Tavola Smeraldina (Tavola di Smeraldo)
A cura di Ignazio Caloggero

Illustrazione della Tavola di smeraldo dal libro di Heinrich Khunrath Amphitheatrum sapientiae aeternae (1606).

Pagina di riferimento: Repertorio delle Fonti

PARTE I – REPERTORIO DELLE FONTI

1. Denominazione e identificazione della fonte

Titolo italiano: Tavola di Smeraldo
Titolo latino: Tabula Smaragdina
Altre denominazioni: Tavola Smeraldina; Emerald Tablet; Table d’Émeraude
Denominazione araba: generalmente indicata come Lawḥ al-zumurrud, «Tavola di smeraldo»
Autore/attribuzione: attribuita a Ermete Trismegisto
Autore storico: sconosciuto
Datazione sintetica:  Prima attestazione documentabile nella tradizione araba, all’interno del Sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa, generalmente collocato tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo; eventuali antecedenti greci o siriaci rimangono ipotetici

Lingua della prima forma documentata: arabo
Tradizione successiva: araba e latina, quindi nelle principali lingue europee
Categoria: 5.1 – Fonti Primarie Tradizionali
Tipologia: breve testo sapienziale e naturalistico-alchemico della tradizione ermetica arabo-latina

Presentazione sintetica

La Tavola di Smeraldo è uno dei testi più brevi e, nello stesso tempo, più influenti dell’intera tradizione attribuita a Ermete Trismegisto. Poche proposizioni enigmatiche, dedicate all’unità della natura, alla relazione fra superiore e inferiore, alle forze del Sole, della Luna, del vento e della terra, alla separazione e ricomposizione delle sostanze e a un movimento di ascesa e discesa, hanno dato origine nel corso dei secoli a una vastissima tradizione di commenti filosofici, alchemici, cosmologici ed esoterici.

Secondo la tradizione leggendaria, Ermete avrebbe inciso il proprio insegnamento su una tavola di smeraldo, successivamente ritrovata in circostanze diverse secondo le differenti versioni del racconto. Tra gli scopritori compaiono Balīnūs, cioè l’Apollonio di Tiana della tradizione araba, Alessandro Magno e, in altre varianti, Sara, moglie di Abramo.

La ricostruzione storico-documentaria conduce però in un’altra direzione. La più antica attestazione oggi individuabile compare nella tradizione araba, soprattutto nel Kitāb sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa, «Libro del segreto della creazione e dell’arte della natura», attribuito pseudepigraficamente a Balīnūs/Apollonio di Tiana.

2. Natura documentaria

La Tavola di Smeraldo è un brevissimo testo pseudepigrafico, costituito da una sequenza di proposizioni sapienziali e operative attribuite a Ermete. Non possediamo una tavola materiale corrispondente al manufatto descritto dalle leggende, né un antico manoscritto greco che permetta di risalire direttamente a una presunta forma ellenistica del testo.

La situazione documentaria è invece caratterizzata da diverse recensioni arabe e latine.

La testimonianza più importante si trova nel Sirr al-khalīqa dello pseudo-Apollonio. Qui la Tavola è inserita all’interno di una vera e propria cornice narrativa di scoperta. Balīnūs racconta di essere penetrato in uno spazio sotterraneo situato sotto una statua di Ermete e di avervi trovato un personaggio seduto su un trono, con una tavola e un libro: attraverso il libro acquisisce il «segreto della creazione», attraverso la tavola l’«arte della natura». La tradizione manoscritta araba del Sirr al-khalīqa conserva la Tabula alla conclusione dell’opera.

Il dato è particolarmente importante perché la Tavola non nasce, nella prima forma documentabile, come un libro autonomo nel senso moderno, ma come testo inscritto e rivelato all’interno di un più vasto racconto sapienziale.

Esistono inoltre altre recensioni arabe, fra cui quelle presenti nella tradizione pseudo-aristotelica del Sirr al-asrār / Secretum secretorum e in testi collegati al corpus attribuito a Jābir ibn Ḥayyān.

