Tavola Smeraldina (Tavola di Smeraldo) Pagina di riferimento: Repertorio delle Fonti PARTE I – REPERTORIO DELLE FONTI 1. Denominazione e identificazione della fonte Titolo italiano: Tavola di Smeraldo Lingua della prima forma documentata: arabo Presentazione sintetica La Tavola di Smeraldo è uno dei testi più brevi e, nello stesso tempo, più influenti dell’intera tradizione attribuita a Ermete Trismegisto. Poche proposizioni enigmatiche, dedicate all’unità della natura, alla relazione fra superiore e inferiore, alle forze del Sole, della Luna, del vento e della terra, alla separazione e ricomposizione delle sostanze e a un movimento di ascesa e discesa, hanno dato origine nel corso dei secoli a una vastissima tradizione di commenti filosofici, alchemici, cosmologici ed esoterici. Secondo la tradizione leggendaria, Ermete avrebbe inciso il proprio insegnamento su una tavola di smeraldo, successivamente ritrovata in circostanze diverse secondo le differenti versioni del racconto. Tra gli scopritori compaiono Balīnūs, cioè l’Apollonio di Tiana della tradizione araba, Alessandro Magno e, in altre varianti, Sara, moglie di Abramo. La ricostruzione storico-documentaria conduce però in un’altra direzione. La più antica attestazione oggi individuabile compare nella tradizione araba, soprattutto nel Kitāb sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa, «Libro del segreto della creazione e dell’arte della natura», attribuito pseudepigraficamente a Balīnūs/Apollonio di Tiana. 2. Natura documentaria La Tavola di Smeraldo è un brevissimo testo pseudepigrafico, costituito da una sequenza di proposizioni sapienziali e operative attribuite a Ermete. Non possediamo una tavola materiale corrispondente al manufatto descritto dalle leggende, né un antico manoscritto greco che permetta di risalire direttamente a una presunta forma ellenistica del testo. La situazione documentaria è invece caratterizzata da diverse recensioni arabe e latine. La testimonianza più importante si trova nel Sirr al-khalīqa dello pseudo-Apollonio. Qui la Tavola è inserita all’interno di una vera e propria cornice narrativa di scoperta. Balīnūs racconta di essere penetrato in uno spazio sotterraneo situato sotto una statua di Ermete e di avervi trovato un personaggio seduto su un trono, con una tavola e un libro: attraverso il libro acquisisce il «segreto della creazione», attraverso la tavola l’«arte della natura». La tradizione manoscritta araba del Sirr al-khalīqa conserva la Tabula alla conclusione dell’opera. Il dato è particolarmente importante perché la Tavola non nasce, nella prima forma documentabile, come un libro autonomo nel senso moderno, ma come testo inscritto e rivelato all’interno di un più vasto racconto sapienziale. Esistono inoltre altre recensioni arabe, fra cui quelle presenti nella tradizione pseudo-aristotelica del Sirr al-asrār / Secretum secretorum e in testi collegati al corpus attribuito a Jābir ibn Ḥayyān. La successiva tradizione latina produrrà ulteriori versioni e una vera e propria vulgata, sulla quale si svilupperanno commenti e interpretazioni autonome. 3. Datazione e ambiente storico-culturale Datazione La datazione costituisce uno dei problemi più delicati della fonte. In passato sono state proposte cronologie molto antiche. La Bibliotheca Philosophica Virtualis presenta, per esempio, una datazione al VI secolo e considera possibile una derivazione da un originale greco perduto. Lo stesso sito, però, elenca i manoscritti concretamente conservati, che sono molto più tardi: XII, XIII, XIV, XV secolo e oltre e la copia effettivamente digitalizzata visibile nel sito è del 1437. (https://www.bphv.eu/it/content/tabula-smaragdina). Possiamo comunque dire con ragionevole certezza che la Tavola di Smeraldo è documentata con sicurezza nella tradizione araba del primo periodo islamico, in un contesto testuale generalmente collocato tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo. È possibile che essa incorpori materiali precedenti e sono state avanzate ipotesi relative a modelli greci o siriaci, ma non risultano essere stati individuati originali pre-arabi che permetta