Sole

Ra e Imentet, dea delle necropoli occidentali dell’Egitto, dipinti nella tomba di Nefertari 

 

Pagina di riferimento: Repertorio dei Simboli

1) Denominazione e presentazione del simbolo

Il Sole è uno dei simboli naturali e cosmici più antichi, diffusi e culturalmente stratificati della storia umana. In quanto astro visibile, fonte di luce e calore, regolatore del giorno, delle stagioni e dei cicli vitali, esso si impone all’esperienza umana come realtà primaria, immediata e universalmente percepibile.

La sua centralità deriva dal rapporto diretto con la vita: il Sole illumina, riscalda, rende possibile la crescita, orienta il tempo, scandisce il ritmo delle attività quotidiane e struttura la percezione dello spazio. Per queste ragioni, in molte culture è stato associato a principi di vita, ordine, conoscenza, regalità, potenza, manifestazione, visibilità e rinnovamento.

Il Sole non è tuttavia un simbolo univoco. Può essere interpretato come astro fisico, divinità, manifestazione del sacro, principio cosmologico, immagine della conoscenza, emblema del potere, segno di centralità o allegoria della verità. La sua comprensione dipende quindi dal contesto storico, religioso, filosofico o simbolico in cui viene inserito.

Come simbolo naturale e cosmico, il Sole possiede una forte dimensione primordiale, ma ha conosciuto anche numerose formalizzazioni culturali: religiose, mitologiche, astrologiche, alchemiche, filosofiche, artistiche e iniziatiche.

2) Possibile collocazione nelle classificazioni

2.1 Classificazione per origine del simbolo

(Da dove nasce? – Classificazione genetica)

Il simbolo del Sole nasce da una esperienza primaria e universale: l’esperienza della luce diurna, del calore, dell’alternanza tra giorno e notte e della dipendenza della vita dai cicli solari.

La sua origine simbolica è quindi radicata nel rapporto diretto tra essere umano e natura. L’uomo osserva il Sole come presenza quotidiana e regolare, ma anche come forza lontana, superiore e non controllabile. Da questa esperienza derivano alcune associazioni fondamentali: luce, vita, calore, energia, visibilità, tempo, direzione, ciclo, altezza e centralità.

Il Sole è dunque innanzitutto un simbolo naturale e primordiale. A partire da questa base esperienziale, molte culture lo hanno progressivamente trasformato in figura religiosa, principio cosmologico, divinità, allegoria filosofica o simbolo iniziatico.

Sul piano genetico, si possono distinguere tre livelli:

  • esperienza originaria, legata alla luce, al calore, al giorno e ai cicli naturali;
  • formalizzazione culturale, nella quale il Sole diventa divinità, figura mitologica, principio cosmico o segno di regalità;
  • rielaborazione dottrinale e simbolica, in ambiti religiosi, filosofici, astrologici, alchemici, esoterici e iniziatici.

Il Sole non nasce quindi come costruzione astratta, ma come simbolo radicato nell’esperienza del mondo naturale, successivamente organizzato in sistemi culturali complessi.

2.2 Classificazione per tradizione e sistemi simbolici storici

(In quale tradizione si struttura?)

Il Sole è presente in moltissime tradizioni religiose, mitologiche, filosofiche ed esoteriche. La sua diffusione non implica però un significato unico e universale. In alcuni contesti è divinità; in altri è segno della creazione, immagine dell’ordine cosmico, emblema del potere regale, simbolo della conoscenza, principio astrologico o riferimento iniziatico.

Tradizioni egizie

Nell’antico Egitto il Sole occupa una posizione centrale. La divinità solare Ra o Re è una delle figure più importanti del pantheon egizio ed è collegata alla luce, alla vita, alla regalità e all’ordine cosmico. Nei testi religiosi egizi il viaggio solare attraversa il cielo durante il giorno e il mondo sotterraneo durante la notte, secondo una dinamica di morte, rigenerazione e rinascita quotidiana.