La successiva tradizione latina produrrà ulteriori versioni e una vera e propria vulgata, sulla quale si svilupperanno commenti e interpretazioni autonome.

3. Datazione e ambiente storico-culturale

Datazione

La datazione costituisce uno dei problemi più delicati della fonte. In passato sono state proposte cronologie molto antiche. La Bibliotheca Philosophica Virtualis presenta, per esempio, una datazione al VI secolo e considera possibile una derivazione da un originale greco perduto. Lo stesso sito, però, elenca i manoscritti concretamente conservati, che sono molto più tardi: XII, XIII, XIV, XV secolo e oltre e la copia effettivamente digitalizzata visibile nel sito è del 1437. (https://www.bphv.eu/it/content/tabula-smaragdina).

Possiamo comunque dire con ragionevole certezza che la Tavola di Smeraldo è documentata con sicurezza nella tradizione araba del primo periodo islamico, in un contesto testuale generalmente collocato tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo. È possibile che essa incorpori materiali precedenti e sono state avanzate ipotesi relative a modelli greci o siriaci, ma non risultano essere stati individuati originali pre-arabi che permetta di dimostrarlo.

Manoscritto della Tabula (Bibliotheca Philosophica Virtualis)

Ambiente storico-culturale

L’ambiente nel quale la Tavola emerge documentariamente è quello della cultura scientifica e sapienziale arabo-islamica dei primi secoli, caratterizzata dalla traduzione, assimilazione e rielaborazione di materiali greci, siriaci, iranici ed ellenistico-egiziani. In questo passaggio la figura di Ermete conosce una straordinaria espansione.

Kevin van Bladel, The Arabic Hermes. From Pagan Sage to Prophet of Science, Oxford University Press, 2009, ha mostrato come la tradizione araba relativa a Ermete fosse già sviluppata molti secoli prima della riscoperta rinascimentale del Corpus Hermeticum: testi astrologici, alchemici, medici e sapienziali venivano tradotti o composti sotto la sua autorità già a partire dall’VIII secolo. La Tavola di Smeraldo appartiene a questo processo di costruzione dell’Ermete arabo come sapiente delle scienze della natura.

4. Lingua originaria e lingue di trasmissione

La prima lingua documentabile è l’arabo. L’ipotesi di un originale greco è antica e continua a essere discussa; è stata ipotizzata anche una possibile mediazione siriaca.

La trasmissione successiva segue invece percorsi ben documentati: tradizione araba → traduzioni latine medievali → tradizioni volgari europee → edizioni rinascimentali e protomoderne.

La traduzione latina del Sirr al-khalīqa realizzata da Ugo di Santalla nella prima metà del XII secolo costituisce uno dei principali canali attraverso i quali la Tavola entra nella cultura latina. Altre forme latine derivano da differenti tradizioni arabe, fra cui quella del Secretum secretorum pseudo-aristotelico. Non esiste quindi una sola traduzione latina perfettamente sovrapponibile all’arabo, ma una famiglia di versioni, progressivamente rielaborate.

5. Tradizione documentaria e storia della trasmissione

La storia della Tavola di Smeraldo è un caso paradigmatico di trasmissione interculturale.

La tradizione araba

Il principale punto di partenza è il: Kitāb sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa (Libro del segreto della creazione e dell’arte della natura), conosciuto anche come Kitāb al-ʿilal, «Libro delle cause», attribuito a Balīnūs, forma araba di Apollonio di Tiana.

Un’altra versione compare in un testo attribuito alla tradizione di Jābir ibn Ḥayyān, il Kitāb Ustuqus al-Uss al-Thānī, mentre un’ulteriore forma entra nella tradizione del Sirr al-asrār pseudo-aristotelico, destinato a enorme fortuna in Occidente come Secretum secretorum.

Il passaggio al latino

Nel XII secolo Ugo di Santalla tradusse dall’arabo il Sirr al-khalīqa, rendendo disponibile anche una versione della Tavola. Altre versioni entrarono nel mondo latino attraverso il Secretum secretorum e attraverso testi alchemici attribuiti a Ermete.