di dimostrarlo. Ambiente storico-culturale L’ambiente nel quale la Tavola emerge documentariamente è quello della cultura scientifica e sapienziale arabo-islamica dei primi secoli, caratterizzata dalla traduzione, assimilazione e rielaborazione di materiali greci, siriaci, iranici ed ellenistico-egiziani. In questo passaggio la figura di Ermete conosce una straordinaria espansione. Kevin van Bladel, The Arabic Hermes. From Pagan Sage to Prophet of Science, Oxford University Press, 2009, ha mostrato come la tradizione araba relativa a Ermete fosse già sviluppata molti secoli prima della riscoperta rinascimentale del Corpus Hermeticum: testi astrologici, alchemici, medici e sapienziali venivano tradotti o composti sotto la sua autorità già a partire dall’VIII secolo. La Tavola di Smeraldo appartiene a questo processo di costruzione dell’Ermete arabo come sapiente delle scienze della natura. 4. Lingua originaria e lingue di trasmissione La prima lingua documentabile è l’arabo. L’ipotesi di un originale greco è antica e continua a essere discussa; è stata ipotizzata anche una possibile mediazione siriaca. La trasmissione successiva segue invece percorsi ben documentati: tradizione araba → traduzioni latine medievali → tradizioni volgari europee → edizioni rinascimentali e protomoderne. La traduzione latina del Sirr al-khalīqa realizzata da Ugo di Santalla nella prima metà del XII secolo costituisce uno dei principali canali attraverso i quali la Tavola entra nella cultura latina. Altre forme latine derivano da differenti tradizioni arabe, fra cui quella del Secretum secretorum pseudo-aristotelico. Non esiste quindi una sola traduzione latina perfettamente sovrapponibile all’arabo, ma una famiglia di versioni, progressivamente rielaborate. 5. Tradizione documentaria e storia della trasmissione La storia della Tavola di Smeraldo è un caso paradigmatico di trasmissione interculturale. La tradizione araba Il principale punto di partenza è il: Kitāb sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa (Libro del segreto della creazione e dell’arte della natura), conosciuto anche come Kitāb al-ʿilal, «Libro delle cause», attribuito a Balīnūs, forma araba di Apollonio di Tiana. Un’altra versione compare in un testo attribuito alla tradizione di Jābir ibn Ḥayyān, il Kitāb Ustuqus al-Uss al-Thānī, mentre un’ulteriore forma entra nella tradizione del Sirr al-asrār pseudo-aristotelico, destinato a enorme fortuna in Occidente come Secretum secretorum. Il passaggio al latino Nel XII secolo Ugo di Santalla tradusse dall’arabo il Sirr al-khalīqa, rendendo disponibile anche una versione della Tavola. Altre versioni entrarono nel mondo latino attraverso il Secretum secretorum e attraverso testi alchemici attribuiti a Ermete. Durante il Medioevo la Tavola cominciò progressivamente a essere letta soprattutto come testo alchemico. Un ruolo importante ebbe il commento attribuito a Hortulanus / Ortolano, generalmente collocato nel XIV secolo, che contribuì a trasformare le enigmatiche proposizioni del testo in una sequenza interpretabile secondo le operazioni dell’arte alchemica. La stampa Un momento decisivo nella diffusione moderna è rappresentato dall’edizione: De alchemia, Norimberga, Johannes Petreius, 1541. La raccolta comprende la Tabula smaragdina de alchemia Hermetis Trismegisti insieme al commento di Hortulanus. La Bibliothèque nationale de France ne documenta precisamente titolo, contenuti e data di pubblicazione. Si veda: https://catalogue.bnf.fr/ark%3A/12148/cb30492466f. Da questo momento la Tavola entra pienamente nelle grandi raccolte alchemiche a stampa dell’età moderna. 