Il Sole non è quindi soltanto astro luminoso, ma principio cosmico che garantisce l’ordine del mondo. La barca solare di Ra, il ciclo notturno e il ritorno dell’alba esprimono una configurazione simbolica complessa, in cui luce, tempo, regalità e rigenerazione sono strettamente connessi.

Riferimenti utili sono i Testi delle Piramidi, nei quali il sovrano defunto è spesso associato all’ascesa celeste e alla dimensione solare, e il Libro dei Morti egizio, dove compaiono formule legate al viaggio nell’aldilà e alla rigenerazione solare. Per l’inquadramento storico-religioso si possono richiamare anche gli studi di Jan Assmann, in particolare Sonnenhymnen in thebanischen Gräbern e The Search for God in Ancient Egypt.

Un caso particolare è costituito dal culto di Aton durante il regno di Akhenaton, documentato dal cosiddetto Grande Inno ad Aton, in cui il disco solare è celebrato come fonte universale di vita. Questo contesto va tuttavia distinto dal più ampio e precedente culto solare egizio, poiché rappresenta una specifica riformulazione religiosa del simbolismo solare.

Tradizioni mesopotamiche

Nella Mesopotamia antica il Sole è associato alla divinità Utu in ambito sumerico e Shamash in ambito accadico-babilonese. Shamash è legato non solo alla luce, ma anche alla giustizia, alla visione e alla capacità di rendere manifeste le cose nascoste.

Questa associazione tra Sole e giustizia è particolarmente significativa: poiché il Sole illumina e vede tutto, diventa simbolo di verità, giudizio e ordine morale. Nella celebre stele del Codice di Hammurabi, il re riceve l’autorità legislativa davanti alla divinità solare Shamash, confermando il legame tra luce solare, legittimazione del potere e giustizia.

Tra i riferimenti principali si possono indicare il Codice di Hammurabi, il Poema di Gilgamesh, in cui Shamash assiste l’eroe in momenti fondamentali del viaggio, e gli inni mesopotamici a Shamash raccolti nelle edizioni delle fonti cuneiformi e negli studi sulla religione mesopotamica.

Tradizione biblica ed ebraico-cristiana

Nella tradizione biblica il Sole è importante, ma non viene divinizzato. Il racconto della creazione presenta il Sole e la Luna come “luminari” posti nel firmamento per separare il giorno dalla notte, segnare i tempi, i giorni e gli anni, e illuminare la terra (Genesi 1,14-18). Il testo sottolinea quindi una funzione cosmologica e temporale, ma colloca il Sole all’interno dell’ordine creato, non come divinità autonoma.

Il Sole compare anche come elemento della lode cosmica: “I cieli narrano la gloria di Dio” e il Sole è descritto nel suo percorso come presenza luminosa che attraversa il cielo (Salmi 19,2-7). In altri passi, il Sole è inserito nell’ordine stabile della creazione, come nel richiamo al giorno e alla notte in Geremia 31,35.

In ambito profetico e simbolico, l’immagine del Sole può assumere valore salvifico e terapeutico, come nel riferimento al “sole di giustizia” che sorge con raggi benefici (Malachia 3,20 nella numerazione italiana; Malachi 4,2 nella numerazione inglese). In ambito cristiano, la luce solare ha spesso favorito interpretazioni cristologiche, ma è necessario distinguere tra il dato biblico, l’uso liturgico e le successive elaborazioni simboliche. Nell’arte cristiana, il Sole può comparire in relazione alla luce divina, alla gloria, alla trasfigurazione, alla risurrezione e alla vittoria della luce sulle tenebre. 