Durante il Medioevo la Tavola cominciò progressivamente a essere letta soprattutto come testo alchemico. Un ruolo importante ebbe il commento attribuito a Hortulanus / Ortolano, generalmente collocato nel XIV secolo, che contribuì a trasformare le enigmatiche proposizioni del testo in una sequenza interpretabile secondo le operazioni dell’arte alchemica.

La stampa

Un momento decisivo nella diffusione moderna è rappresentato dall’edizione: De alchemia, Norimberga, Johannes Petreius, 1541.

La raccolta comprende la Tabula smaragdina de alchemia Hermetis Trismegisti insieme al commento di Hortulanus. La Bibliothèque nationale de France ne documenta precisamente titolo, contenuti e data di pubblicazione.

Si veda: https://catalogue.bnf.fr/ark%3A/12148/cb30492466f.

Da questo momento la Tavola entra pienamente nelle grandi raccolte alchemiche a stampa dell’età moderna.

6. Genere, ambito e funzione della fonte

Potremmo definire il testo come:

  • sapienziale;
  • cosmologico-naturalistico;
  • ermetico-tecnico;
  • talismanico in alcuni aspetti della tradizione araba;
  • prevalentemente alchemico nella ricezione medievale e protomoderna latina.

7. Struttura e contenuti principali

La Tavola di Smeraldo possiede una struttura estremamente condensata. Non è un trattato discorsivo, ma una successione di enunciati brevi, analogici e operativi.

Verità e certezza della conoscenza

Il testo si apre dichiarando la verità e certezza di ciò che sta per comunicare. Non si tratta soltanto di un’introduzione retorica: il discorso si presenta come conoscenza autorevole, fondata su una sapienza che non necessita di ulteriore dimostrazione all’interno della cornice narrativa.

Superiore e inferiore

Il nucleo più celebre stabilisce una relazione fra ciò che è superiore e ciò che è inferiore. La formula sarà successivamente condensata nella ricezione moderna nell’espressione «come in alto, così in basso», diventata quasi un emblema dell’ermetismo. Il significato originario è però più complesso di uno slogan generico sulle corrispondenze. Il testo descrive un universo nel quale livelli differenti della realtà possono operare reciprocamente e partecipare a una medesima struttura.

L’Uno e la molteplicità

Tutte le cose vengono ricondotte a una unità originaria. La molteplicità non è indipendente dall’Uno, ma deriva da esso attraverso un processo di mediazione, adattamento o trasformazione. Questo tema ha favorito le successive letture metafisiche della Tavola, ma nel contesto tecnico può essere letto anche come affermazione dell’esistenza di una materia o principio unitario dal quale derivano le trasformazioni naturali.

Sole, Luna, vento e terra

Il testo presenta quindi una celebre configurazione parentale e cosmologica:

  • il Sole assume la funzione paterna;
  • la Luna quella materna;
  • il vento porta il principio generativo;
  • la terra lo nutre.

Queste immagini sono state interpretate in modi estremamente diversi: cosmologici, astrologici, alchemici, metafisici e psicologici.

Separazione del sottile e del denso

Una seconda parte assume un carattere più chiaramente operativo.

Il testo invita a distinguere e separare: terra e fuoco; sottile e denso,

operando con attenzione e competenza. Questa terminologia diventerà uno dei punti fondamentali dell’interpretazione alchemica: separare, purificare, trasformare e ricomporre.

Ascesa e discesa

La sostanza o principio descritto sale dalla terra verso il cielo e ritorna nuovamente alla terra, ricevendo le forze del superiore e dell’inferiore. È probabilmente uno dei passaggi simbolicamente più potenti dell’intera Tavola. Può essere letto come descrizione di un processo naturale o operativo, ma nelle ricezioni successive viene interpretato anche come modello di circolazione cosmica, trasformazione spirituale e rapporto tra macrocosmo e microcosmo.