6. Genere, ambito e funzione della fonte Potremmo definire il testo come: 7. Struttura e contenuti principali La Tavola di Smeraldo possiede una struttura estremamente condensata. Non è un trattato discorsivo, ma una successione di enunciati brevi, analogici e operativi. Verità e certezza della conoscenza Il testo si apre dichiarando la verità e certezza di ciò che sta per comunicare. Non si tratta soltanto di un’introduzione retorica: il discorso si presenta come conoscenza autorevole, fondata su una sapienza che non necessita di ulteriore dimostrazione all’interno della cornice narrativa. Superiore e inferiore Il nucleo più celebre stabilisce una relazione fra ciò che è superiore e ciò che è inferiore. La formula sarà successivamente condensata nella ricezione moderna nell’espressione «come in alto, così in basso», diventata quasi un emblema dell’ermetismo. Il significato originario è però più complesso di uno slogan generico sulle corrispondenze. Il testo descrive un universo nel quale livelli differenti della realtà possono operare reciprocamente e partecipare a una medesima struttura. L’Uno e la molteplicità Tutte le cose vengono ricondotte a una unità originaria. La molteplicità non è indipendente dall’Uno, ma deriva da esso attraverso un processo di mediazione, adattamento o trasformazione. Questo tema ha favorito le successive letture metafisiche della Tavola, ma nel contesto tecnico può essere letto anche come affermazione dell’esistenza di una materia o principio unitario dal quale derivano le trasformazioni naturali. Sole, Luna, vento e terra Il testo presenta quindi una celebre configurazione parentale e cosmologica: Queste immagini sono state interpretate in modi estremamente diversi: cosmologici, astrologici, alchemici, metafisici e psicologici. Separazione del sottile e del denso Una seconda parte assume un carattere più chiaramente operativo. Il testo invita a distinguere e separare: terra e fuoco; sottile e denso, operando con attenzione e competenza. Questa terminologia diventerà uno dei punti fondamentali dell’interpretazione alchemica: separare, purificare, trasformare e ricomporre. Ascesa e discesa La sostanza o principio descritto sale dalla terra verso il cielo e ritorna nuovamente alla terra, ricevendo le forze del superiore e dell’inferiore. È probabilmente uno dei passaggi simbolicamente più potenti dell’intera Tavola. Può essere letto come descrizione di un processo naturale o operativo, ma nelle ricezioni successive viene interpretato anche come modello di circolazione cosmica, trasformazione spirituale e rapporto tra macrocosmo e microcosmo. La forza capace di penetrare e trasformare La Tavola descrive infine una forza capace di superare il sottile e penetrare ciò che è solido. La formulazione si presta particolarmente bene all’interpretazione alchemica della trasformazione della materia, ma conserva una polisemia che consentirà letture cosmologiche e spirituali. Ermete e le tre parti della filosofia Nella conclusione compare direttamente Ermete Trismegisto, che giustifica il proprio appellativo attraverso il possesso delle «tre parti» della filosofia del mondo. 8. Personaggi, figure e soggetti della trasmissione La Tavola propriamente detta non possiede una struttura dialogica paragonabile al Corpus Hermeticum o all’Asclepius. La figura centrale è Ermete Trismegisto, che compare come autorità alla quale viene attribuito l’insegnamento e che, nella conclusione del testo, parla in prima persona. La cornice narrativa araba introduce però un secondo personaggio fondamentale: Balīnūs, cioè lo pseudo-Apollonio di Tiana. Balīnūs non viene presentato come autore della Tavola, ma come scopritore e mediatore di un sapere ermetico precedente. Le differenti tradizioni successive sostituiranno o affiancheranno a Balīnūs altri scopritori, come Alessandro Magno o Sara, moglie di Abramo. Queste figure appartengono però alla costruzione leggendaria della storia della fonte e non alla sua ricostruzione documentaria. 9. Relazioni con gli altri elementi dell’Atlante Esoterico Tradizioni e correnti La relazione principale riguarda l’Ermetismo, in particolare nella sua componente tecnico-operativa e nella successiva tradizione alchemica. Sono inoltre importanti i rapporti con: Simboli e configurazioni simboliche Particolarmente importanti sono: 10. Uso, ricezione e trasformazioni storiche Tradizione araba Nel contesto arabo la Tavola è inserita in una rete di testi dedicati alla filosofia naturale, alle proprietà delle cose, alla cosmologia, ai talismani e alla trasformazione della materia. Ermete vi assume il ruolo di sapiente antichissimo dal quale possono