Tradizione greca

Nella tradizione greca, il Sole è associato soprattutto a Helios, divinità solare che percorre il cielo sul suo carro. Il XXXI Inno omerico a Helios celebra il dio come astro luminoso che splende sugli uomini e sugli dèi, rafforzando l’immagine del Sole come presenza visibile, elevata e ordinatrice. In Esiodo, Helios è inserito nella genealogia divina come figlio di Iperione e Teia (Esiodo, Teogonia, vv. 371-374 circa). Il Sole appartiene quindi a un ordine cosmico divino e si colloca tra le potenze luminose del cosmo.

Nella tradizione filosofica greca il Sole assume anche un valore allegorico e conoscitivo. Il riferimento più celebre è l’analogia del Sole nella Repubblica di Platone, dove il Sole viene utilizzato per spiegare il rapporto tra visibilità, conoscenza e Bene (Platone, Repubblica, VI, 507b-509c). In questo caso non siamo di fronte al Sole come divinità o simbolo naturale, ma a una allegoria filosofica: il Sole rende visibili le cose, così come il Bene rende intelligibili le realtà conoscibili.

Si veda la scheda estratta dal Libro ” Culti dell’Antica Sicilia” di Ignazio Caloggero: Helios

Tradizione romana

Nella tradizione romana il Sole è associato a Sol e, in età imperiale, al culto di Sol Invictus. Quest’ultimo assume particolare rilievo nel III secolo d.C., soprattutto con l’imperatore Aureliano, che nel 274 d.C. riorganizza e valorizza il culto del Sole Invitto, inserendolo in una prospettiva politica e religiosa imperiale.

Il Sole, in questo contesto, diventa simbolo di potenza, vittoria, stabilità e legittimazione del potere. L’epiteto Invictus sottolinea l’idea di una forza luminosa non vinta, capace di superare l’oscurità e di affermare un principio ordinatore.

Fonti e riferimenti utili sono le testimonianze storiche tardoantiche relative ad Aureliano, le emissioni monetali imperiali con iconografia solare e gli studi moderni sul culto di Sol, tra cui Steven Hijmans, Sol: The Sun in the Art and Religions of Rome.

Tradizioni indiane

Nelle tradizioni indiane il Sole è associato a figure come Sūrya e Savitṛ. Nel Ṛgveda, Sūrya è celebrato come divinità solare che illumina il mondo e rende visibile l’ordine cosmico. Particolarmente rilevante è l’inno Ṛgveda 1.50, dedicato a Sūrya, in cui il Sole appare come astro che sorge e illumina gli esseri.

Anche Savitṛ, divinità connessa all’impulso vivificante e alla luce solare, è centrale nel celebre verso noto come Gāyatrī Mantra (Ṛgveda 3.62.10), una delle formule più importanti della tradizione vedica. In questo contesto il Sole non è soltanto luce fisica, ma principio di risveglio, impulso vitale e orientamento spirituale.

Nelle tradizioni successive, Sūrya mantiene un ruolo importante nell’iconografia, nella ritualità e nella cosmologia induista. Il simbolismo solare si collega alla visione, alla salute, all’energia vitale e alla regalità.

Tradizione iranica e zoroastriana

Nella tradizione iranica e zoroastriana il Sole è associato alla luminosità, alla verità e all’ordine cosmico. Una figura rilevante è Hvare-khshaeta, divinità o entità connessa al Sole radiante. Il riferimento principale è lo Xwaršēd Yašt o Khwarshed Yasht, il sesto inno degli Yasht dell’Avesta, dedicato al Sole.

In questo contesto il Sole è collegato alla luce, alla purificazione, alla vigilanza e alla dimensione ordinatrice del cosmo. Il suo valore va compreso all’interno della più ampia struttura religiosa zoroastriana, in cui luce e tenebra assumono un ruolo rilevante, ma senza ridurre automaticamente il Sole a una semplice polarità morale.

Tradizione giapponese e shintoista

Nella tradizione giapponese il Sole è strettamente collegato alla dea Amaterasu Ōmikami, una delle principali divinità dello Shinto. Le fonti fondamentali sono il Kojiki e il Nihon Shoki, testi nei quali Amaterasu è presentata come divinità solare e figura centrale della genealogia mitica imperiale.