La forza capace di penetrare e trasformare

La Tavola descrive infine una forza capace di superare il sottile e penetrare ciò che è solido. La formulazione si presta particolarmente bene all’interpretazione alchemica della trasformazione della materia, ma conserva una polisemia che consentirà letture cosmologiche e spirituali.

Ermete e le tre parti della filosofia

Nella conclusione compare direttamente Ermete Trismegisto, che giustifica il proprio appellativo attraverso il possesso delle «tre parti» della filosofia del mondo.

8. Personaggi, figure e soggetti della trasmissione

La Tavola propriamente detta non possiede una struttura dialogica paragonabile al Corpus Hermeticum o all’Asclepius. La figura centrale è Ermete Trismegisto, che compare come autorità alla quale viene attribuito l’insegnamento e che, nella conclusione del testo, parla in prima persona.

La cornice narrativa araba introduce però un secondo personaggio fondamentale: Balīnūs, cioè lo pseudo-Apollonio di Tiana. Balīnūs non viene presentato come autore della Tavola, ma come scopritore e mediatore di un sapere ermetico precedente.

Le differenti tradizioni successive sostituiranno o affiancheranno a Balīnūs altri scopritori, come Alessandro Magno o Sara, moglie di Abramo. Queste figure appartengono però alla costruzione leggendaria della storia della fonte e non alla sua ricostruzione documentaria.

9. Relazioni con gli altri elementi dell’Atlante Esoterico

Tradizioni e correnti

La relazione principale riguarda l’Ermetismo, in particolare nella sua componente tecnico-operativa e nella successiva tradizione alchemica.

Sono inoltre importanti i rapporti con:

  • la filosofia naturale arabo-islamica;
  • l’alchimia araba;
  • l’alchimia medievale latina;
  • la magia naturale e talismanica;
  • l’ermetismo rinascimentale e protomoderno.

 Simboli e configurazioni simboliche

Particolarmente importanti sono:

  • alto / basso;
  • Uno / molteplicità;
  • Sole / Luna;
  • cielo / terra;
  • sottile / denso;
  • ascesa / discesa;
  • separazione / ricomposizione;
  • occultamento / rivelazione della conoscenza;
  • macrocosmo / microcosmo, soprattutto nella ricezione successiva;
  • trasformazione della materia.

10. Uso, ricezione e trasformazioni storiche

Tradizione araba

Nel contesto arabo la Tavola è inserita in una rete di testi dedicati alla filosofia naturale, alle proprietà delle cose, alla cosmologia, ai talismani e alla trasformazione della materia. Ermete vi assume il ruolo di sapiente antichissimo dal quale possono derivare differenti scienze.

Medioevo latino

Il passaggio al latino produce una trasformazione decisiva. La Tavola viene progressivamente recepita come testo fondamentale dell’alchimia. Il commento di Hortulanus ne offre una lettura sistematicamente orientata verso l’arte della trasformazione dei metalli.

Rinascimento e prima età moderna

Con la stampa, la Tavola entra stabilmente nei grandi repertori alchemici. L’edizione del De alchemia di Norimberga del 1541 la presenta esplicitamente come Tabula smaragdina de alchemia Hermetis Trismegisti, rendendo ormai pienamente visibile l’identificazione tra Tavola e autorità alchemica di Ermete.

Isaac Newton

La fortuna della Tavola raggiunge anche uno dei protagonisti della scienza moderna. Isaac Newton ne copiò il testo latino, ne realizzò una traduzione inglese e vi aggiunse annotazioni e un commento. Il manoscritto è oggi conservato come Keynes Ms. 28, ed è datato dal Newton Project fra gli anni Ottanta e Novanta del XVII secolo.

Ricezione esoterica moderna

Tra XIX e XX secolo la Tavola viene progressivamente reinterpretata come sintesi universale dell’ermetismo. La relazione fra superiore e inferiore viene isolata dal suo contesto originario e trasformata nella celebre formula «come in alto, così in basso», applicata alla relazione macrocosmo-microcosmo, alla trasformazione spirituale, alla psicologia e a numerosi sistemi esoterici moderni.

