William J. Lewis

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William J. Lewis (1923 -) Naturalista e autore nel campo dell’Interpretazione, noto soprattutto per il suo libro “Interpreting for Park Visitors”, pubblicato per la prima volta nel 1960 e successivamente aggiornato in diverse edizioni. Questo volume è considerato uno dei classici dell’interpretazione e ha avuto un impatto significativo nella definizione e nello sviluppo delle pratiche interpretative.

Nel libro, Lewis introduce due concetti chiave che continuano a essere centrali per il settore:

  1. Approccio Tematico: Lewis sottolinea l’importanza di organizzare il processo interpretativo attorno a un tema chiaro e coerente. Secondo l’autore, un tema ben definito non solo guida l’interprete nella costruzione del percorso, ma aiuta i partecipanti a comprendere il significato del fenomeno interpretato. Il tema, quindi, diventa il filo conduttore dell’intera esperienza, contribuendo a creare un impatto duraturo e memorabile.
  2. Triangolo Interpretativo: Uno dei contributi più importanti di Lewis è l’introduzione del triangolo interpretativo, una rappresentazione schematica del processo di comunicazione interpretativa basata su tre elementi fondamentali:
    • L’Oggetto da Interpretare (Fenomeno): Il patrimonio culturale o naturale che costituisce il cuore dell’esperienza interpretativa. Può trattarsi di un elemento materiale (un sito archeologico, un’opera d’arte) o immateriale (una tradizione, un racconto).
    • L’Interprete: Il mediatore tra il fenomeno e il partecipante, responsabile di rendere il patrimonio accessibile, interessante e significativo attraverso tecniche narrative, educative e immersive.
    • Il Partecipante: L’osservatore o il fruitore del percorso interpretativo, che non è visto come un ricevitore passivo, ma come una parte attiva del processo, chiamato a interagire con il fenomeno e con l’interprete.

Il triangolo interpretativo evidenzia la relazione dinamica e interdipendente tra questi tre elementi. Lewis sottolinea che l’efficacia dell’interpretazione dipende dalla capacità dell’interprete di costruire un ponte tra il fenomeno e il partecipante, tenendo conto delle esperienze, delle aspettative e delle emozioni di quest’ultimo.

L’Influenza di William J. Lewis sull’Interpretazione del Patrimonio Culturale

Lewis ha contribuito a trasformare l’interpretazione in un processo strutturato, in cui la comunicazione è vista come un’interazione attiva tra le parti. Ha anche posto l’accento sulla necessità di rendere l’interpretazione rilevante per il pubblico, basandosi su approcci personalizzati e tematici che risuonino con i visitatori.

La rappresentazione del triangolo interpretativo ha influenzato molte pratiche moderne di interpretazione, specialmente nei parchi nazionali e nei siti culturali, dove gli interpreti sono formati per creare esperienze che siano:

  • Rilevanti: Adattate al contesto culturale e personale del pubblico.
  • Tematiche: Strutturate attorno a un messaggio centrale che guida l’intero percorso.
  • Partecipative: Coinvolgendo attivamente il pubblico per stimolare riflessione, emozione e connessione.

Grazie alle sue intuizioni, Lewis ha gettato le basi per un approccio metodico all’interpretazione, che considera la comunicazione come un processo triadico e interattivo. La sua influenza è evidente nelle attuali pratiche di interpretazione, che continuano a valorizzare la connessione tra patrimonio oggetto dell’interpretazione, interprete e partecipante.

Lewis identifica l’interprete come una componente essenziale del triangolo dell’interpretazione, evidenziando il ruolo centrale che questa figura svolge nel creare un ponte tra il patrimonio e il pubblico. Questo concetto è particolarmente evidente nei casi di interpretazione diretta (o personale), in cui l’interprete è fisicamente presente e interagisce direttamente con i partecipanti, guidandoli attraverso un percorso che unisce narrazione, conoscenza e coinvolgimento emotivo.

Tuttavia, è opportuno ampliare questa visione per includere anche la interpretazione mediata (o non-personale), in cui l’interprete non è fisicamente presente durante l’esperienza. In tali contesti, il terzo elemento del triangolo interpretativo può essere inteso come il processo di interpretazione, che rappresenta il risultato della progettazione e della visione creativa di uno o più interpreti. Questo processo si concretizza attraverso strumenti e supporti, come cartelli informativi, mappe, audioguide, applicazioni multimediali o percorsi tematici progettati per coinvolgere il pubblico in modo autonomo.

La distinzione tra interpretazione diretta e mediata diventa particolarmente utile per comprendere come il ruolo dell’interprete si adatti a diversi contesti. Nel caso dell’interpretazione diretta, l’interprete agisce come mediatore attivo, personalizzando l’esperienza in base alle reazioni e alle esigenze del pubblico. Nel caso dell’interpretazione mediata, invece, l’interprete opera “dietro le quinte”, progettando strumenti che guidano l’esperienza del visitatore in modo indiretto ma mirando agli  stessi obiettivi.

Anche quando l’interprete non è fisicamente presente, la sua influenza agisce sul  processo di interpretazione. La scelta dei contenuti, la selezione degli strumenti e l’organizzazione del percorso interpretativo riflettono le sue competenze, la sua visione e la sua capacità di anticipare le aspettative e i bisogni dei visitatori. Il processo di interpretazione mediata diventa quindi un’estensione del lavoro dell’interprete, che agisce come “regista invisibile” dell’esperienza.

Lewis e i Principi interpretativi

William J. Lewis ha contribuito in modo sostanziale alla sistematizzazione dell’Interpretazione del Patrimonio, sia dal punto di vista concettuale (tema, triangolo) che operativo (progettazione, adattamento, relazione). La sua influenza è evidente in alcuni  dei diciotto principi esperienziali:

  • Approccio Relazionale (Principio 4): Lewis sottolinea la centralità delle relazioni: l’interprete crea connessioni tra il patrimonio e il pubblico, riconoscendo le esperienze e le emozioni del visitatore come parte essenziale dell’esperienza.
  • Partecipazione Diretta (Principio 5): Il partecipante non è un ricevitore passivo, ma un soggetto coinvolto. Che si tratti di interpretazione diretta o mediata, Lewis mette l’accento sull’interazione e l’attivazione del pubblico.
  • Approccio tematico (Principio 7): Lewis sottolinea l’importanza di organizzare il processo interpretativo attorno a un tema chiaro e coerente: “un tema ben definito non solo guida l’interprete… ma contribuisce a creare un impatto duraturo e memorabile“.
  • Approccio sistemico (Principio 13): Il triangolo interpretativo è un sistema integrato, dove i tre poli non sono autonomi ma interdipendenti. La qualità dell’esperienza nasce dalle interazioni tra fenomeno, interprete e partecipante, in linea con la visione olistica del principio.
  • Approccio su misura (Principio 14): La capacità dell’interprete di progettare contenuti adatti al pubblico anche quando non è fisicamente presente rappresenta un’applicazione di questo principio.

Per una descrizione dei principi interpretativi si rimanda alla scheda : I 18 Principi della Heritage Interpretation 

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