Particolarmente significativo è il mito del ritiro di Amaterasu nella caverna celeste, episodio in cui la scomparsa della dea provoca l’oscuramento del mondo. Il successivo ritorno della luce esprime una dinamica simbolica di occultamento, crisi e restaurazione dell’ordine. In questo caso il Sole è connesso alla luce, alla sovranità, alla continuità genealogica e all’ordine cosmico-politico.

Tradizioni esoteriche occidentali, astrologia e alchimia

Nelle tradizioni esoteriche occidentali il Sole occupa un ruolo centrale, soprattutto in astrologia, alchimia ed ermetismo rinascimentale.

In astrologia, il Sole è associato al centro, alla vitalità, alla regalità, alla manifestazione dell’identità e al principio ordinatore. Nella tradizione tolemaica, il Sole è uno dei principali corpi celesti del sistema astrologico antico (Tolomeo, Tetrabiblos).

In alchimia, il Sole è frequentemente associato all’oro, alla perfezione metallica, al principio regale e alla compiutezza. In molte immagini alchemiche, Sole e Luna costituiscono una polarità fondamentale, connessa a processi di congiunzione, equilibrio e trasformazione. Tali associazioni sono documentate in testi e repertori alchemici medievali e rinascimentali, tra cui il Rosarium philosophorum e l’Atalanta fugiens di Michael Maier.

Nel Rinascimento esoterico, il Sole si inserisce in sistemi di corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, mondo celeste e mondo umano. In Cornelio Agrippa, ad esempio, il Sole è collocato nel sistema delle corrispondenze planetarie e delle virtù celesti (Agrippa, De occulta philosophia libri tres).

Tradizione massonica

Nella tradizione massonica il Sole è presente in molti contesti simbolici, spesso in relazione alla Luna, alla luce, all’Oriente, al ciclo del lavoro e alla struttura della Loggia. A differenza del vento, il Sole ha una maggiore rilevanza iconografica e simbolica, pur variando a seconda dei rituali, dei riti e delle tradizioni massoniche. In diversi contesti massonici, Sole e Luna compaiono come coppia simbolica, talvolta connessa al ritmo del giorno e della notte, alla regolazione del lavoro e alla presenza della luce nella Loggia. 

2.3 Classificazione per funzione simbolica

(Che ruolo svolge nel sistema di senso?)

Il Sole può svolgere numerose funzioni simboliche.

    • Sul piano cosmologico, rappresenta il principio ordinatore del giorno, dei cicli naturali, delle stagioni e del ritmo temporale.
    • Sul piano antropologico, è collegato all’esperienza della luce, del calore, della vita, dell’orientamento e della visibilità.
    • Sul piano temporale, scandisce l’alternanza giorno/notte, il corso dell’anno, i solstizi, gli equinozi e i calendari agricoli, religiosi e rituali.
    • Sul piano spaziale, il Sole è associato all’altezza, all’Oriente, al percorso celeste, al centro e all’orientamento.
    • Sul piano trasformativo, può rappresentare il rinnovamento, il ritorno della luce, il passaggio dall’oscurità alla manifestazione e la rinascita quotidiana.
    • Sul piano religioso, può essere divinità, manifestazione del sacro, segno della creazione o immagine della presenza divina, a seconda delle tradizioni.
    • Sul piano allegorico, può rappresentare la verità, la conoscenza, il Bene, la giustizia, la regalità o la sapienza, quando il suo significato è utilizzato in funzione didattica o filosofica.
    • Sul piano protettivo, in alcune culture il Sole è collegato alla capacità di allontanare oscurità, pericolo, impurità o forze disordinate.

La funzione del Sole varia quindi in base al sistema simbolico di riferimento. Non va definita in modo univoco, ma analizzata in relazione alla tradizione e al contesto d’uso.

