semplici e narrazioni chiare per spiegare concetti complessi, evitando termini tecnici e assicurandosi che il ritmo del video sia adeguato per la comprensione.
  • Giochi Interattivi: In un centro di interpretazione, un gioco interattivo potrebbe sfidare i visitatori ad abbinare immagini di reperti storici con brevi e semplici descrizioni, promuovendo l’apprendimento attraverso l’azione.
  • Etichette e Didascalie: In una galleria d’arte, le etichette potrebbero utilizzare frasi brevi e dirette, evitando termini artistici complessi e fornendo contesto in modo conciso.
  • Brochure e Opuscoli: Una brochure su una riserva naturale potrebbe utilizzare immagini accattivanti con brevi didascalie, evidenziando le principali attrazioni e fornendo informazioni essenziali in un formato facilmente digeribile.
  • Pannelli Informativi: In un parco nazionale, un pannello informativo potrebbe utilizzare grafici e diagrammi chiari per spiegare il ciclo di vita di una specie animale, evitando testi lunghi e utilizzando un linguaggio semplice.
  • App e Guide Digitali: Un’app per smartphone dedicata a un sito storico potrebbe offrire tour audio con narrazioni chiare e dirette, accompagnate da immagini e mappe interattive per una navigazione intuitiva.
  • Workshop e Dimostrazioni: In un laboratorio artigianale, una dimostrazione dal vivo potrebbe essere accompagnata da spiegazioni verbali semplici e dirette, con l’artigiano che mostra passo dopo passo il processo, assicurandosi che il pubblico segua e comprenda.
  • Tavole Rotonde e Conferenze: Durante una conferenza su un argomento specifico, il relatore potrebbe utilizzare slide chiare e concise, evitando di sovraccaricare il pubblico con troppi dettagli e assicurandosi di spiegare ogni concetto in modo comprensibile.
  • Esposizioni Temporanee: Una mostra temporanea in un museo potrebbe utilizzare design e layout chiari, con sezioni ben definite e un flusso logico, assicurandosi che ogni elemento espositivo sia accompagnato da informazioni concise e dirette.
  1. Franco Bianco: Introduzione all’ermeneutica – Laterza 1998
  2. Riccardo Pagano: Educazione ed Interpretazione – Profili e categorie di una pedagogia ermeneutica. Brescia – 2018 pag. 15.
  3. Riccardo Pagano: Educazione ed Interpretazione – Profili e categorie di una pedagogia ermeneutica. Brescia – 2018 pag. 16.
  4. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio p. 29
  5. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio p. 29
  6. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio p. 29
  7. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio p. 29
  8. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio p. 73
  9. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio p. 73
  10. John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011 pag. 38
  11. John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011. Pag. 40.
  12. John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011 pag. 39
  13. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio – Edizione italiana del 2019 – Libreria Geografica p. 29
  14. Ham, Sam H. Environmental Interpretation: A Practical Guide for People with Big Ideas and Small Budgets. Fulcrum Publishing, 1992 Capitolo quattro: Tips on using Visual Aids.
  15. John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume Two: Selected Essays Philosophy, Theory and Practice – 2011
  16. Hugues De Varine: L’ecomuseo singolare e plurale – Utopie Concrete -2021 Pag. 53
  17. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio. Cap. VI “Verso un intero perfetto” pag. 78
  18. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio. Cap. VI “Verso un intero perfetto” pag. 84
  19. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio. Cap. 3 “La materia prima e i suoi frutti” pag. 51
  20. Hugues De Varine: L’ecomuseo singolare e plurale. Pag. 191
  21. Mannino G. 2012, I graffiti parietali preistorici della Grotta dell’Addaura: la scoperta e nuove acquisizioni, in Atti della XLI Riunione Scientifica

    dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze, pag. 418

  22. Alda Vigliardi: L’arte rupestre e mobiliare dal paleolitico all’eneolitico. In Prima Sicilia pag. 130.
  23. Fonte: Wikipedia – Di Bjs – Opera propria, CC 1.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=675290
  24. Monte Pellegrino nella Preistoria – Nuovi Dati. Di Giovanni Mannino. In Notiziario della Soprintendenza di Palermo 24/2017. Pag. 20
  25. Mannino la chiama Grotta III (Mannino G. 2012, I graffiti parietali preistorici della Grotta dell’Addaura: la scoperta e nuove acquisizioni, in Atti della XLI Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze, pag. 416)
  26. Monte Pellegrino nella Preistoria – Nuovi Dati. Di Giovanni Mannino. In Notiziario Archeologico 24/2017 della Soprintendenza di Palermo 24/2017 Pag. 21
  27. I danzatori dell’Addaura. Le radici preistoriche della religiosità in Sicilia – Di Filippi Antonino – Il Sole Editrice – Erice 2015. Pag. 35
  28. Mannino G. 2012, I graffiti parietali preistorici della Grotta dell’Addaura:

    la scoperta e nuove acquisizioni, in Atti della XLI Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze, pp. 415.

  29. Ho voluto riportare integralmente quanto scritto dal Mannino in modo da evitare, anche involontariamente, eventuali errori o mancanze che potrebbero alterare il racconto,
  30. Salvo il caso unico allora del bovide e delle figure schematiche della Grotta Romanelli di Lecce
  31. I danzatori dell’Addaura. Le radici preistoriche della religiosità in Sicilia – Di Filippi Antonino – Il Sole Editrice – Erice 2015
  32. Nuove incisioni della Grotta Addaura del Monte Pellegrino (Palermo) – G. Bolzoni in atti Società Toscana Scienze Naturali Serie A, 92 (1985) pag. 321-329
  33. Bovio Marconi: Sui Graffiti dell’Addaura. Riv. di Antrop., 40, 55-64 (1951-52) / Bovio Marconi: Incisioni rupestri all’Addaura. BuI/. Paletnol. /tal., N.S., Ann. VIII, S, 5-22. (1953)
  34. Paolo Graziosi: (1956): Qualche osservazione sui graffiti rupestri della grotta dell’Addaura presso Palermo. Bull. Paletnol. ltal., 65 (2), 285-295.
  35. Franco Mezzena: Nuova interpretazione delle incisioni parietali paleolitiche della grotta Addaura a Palermo. Riv. Sco Preist., 31 (I), 61-85.
  36. Carlo Alberto Blanc: Il sacrificio umano dell’Addaura e la messa a morte rituale mediante strangolamento nell’etnologia e nella paletnologia. Quaternaria, 2, 213-225 (1955)
  37. V. Chiappella: Altre considerazioni sugli «Acrobati» dell’Addaura. Quaternaria, l, 181-183 (1954)
  38. Fernard Benoit: A propos des «acrobates» de l’Addaura. Rite et mythe. Quater naria, 2, 209-211. (1955)
  39. Martini F., Illazioni sull’arte, in “Rivista di Scienze Preistoriche”, XLIX, Firenze, pp. 283-295.
  40. Nuove incisioni della Grotta Addaura del Monte Pellegrino (Palermo) – G. Bolzoni in atti Società Toscana Scienze Naturali Serie A, 92 (1985) pag. 321-329
  41. Sebastiano Tusa: L’arte preistorica in Sicilia, in “Bollettino del Centro di Studi Preistorici”, XXXIV-2003, Capo di Ponte (BS), pp. 33-88 (2004)
  42. Archeologia dell’Antica Sicilia – di R. Ross Holloway. Torino 1995. Pag. 15
  43. Per un approfondimento dei principi dell’Heritage Interpretation si veda lo Speciale Interpretazione del Patrimonio Culturale (Heritage Interpretation)

    al seguente indirizzo web: https://www.aiptoc.it/speciale-interpretazione-del-patrimonio-culturale-heritage-interpretation/  

  44. I danzatori dell’Addaura. Le radici preistoriche della religiosità in Sicilia – Di Filippi Antonino – Il Sole Editrice – Erice 2015. Pag. 4
  45. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio. Cap. 8 “La parola scritta” pag. 107
  46. Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio – Edizione italiana del 2019 – Libreria Geografica p. 61