Per l’Esoterismo Culturale, proprio tale processo di progressiva ampliamento del significato costituisce un fenomeno storico di grande interesse.

11. Problemi critici e questioni aperte

Il primo problema riguarda l’origine del testo. La prima attestazione è araba, ma rimane discusso se il testo sia stato composto direttamente in arabo oppure dipenda da materiali greci o siriaci precedenti.

Un secondo problema riguarda la datazione. Le proposte oscillano notevolmente a seconda del modo in cui viene ricostruita la storia del Sirr al-khalīqa e delle sue diverse recensioni.

Un terzo problema concerne il genere originario. La tradizione latina lo ha trasformato in testo alchemico, mentre il più antico contesto arabo suggerisce un orizzonte più ampio comprendente filosofia naturale, cosmologia e talismani.

Un quarto problema riguarda le differenze fra le versioni arabe e latine. Traduzioni e adattamenti modificano in alcuni casi termini decisivi e, di conseguenza, anche le possibilità interpretative.

12. Valore per lo studio dell’Esoterismo Culturale

La Tavola di Smeraldo costituisce una fonte importante per lo studio dell’Esoterismo Culturale.

Il primo elemento significativo è la sua stratificazione storica.

Abbiamo infatti un testo:

  • documentato inizialmente in ambiente arabo;
  • attribuito a un sapiente dell’Antichità;
  • trasmesso in latino;
  • reinterpretato in senso alchemico;
  • integrato nella cultura rinascimentale;
  • commentato da autori della prima modernità;
  • e infine trasformato in uno dei simboli più conosciuti dell’esoterismo contemporaneo.

La sua identità non può quindi essere separata dalla storia delle sue trasformazioni.

Un secondo elemento è rappresentato dalla densità simbolica. Termini come superiore e inferiore, Sole e Luna, cielo e terra, sottile e denso, ascesa e discesa consentono differenti livelli di lettura e hanno favorito processi di reinterpretazione durati secoli.

Un terzo riguarda la funzione operativa della conoscenza. Il testo non descrive soltanto il cosmo: indica separazioni, movimenti e trasformazioni. Proprio questo carattere ha favorito la ricezione alchemica.

13. Bibliografia essenziale

  • Weisser, Ursula (ed.), Sirr al-khalīqa wa-ṣanʿat al-ṭabīʿa, Aleppo, Maʿhad al-turāth al-ʿilmī al-ʿarabī, 1979. Edizione critica fondamentale del Sirr al-khalīqa, principale contesto della più antica recensione documentata della Tavola.
  • Hermès Trismégiste, La Table d’émeraude et sa tradition alchimique, préf. de Didier Kahn, Paris, Les Belles Lettres, 1994. Il volume riunisce differenti versioni arabe, latine e francesi della Tavola e alcuni importanti testi e commenti della sua tradizione.
  • Ruska, Julius, Tabula Smaragdina. Ein Beitrag zur Geschichte der hermetischen Literatur, Heidelberg, Carl Winter, 1926. Studio fondamentale sulla storia testuale della Tavola. Particolarmente importanti: pp. 107-124 per l’originale arabo e pp. 177-233 per la tradizione latina.
  • Festugière, André-Jean, La rivelazione di Ermete Trismegisto, in particolare il vol. I, dedicato all’astrologia e alle scienze occulte.

PARTE II – ELEMENTI INTEGRATIVI PER IL REPERTORIO DEGLI HERMETICA

H1. Modalità dell’attribuzione a Ermete

L’attribuzione a Ermete è esplicita e strutturale nella tradizione documentata. La Tavola stessa, nella propria conclusione, fa parlare l’autorità testuale in prima persona identificandola con Ermete Trismegisto.

H2. Grado e natura dell’attribuzione ermetica

Attribuzione ermetica diretta, di tradizione arabo-medievale, con possibile retroterra tardoantico non documentabile con certezza.