2.4 Classificazione per contesto d’uso e manifestazione

(Dove e come si manifesta?)

Il simbolo del Sole si manifesta in numerosi contesti.

    • Nel contesto religioso, compare come divinità solare, manifestazione del sacro, principio creatore o segno dell’ordine cosmico.
    • Nel contesto mitologico, è spesso personificato in divinità o figure celesti che percorrono il cielo, governano la luce o regolano il tempo.
    • Nel contesto filosofico, può essere utilizzato come allegoria della conoscenza, della verità o del principio ordinatore, come avviene nell’analogia platonica del Sole.
    • Nel contesto astrologico, è uno dei principali corpi celesti e viene collegato alla vitalità, alla centralità, all’autorità e alla manifestazione dell’identità.
    • Nel contesto alchemico, è associato all’oro, alla perfezione, alla regalità e alla polarità con la Luna.
    • Nel contesto artistico, si manifesta attraverso raggi, dischi solari, aureole, corone radiate, carri solari, figure divine, ruote, rosoni, occhi solari e immagini di luce.
    • Nel contesto architettonico, può essere richiamato attraverso orientamenti solari, giochi di luce, assi visuali, calendari solari, rosoni, aperture e dispositivi luminosi.
    • Nel contesto iniziatico, può assumere valore di luce, rivelazione, orientamento o principio di illuminazione, ma solo quando tale funzione sia documentata nella specifica tradizione considerata.
    • Nel contesto paesaggistico e interpretativo, il Sole è centrale nei luoghi legati all’alba, al tramonto, ai solstizi, agli orientamenti astronomici, ai paesaggi agricoli, ai santuari e alle architetture orientate.

3) Relazioni simboliche principali

(Connessioni con altri simboli e sistemi di senso)

Il Sole possiede una forte natura relazionale. Il suo significato emerge spesso dal rapporto con altri simboli naturali, cosmici, temporali, spaziali e antropologici.

La relazione più immediata è quella con la luce. Il Sole è la principale fonte visibile di luce e, per questo, viene spesso collegato a manifestazione, chiarezza, conoscenza e visibilità.

La relazione con l’oscurità e con la notte introduce una polarità fondamentale. Il Sole non è comprensibile solo come luce, ma anche in rapporto alla sua assenza. Da questa relazione derivano molte configurazioni simboliche fondate sul passaggio da oscurità a luce, da notte a giorno, da nascondimento a manifestazione.

La relazione con la Luna è una delle più importanti. Sole e Luna formano una coppia simbolica ampiamente diffusa, fondata su opposizione e complementarità: giorno/notte, luce riflessa/luce diretta, maschile/femminile in alcune tradizioni, attività/ricettività, stabilità/ciclicità. Queste associazioni non sono universali in senso assoluto e devono essere sempre contestualizzate.

Il Sole è inoltre connesso al fuoco, per il rapporto con calore, energia, trasformazione e potenza luminosa. In molte tradizioni il fuoco terrestre può essere interpretato come analogo o riflesso della forza solare.

La relazione con l’oro è particolarmente rilevante nei sistemi alchemici e astrologici. L’oro, per il suo colore, la sua incorruttibilità e la sua luminosità, diventa metallo solare per eccellenza.

Il Sole è anche collegato al centro. La sua posizione simbolica può richiamare centralità, ordine, sovranità, principio regolatore e unità. Questa relazione è particolarmente importante nei sistemi cosmologici, astrologici, politici e iniziatici.

Il Sole si collega inoltre all’Oriente, luogo del sorgere, dell’inizio, della nascita del giorno e del ritorno della luce. Per questo motivo l’Oriente assume spesso valore simbolico nei sistemi religiosi, architettonici e iniziatici.

Sul piano temporale, il Sole è connesso al ciclo: alba, mezzogiorno, tramonto, notte; primavera, estate, autunno, inverno; solstizi ed equinozi. Il simbolismo solare non riguarda quindi solo la luce, ma anche il ritmo ordinato del tempo.