derivare differenti scienze. Medioevo latino Il passaggio al latino produce una trasformazione decisiva. La Tavola viene progressivamente recepita come testo fondamentale dell’alchimia. Il commento di Hortulanus ne offre una lettura sistematicamente orientata verso l’arte della trasformazione dei metalli. Rinascimento e prima età moderna Con la stampa, la Tavola entra stabilmente nei grandi repertori alchemici. L’edizione del De alchemia di Norimberga del 1541 la presenta esplicitamente come Tabula smaragdina de alchemia Hermetis Trismegisti, rendendo ormai pienamente visibile l’identificazione tra Tavola e autorità alchemica di Ermete. Isaac Newton La fortuna della Tavola raggiunge anche uno dei protagonisti della scienza moderna. Isaac Newton ne copiò il testo latino, ne realizzò una traduzione inglese e vi aggiunse annotazioni e un commento. Il manoscritto è oggi conservato come Keynes Ms. 28, ed è datato dal Newton Project fra gli anni Ottanta e Novanta del XVII secolo. Ricezione esoterica moderna Tra XIX e XX secolo la Tavola viene progressivamente reinterpretata come sintesi universale dell’ermetismo. La relazione fra superiore e inferiore viene isolata dal suo contesto originario e trasformata nella celebre formula «come in alto, così in basso», applicata alla relazione macrocosmo-microcosmo, alla trasformazione spirituale, alla psicologia e a numerosi sistemi esoterici moderni. Per l’Esoterismo Culturale, proprio tale processo di progressiva ampliamento del significato costituisce un fenomeno storico di grande interesse. 11. Problemi critici e questioni aperte Il primo problema riguarda l’origine del testo. La prima attestazione è araba, ma rimane discusso se il testo sia stato composto direttamente in arabo oppure dipenda da materiali greci o siriaci precedenti. Un secondo problema riguarda la datazione. Le proposte oscillano notevolmente a seconda del modo in cui viene ricostruita la storia del Sirr al-khalīqa e delle sue diverse recensioni. Un terzo problema concerne il genere originario. La tradizione latina lo ha trasformato in testo alchemico, mentre il più antico contesto arabo suggerisce un orizzonte più ampio comprendente filosofia naturale, cosmologia e talismani. Un quarto problema riguarda le differenze fra le versioni arabe e latine. Traduzioni e adattamenti modificano in alcuni casi termini decisivi e, di conseguenza, anche le possibilità interpretative. 12. Valore per lo studio dell’Esoterismo Culturale La Tavola di Smeraldo costituisce una fonte importante per lo studio dell’Esoterismo Culturale. Il primo elemento significativo è la sua stratificazione storica. Abbiamo infatti un testo: La sua identità non può quindi essere separata dalla storia delle sue trasformazioni. Un secondo elemento è rappresentato dalla densità simbolica. Termini come superiore e inferiore, Sole e Luna, cielo e terra, sottile e denso, ascesa e discesa consentono differenti livelli di lettura e hanno favorito processi di reinterpretazione durati secoli. Un terzo riguarda la funzione operativa della conoscenza. Il testo non descrive soltanto il cosmo: indica separazioni, movimenti e trasformazioni. Proprio questo carattere ha favorito la ricezione alchemica. 13. Bibliografia essenziale PARTE II – ELEMENTI INTEGRATIVI PER IL REPERTORIO DEGLI HERMETICA H1. Modalità dell’attribuzione a Ermete L’attribuzione a Ermete è esplicita e strutturale nella tradizione documentata. La Tavola stessa, nella propria conclusione, fa parlare l’autorità testuale in prima persona identificandola con Ermete Trismegisto. H2. Grado e natura dell’attribuzione ermetica Attribuzione ermetica diretta, di tradizione arabo-medievale, con possibile retroterra tardoantico non documentabile con certezza. H3. Rapporto con Ermete Trismegisto La Tavola di Smeraldo contribuisce in modo decisivo alla costruzione di una nuova configurazione della figura di Ermete. Ermete non è qui principalmente il maestro dialogante del Corpus Hermeticum. È piuttosto: Approfondimenti Testo completo Testo latino TABULA SMARAGDINA HERMETIS TRISMEGISTI […] Incerto interprete Verum, sine mendacio, certum et verissimum: Et sicut omnes res fuerunt ab uno, meditatione unius, Pater eius est Sol, mater eius est Luna, Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, Ascendit a terra in caelum, Sic habebis gloriam totius mundi, Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis: Sic mundus creatus est. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus est hic. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, Completum est quod dixi de operatione Solis. Traduzione italiana È vero, senza menzogna, certo e verissimo: E come tutte le cose derivano da uno, Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, È il padre di ogni perfezione di tutto il mondo. La sua forza è integra, Separerai la terra dal fuoco, Sale dalla terra al cielo, Così avrai la gloria di tutto il mondo, Questa è la forza forte di ogni forza: Così è stato creato il mondo. Da ciò derivano meravigliose applicazioni, Perciò sono chiamato Ermete Trismegisto, È compiuto ciò che ho detto sull’operazione del Sole. Nota: Testo latino della Tabula Smaragdina secondo la tradizione della vulgata latina (textus receptus), nella forma sostanzialmente corrispondente all’edizione a stampa del De alchemia, Norimberga, Johannes Petreius, 1541, a cura di Chrysogonus Polydorus. Grafia e punteggiatura modernizzate. Nota Le schede, gli archivi e i repertori presenti nell’Atlante Esoterico costituiscono strumenti di analisi simbolica, interpretativa e documentaria sviluppati nell’ambito del progetto di ricerca sul Patrimonio Culturale Esoterico. Per una descrizione dettagliata dell’Atlante e della metodologia usata si rimanda alla scheda: Cos’è e come funziona l’Atlante Esoterico. Relazioni con altri elementi dell’Atlante Esoterico Tag: Ermetismo Repertorio dei testi attribuiti a Ermete Trismegisto Tag: HERMETICA
Biblioteca Esoterica In Evidenza
A cura di Ignazio Caloggero
Illustrazione della Tavola di smeraldo dal libro di Heinrich Khunrath Amphitheatrum sapientiae aeternae (1606).
Titolo latino: Tabula Smaragdina
Altre denominazioni: Tavola Smeraldina; Emerald Tablet; Table d’Émeraude
Denominazione araba: generalmente indicata come Lawḥ al-zumurrud, «Tavola di smeraldo»
Autore/attribuzione: attribuita a Ermete Trismegisto
Autore storico: sconosciuto
Datazione sintetica: Prima attestazione documentabile nella tradizione araba, all’interno del Sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa, generalmente collocato tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo; eventuali antecedenti greci o siriaci rimangono ipotetici
Tradizione successiva: araba e latina, quindi nelle principali lingue europee
Categoria: 5.1 – Fonti Primarie Tradizionali
Tipologia: breve testo sapienziale e naturalistico-alchemico della tradizione ermetica arabo-latina
Manoscritto della Tabula (Bibliotheca Philosophica Virtualis)
Quod est inferius est sicut quod est superius,
et quod est superius est sicut quod est inferius,
ad perpetranda miracula rei unius.
sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione.
portavit illud Ventus in ventre suo,
nutrix eius terra est.
suaviter, cum magno ingenio.
iterumque descendit in terram,
et recipit vim superiorum et inferiorum.
ideoque fugiet a te omnis obscuritas.
quia vincet omnem rem subtilem,
omnemque solidam penetrabit.
habens tres partes philosophiae totius mundi.
ciò che è in basso è come ciò che è in alto,
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso,
per compiere i miracoli della cosa unica.
per mediazione di uno,
così tutte le cose sono nate da questa unica cosa, per adattamento.
il Vento lo ha portato nel suo ventre,
la Terra è la sua nutrice.
se viene trasformata in terra.
il sottile dallo spesso,
dolcemente e con grande ingegno.
e di nuovo discende in terra,
e riceve la forza delle cose superiori e inferiori.
e ogni oscurità fuggirà da te.
vince ogni cosa sottile
e penetra ogni cosa solida.
il cui metodo è qui.
possedendo le tre parti della filosofia del mondo.
Di seguito è presentato un elenco di schede provenienti da altri repertori dell’Atlante Esoterico, correlate alla scheda. L’elenco è aggiornato automaticamente dal sistema di gestione dell’Atlante.



