H3. Rapporto con Ermete Trismegisto

La Tavola di Smeraldo contribuisce in modo decisivo alla costruzione di una nuova configurazione della figura di Ermete.

Ermete non è qui principalmente il maestro dialogante del Corpus Hermeticum.

È piuttosto:

    • sapiente primordiale;
    • conoscitore dei segreti della natura;
    • depositario di una scienza sintetica e universale;
    • autore di una conoscenza scritta destinata a essere nascosta e successivamente ritrovata;
    • autorità della filosofia naturale, dell’alchimia e, nella tradizione araba, anche delle scienze talismaniche.

Approfondimenti

Testo completo

Testo latino

TABULA SMARAGDINA HERMETIS TRISMEGISTI […] Incerto interprete

Verum, sine mendacio, certum et verissimum:
Quod est inferius est sicut quod est superius,
et quod est superius est sicut quod est inferius,
ad perpetranda miracula rei unius.

Et sicut omnes res fuerunt ab uno, meditatione unius,
sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione.

Pater eius est Sol, mater eius est Luna,
portavit illud Ventus in ventre suo,
nutrix eius terra est.

Pater omnis telesmi totius mundi est hic.

Vis eius integra est, si versa fuerit in terram.

Separabis terram ab igne, subtile a spisso,
suaviter, cum magno ingenio.

Ascendit a terra in caelum,
iterumque descendit in terram,
et recipit vim superiorum et inferiorum.

Sic habebis gloriam totius mundi,
ideoque fugiet a te omnis obscuritas.

Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis:
quia vincet omnem rem subtilem,
omnemque solidam penetrabit.

Sic mundus creatus est.

Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus est hic.

Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus,
habens tres partes philosophiae totius mundi.

Completum est quod dixi de operatione Solis.

Traduzione italiana

È vero, senza menzogna, certo e verissimo:
ciò che è in basso è come ciò che è in alto,
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso,
per compiere i miracoli della cosa unica.

E come tutte le cose derivano da uno,
per mediazione di uno,
così tutte le cose sono nate da questa unica cosa, per adattamento.

Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre,
il Vento lo ha portato nel suo ventre,
la Terra è la sua nutrice.

È il padre di ogni perfezione di tutto il mondo.

La sua forza è integra,
se viene trasformata in terra.

Separerai la terra dal fuoco,
il sottile dallo spesso,
dolcemente e con grande ingegno.

Sale dalla terra al cielo,
e di nuovo discende in terra,
e riceve la forza delle cose superiori e inferiori.

Così avrai la gloria di tutto il mondo,
e ogni oscurità fuggirà da te.

Questa è la forza forte di ogni forza:
vince ogni cosa sottile
e penetra ogni cosa solida.

Così è stato creato il mondo.

Da ciò derivano meravigliose applicazioni,
il cui metodo è qui.

Perciò sono chiamato Ermete Trismegisto,
possedendo le tre parti della filosofia del mondo.

È compiuto ciò che ho detto sull’operazione del Sole.

Nota: Testo latino della Tabula Smaragdina secondo la tradizione della vulgata latina (textus receptus), nella forma sostanzialmente corrispondente all’edizione a stampa del De alchemia, Norimberga, Johannes Petreius, 1541, a cura di Chrysogonus Polydorus. Grafia e punteggiatura modernizzate.

Nota 

Le schede, gli archivi e i repertori presenti nell’Atlante Esoterico costituiscono strumenti di analisi simbolica, interpretativa e documentaria sviluppati nell’ambito del progetto di ricerca sul Patrimonio Culturale Esoterico. Per una descrizione dettagliata dell’Atlante e della metodologia usata si rimanda alla scheda: Cos’è e come funziona l’Atlante Esoterico. 

Relazioni con altri elementi dell’Atlante Esoterico
Di seguito è presentato un elenco di schede provenienti da altri repertori dell’Atlante Esoterico, correlate alla scheda. L’elenco è aggiornato automaticamente dal sistema di gestione dell’Atlante.

Tag: Ermetismo

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