Tra le principali relazioni simboliche si possono quindi ricordare:

    • Sole e luce;
    • Sole e oscurità;
    • Sole e giorno;
    • Sole e Luna;
    • Sole e fuoco;
    • Sole e oro;
    • Sole e centro;
    • Sole e Oriente;
    • Sole e conoscenza;
    • Sole e ciclo temporale;
    • Sole e rinascita.

Queste relazioni mostrano come il Sole funzioni come nodo centrale di molte configurazioni simboliche.

4) Distinzione concettuale

Nel caso del Sole è particolarmente importante distinguere tra diversi livelli.

Il Sole può essere considerato simbolo in senso pieno quando viene interpretato come forma culturale stratificata, capace di esprimere vita, luce, ordine, conoscenza, centralità, regalità o rinnovamento.

Può essere una divinità quando, in una determinata tradizione religiosa, viene personificato e venerato come essere divino, come avviene per Ra, Helios, Sūrya, Shamash o Amaterasu.

Può funzionare come allegoria quando viene impiegato per rappresentare un concetto determinato, come nel caso dell’analogia platonica del Sole nella Repubblica, dove esso serve a spiegare il rapporto tra visibilità, conoscenza e Bene.

Può assumere valore emblematico quando viene utilizzato come segno sintetico di potere, regalità, autorità, vittoria o identità politica, ad esempio nelle iconografie regali e imperiali.

Può essere parte di una configurazione simbolica quando è inserito in sistemi più ampi, come Sole/Luna, giorno/notte, luce/oscurità, ciclo solare, zodiaco, sistema astrologico o cosmologia alchemica.

Può infine essere elemento di uno spazio simbolico strutturato quando è integrato in architetture, orientamenti, percorsi luminosi o dispositivi spaziali costruiti in relazione al sorgere, al tramontare o al ciclo del Sole.

Questa distinzione è fondamentale per evitare interpretazioni generiche. Il Sole non significa sempre la stessa cosa: può essere astro, dio, allegoria, emblema, principio cosmologico o elemento di una configurazione simbolica, a seconda del contesto.

Bibliografia consigliata

Fonti primarie e testi della tradizione

Tradizioni egizie

  • Testi delle Piramidi, in particolare i passi relativi all’ascesa celeste del sovrano e alla dimensione solare dell’aldilà.
  • Libro dei Morti egizio, formule relative al viaggio nell’aldilà, alla luce e alla rigenerazione.
  • Grande Inno ad Aton, dal periodo di Akhenaton, per la celebrazione del disco solare come fonte universale di vita.
  • Erik Hornung, The Ancient Egyptian Books of the Afterlife, Cornell University Press, 1999.
  • Miriam Lichtheim, Ancient Egyptian Literature, vol. II, University of California Press, 1976.

Tradizioni mesopotamiche

  • Codice di Hammurabi, prologo e stele, per il rapporto tra Shamash, giustizia e legittimazione del potere.
  • Poema di Gilgamesh, per la presenza di Shamash come divinità che assiste l’eroe.
  • Benjamin R. Foster, Before the Muses: An Anthology of Akkadian Literature, CDL Press, 2005.
  • Stephanie Dalley, Myths from Mesopotamia, Oxford University Press, 1989.

