Il Piano di Interpretazione del Patrimonio Culturale
Di Ignazio Caloggero
Origini del Piano di Interpretazione
Il concetto di Piano di Interpretazione del Patrimonio Culturale ha suscitato l’interesse di numerosi studiosi. Tra i contributi più influenti troviamo quelli di Ansel Franklin Hall (1894–1962), considerato un precursore nell’elaborazione di piani interpretativi, e di John A. Veverka, autore dei volumi Interpretive Master Planning (2011).
L’approccio proposto da Hall, Veverka e da altri autori successivi è stato fortemente segnato da una visione di matrice naturalistica. Questo orientamento deriva dal fatto che il concetto di interpretazione ha preso forma inizialmente nel contesto ambientale, ambito nel quale operarono i primi interpreti del patrimonio. Tra loro spicca Freeman Tilden, considerato il “padre” della Heritage Interpretation, la cui opera ha segnato profondamente l’evoluzione di questo campo.
Oggi, tuttavia, ritengo che i tempi siano maturi per proporre un approccio alternativo alla definizione e alla progettazione dei Piani di Interpretazione. L’idea è quella di fondare la classificazione non su un modello generalizzato, ma sul campo di applicazione del piano stesso, distinguendo così diverse tipologie sulla base della portata e degli ambiti operativi specifici.
Il modello che propongo consente di adattare la pianificazione interpretativa a contesti molto differenti, garantendo una maggiore flessibilità e coerenza. In questo modo è possibile valorizzare il patrimonio culturale in modo più efficace, rendendolo accessibile e significativo sia per le comunità locali sia per i visitatori.
Una definizione operativa
Possiamo definire il Piano di Interpretazione come:
Piano di Interpretazione: Un documento guida che pianifica strategie e azioni per comunicare efficacemente i significati e le relazioni profonde del patrimonio culturale, andando oltre le apparenze. Il Piano di Interpretazione mira a facilitare la conoscenza, la comprensione, l’apprezzamento e la tutela del patrimonio, facilitando una connessione emotiva e intellettuale tra i visitatori e il bene interpretato, attraverso esperienze coinvolgenti e accessibili.
Nella progettazione di un Piano di Interpretazione, è fondamentale definire il campo di applicazione del processo interpretativo, poiché esso determina gli obiettivi, le strategie e le risorse necessarie.
In base a tale criterio, è possibile individuare quattro tipologie principali di Piano di Interpretazione.
- Piano di Interpretazione Mirato: Questo tipo di piano si concentra sulla pianificazione interpretativa di un’attività o esperienza unica, come un evento espositivo, una visita guidata o un’attività legata a un singolo evento culturale o educativo.
- Piano di Interpretazione Istituzionale: Riguarda la pianificazione interpretativa delle attività di una struttura specifica, come un Museo, un Ecomuseo, un Centro Culturale o un Centro di Interpretazione.
- Piano Tematico di Interpretazione: Questo piano si focalizza sulla progettazione di percorsi e narrazioni basati su un tema trasversale, che può coinvolgere più luoghi, centri e attività.
- Piano di Interpretazione di Area o Destinazione: Si tratta della pianificazione interpretativa di un territorio più o meno ampio, come una destinazione turistica, un sito UNESCO o qualsiasi contesto territoriale caratterizzato da un’identità geografica e culturale specifica.
Questa classificazione consente di adattare il processo interpretativo a contesti operativi e strategici diversi, ogni tipologia di Piano risponde a esigenze specifiche e richiede strumenti, metodologie e risorse adeguate al livello operativo individuato.
Un ulteriore articolo che illustra queste tipologie di Piano di Interpretazioni, l’equivalenza con i piani individuati da Veverka e fornisce ulteriori elementi di approfondimento è il seguente:
Il Piano di Interpretazione del Patrimonio Culturale
HERITEXP – Heritage Interpretation & Turismo Esperienziale: Raccontare luoghi, svelare significati, vivere esperienze autentiche.
Ignazio Caloggero
In Primo Piano