Tradizione biblica ed ebraico-cristiana

  • Bibbia ebraica / Antico Testamento, in particolare:
    • Genesi 1,14-18, per il Sole come luminare creato per separare giorno e notte e segnare i tempi;
    • Salmi 19,2-7, per il Sole nel contesto della lode cosmica;
    • Salmi 104,19, per il rapporto tra Sole, Luna e ordinamento del tempo;
    • Geremia 31,35, per il Sole come elemento dell’ordine stabile della creazione;
    • Malachia 3,20, per l’immagine del “sole di giustizia”.
  • Nuovo Testamento, in particolare:
    • Matteo 17,2, per il volto di Cristo “splendente come il sole” nella Trasfigurazione;
    • Apocalisse 1,16, per l’immagine del volto luminoso “come il sole quando splende in tutta la sua forza”;
    • Apocalisse 12,1, per la donna vestita di sole.
  • Biblia Hebraica Stuttgartensia, a cura di K. Elliger e W. Rudolph, Deutsche Bibelgesellschaft, 1977.
  • Novum Testamentum Graece, a cura di Eberhard Nestle, Kurt Aland et al., Deutsche Bibelgesellschaft, edizioni successive.
  • La Bibbia di Gerusalemme, Bologna, EDB, varie edizioni.

Tradizione greca

  • Omero, Odissea, libro XII, per l’episodio delle mandrie del Sole.
  • Esiodo, Teogonia, vv. 371-374 circa, per la genealogia di Helios.
  • Inni omerici, XXXI, A Helios, per la celebrazione poetica del dio solare.
  • Platone, Repubblica, VI, 507b-509c, per l’analogia del Sole e del Bene.
  • Inni orfici, Inno a Helios, per la ricezione religiosa e simbolica del Sole in ambito orfico.
  • Omero, Odissea, trad. it. di Rosa Calzecchi Onesti, Einaudi, varie edizioni.
  • Esiodo, Teogonia, a cura di Graziano Arrighetti, BUR, varie edizioni.
  • Platone, Repubblica, a cura di Mario Vegetti, BUR, varie edizioni.

Tradizione romana

  • Virgilio, Eneide, per i riferimenti al Sole e alla luce nel quadro epico e cosmico.
  • Ovidio, Metamorfosi, libro II, per il mito di Fetonte e il carro del Sole.
  • Macrobio, Saturnalia, libro I, per le interpretazioni tardoantiche del Sole e delle divinità solari.
  • Historia Augusta, Vita di Aureliano, per la tradizione relativa al culto di Sol in età imperiale, da usare con cautela critica.
  • Ovidio, Metamorfosi, a cura di Piero Bernardini Marzolla, Einaudi, varie edizioni.
  • Macrobio, I Saturnali, UTET, varie edizioni.

Tradizioni indiane

  • Ṛgveda, in particolare:
    • Ṛgveda 1.50, inno a Sūrya;
    • Ṛgveda 3.62.10, verso del Gāyatrī Mantra dedicato a Savitṛ;
    • altri inni vedici a Sūrya e Savitṛ.
  • The Rigveda. The Earliest Religious Poetry of India, translated by Stephanie W. Jamison and Joel P. Brereton, Oxford University Press, 2014.
  • The Principal Upaniṣads, edited and translated by S. Radhakrishnan, George Allen & Unwin, 1953.
  • Patrick Olivelle, The Early Upaniṣads. Annotated Text and Translation, Oxford University Press, 1998.

Tradizione iranica e zoroastriana

  • Avesta, Khwarshed Yasht o Xwaršēd Yašt, Yasht 6, inno al Sole radiante Hvare-khshaeta.
  • Khorda Avesta, per le preghiere e liturgie zoroastriane dedicate al Sole.
  • James Darmesteter, The Zend-Avesta, Sacred Books of the East, Oxford, Clarendon Press, 1880-1883.
  • Mary Boyce, Zoroastrians: Their Religious Beliefs and Practices, Routledge, 1979.

Tradizione giapponese e shintoista

  • Kojiki, per il mito di Amaterasu e la genealogia mitica imperiale.
  • Nihon Shoki, per le varianti del mito di Amaterasu e il ruolo della divinità solare nella cosmologia giapponese.
  • Basil Hall Chamberlain, The Kojiki: Records of Ancient Matters, 1882.
  • W. G. Aston, Nihongi: Chronicles of Japan from the Earliest Times to A.D. 697, 1896.

Tradizioni esoteriche occidentali, astrologia e alchimia

  • Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, per il ruolo astrologico del Sole nel sistema astrologico antico.
  • Cornelio Agrippa, De occulta philosophia libri tres, 1531-1533, per il Sole nel sistema delle corrispondenze planetarie e delle virtù celesti.
  • Rosarium philosophorum, 1550, per il simbolismo alchemico di Sole e Luna.
  • Michael Maier, Atalanta fugiens, 1617, per le immagini alchemiche e musicali legate ai processi di trasformazione.
  • Heinrich Cornelius Agrippa, De occulta philosophia libri tres, edited by Vittoria Perrone Compagni, Brill, 1992.
  • Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, a cura di Simonetta Feraboli, Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori, varie edizioni.

Tradizione massonica

  • James Anderson, The Constitutions of the Free-Masons, London, 1723.
  • Oswald Wirth, Le symbolisme hermétique dans ses rapports avec l’alchimie et la franc-maçonnerie, Paris, 1910.
  • Jules Boucher, La Symbolique maçonnique, Paris, Dervy, 1948.
  • René Guénon, Études sur la Franc-Maçonnerie et le Compagnonnage, Paris, Éditions Traditionnelles, 1964-1965.
  • Jean Ferré, Dictionnaire symbolique et pratique de la Franc-Maçonnerie, Paris, Dervy, 1998.

Studi storici e interpretativi

  • Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, varie edizioni.
  • Mircea Eliade, Immagini e simboli, Jaca Book, varie edizioni.
  • Jan Assmann, The Search for God in Ancient Egypt, Cornell University Press, 2001.
  • Jan Assmann, Sonnenhymnen in thebanischen Gräbern, Mainz, 1983.
  • Walter Burkert, La religione greca di epoca arcaica e classica, Jaca Book, varie edizioni.
  • Jean-Pierre Vernant, Mito e pensiero presso i Greci, Einaudi, varie edizioni.
  • Franz Cumont, Astrology and Religion among the Greeks and Romans, Dover, varie edizioni.
  • Steven Hijmans, Sol: The Sun in the Art and Religions of Rome, Groningen, 2009.
  • Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario, Dedalo, varie edizioni.
  • Carl Gustav Jung, Simboli della trasformazione, Bollati Boringhieri, varie edizioni.

Opere di sintesi e repertori simbolici

  • Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dizionario dei simboli, BUR, varie edizioni.
  • Juan Eduardo Cirlot, Dizionario dei simboli, Adelphi, varie edizioni.
  • J. C. Cooper, An Illustrated Encyclopaedia of Traditional Symbols, Thames & Hudson, 1978.
  • Udo Becker, Enciclopedia dei simboli, Garzanti, varie edizioni.
  • Giovanni Cairo, Dizionario ragionato dei simboli, Ulrico Hoepli, 1922 circa.

Nota metodologica

La scheda del simbolo ha funzione descrittiva e orientativa. Essa non esaurisce l’interpretazione simbolica, ma ne fornisce il quadro strutturale di riferimento: origine, collocazione nelle tradizioni, funzione e contesti di manifestazione. L’interpretazione simbolica viene approfondita in due ambiti complementari: nelle schede dei singoli beni del Patrimonio Culturale Esoterico, dove il simbolo è analizzato nel suo contesto storico e culturale specifico, e nelle schede dedicate alle singole tradizioni e ai sistemi simbolici, dove il simbolo è esaminato nella sua formalizzazione dottrinale o rituale.

Le schede, gli archivi e i repertori presenti nell’Atlante Esoterico costituiscono strumenti di analisi simbolica, interpretativa e documentaria sviluppati nell’ambito del progetto di ricerca sul Patrimonio Culturale Esoterico. Per una descrizione dettagliata dell’Atlante e della metodologia usata si rimanda alla scheda: Cos’è e come funziona l’Atlante Esoterico. 

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