Cos’è e come funziona il Repertorio delle Tradizioni, Religioni Iniziatiche e dei Sistemi Simbolici Storici
 A cura di Ignazio CaloggeroRituale di iniziazione dalla Villa dei misteri di Pompei

Il Repertorio delle Tradizioni, delle Religioni Iniziatiche e dei Sistemi Simbolici Storici rientra nel progetto “Atlante Esoterico“-

Le sotto-sezioni 4.1–4.4 non rappresentano categorie mutuamente esclusive, ma diversi livelli di analisi del fenomeno esoterico. Una stessa tradizione può presentare caratteristiche riconducibili a più sezioni (ad esempio dimensione iniziatica, elaborazione dottrinale, applicazione operativa e strutturazione istituzionale). La classificazione adottata ha quindi funzione analitica e interpretativa, non tassonomica rigida.

4.1 Religioni misteriche e correnti religiose a carattere iniziatico: Tradizioni religiose o correnti spirituali nelle quali l’accesso pieno al significato dottrinale, simbolico o esperienziale avviene attraverso un percorso progressivo, differenziato e trasformativo. Tale accesso può essere mediato da rituali iniziatici, pratiche ascetiche, discipline contemplative o trasmissioni riservate, e comporta una trasformazione simbolica o reale dell’individuo. Elenco temporaneo non esaustivo: Misteri Eleusini, Misteri Dionisiaci, Misteri Orfici, Misteri Mitraici, Misteri di Iside, Culti cabirici, Cabala ebraica, Sufismo islamico (ordini come Mevlevi, Qadiriyya, Naqshbandiyya, Bektashi), Esicasmo cristiano orientale, Tantra (induista e buddhista), Vajrayāna (buddhismo tibetano)

4.2 Tradizioni sapienziali e filosofiche: Sistemi dottrinali, filosofici o sapienziali che elaborano una visione metafisica, cosmologica e simbolica del reale, fondata su principi, analogie e strutture interpretative coerenti. Tali tradizioni possono essere trasmesse in forma pubblica o riservata e costituiscono il quadro teorico di riferimento per molte correnti esoteriche. Elenco temporaneo non esaustivo: Pitagorismo, Platonismo, Neoplatonismo (Plotino, Porfirio, Proclo), Ermetismo ellenico,  Tradizione Ermetica Tardo-Antica, Filosofia arabo-islamica a orientamento simbolico (Suhrawardī e l’Illuminazionismo), Tradizione neoplatonica medievale, Ermetismo rinascimentale (Marsilio Ficino, Pico della Mirandola), Filosofia della natura (Paracelso), Tradizione cabalistica cristiana (diversa dalla Cabala ebraica)

4.3 Sistemi simbolici operativi: Tradizioni e sistemi nei quali il simbolo non è soltanto oggetto di interpretazione, ma strumento attivo di trasformazione. Il simbolo viene applicato secondo metodi, pratiche o tecniche codificate, finalizzate a produrre effetti sul piano spirituale, psicologico o cosmologico. Elenco temporaneo non esaustivo: Alchimia (ellenistica, araba, medievale latina, rinascimentale, spirituale moderna), Cabala (dimensione operativa), Tradizioni orientali operative (Tantra,  Vajrayāna, Taoismo interno), Rosacrocianesimo simbolico (dimensione operativa)

4.4: Ordini iniziatici e tradizioni simboliche strutturate dell’età moderna: Istituzioni, confraternite o ordini storicamente documentati, caratterizzati da una struttura organizzativa definita, ritualità codificata, sistema di gradi progressivi, trasmissione regolata e continuità nel tempo. In questi contesti, il simbolismo è integrato in un sistema istituzionale e pedagogico formalizzato. Elenco temporaneo non esaustivo: Rosacrocianesimo organizzato, Ordini Martinisti, Massoneria, Confraternite (ṭuruq) in fase storica istituzionalizzata

L’Atlante considera queste tradizioni non come fenomeni marginali o settoriali, ma come contesti generativi entro cui si sono formati simboli, narrazioni, luoghi e sistemi di pensiero che costituiscono il Patrimonio Culturale Esoterico. 

Di seguito una approfondimento delle singole categorie.

4.1 Religioni misteriche e correnti religiose a carattere iniziatico

Rito: Il simbolo diventa rito e, attraverso l’esperienza iniziatica, trasforma l’essere umano all’interno di un orizzonte religioso.

4.1 Religioni misteriche e correnti religiose a carattere iniziatico

Tradizioni religiose o correnti spirituali nelle quali l’accesso pieno al significato dottrinale, simbolico o esperienziale avviene attraverso un percorso progressivo, differenziato e trasformativo. Tale accesso può essere mediato da rituali iniziatici, pratiche ascetiche, discipline contemplative o trasmissioni riservate, e comporta una trasformazione simbolica o reale dell’individuo

Elenco non esaustivo:

  • Misteri Eleusini
  • Misteri Dionisiaci
  • Misteri Orfici
  • Misteri Mitraici
  • Misteri di Idide
  • Culti cabirici
  • Cabala ebraica (nelle sue diverse scuole storiche)
  • Sufismo islamico (ordini come Mevlevi, Qadiriyya, Naqshbandiyya, Bektashi)
  • Esicasmo cristiano orientale
  • Tantra (induista e buddhista)
  • Vajrayāna (buddhismo tibetano)

Fattori caratterizzanti delle Religioni Misteriche e Correnti Religiose a Carattere Iniziatico

  1. Presenza di un rito di iniziazione formalizzato
    • Esistenza di un rituale di accesso chiaramente definito.
    • Atto simbolico che segna un passaggio di stato.
    • Distinzione tra prima e dopo l’iniziazione.
    • Riconoscimento da parte della comunità iniziatica del cambiamento di status.
  1. Simbolismo di morte e rinascita
    • Esperienza rituale che rappresenta una discesa, una prova o una dissoluzione.
    • Seguita da rinascita, illuminazione o rigenerazione.
    • Struttura narrativa fondata su perdita e recupero.
    • Correlazione con cicli naturali (stagionali, cosmici, agricoli).
  1. Distinzione tra livello pubblico ed esoterico
    • Differenza tra culto aperto e insegnamento riservato.
    • Presenza di contenuti non divulgabili.
    • Segretezza rituale o simbolica.
    • Trasmissione limitata a chi è ammesso.
  1. Struttura progressiva del percorso
    • Presenza di gradi iniziatici o fasi evolutive.
    • Insegnamenti trasmessi in modo graduale.
    • Accesso differenziato ai contenuti.
    • Approfondimento simbolico progressivo.
  1. Funzione trasformativa dell’iniziazione
    • L’iniziazione non è meramente rituale, ma trasformativa.
    • Finalità soteriologica (salvezza, liberazione, beatitudine ultraterrena).
    • Miglioramento dello stato dell’anima.
    • Trasfigurazione simbolica dell’identità.
  1. Presenza di una mitologia fondativa strutturata
    • Esistenza di un mito centrale.
    • Narrazione archetipica con funzione pedagogica.
    • Drammatizzazione simbolica di eventi divini.
    • Modello mitico che giustifica il rito.
  1. Cosmologia simbolica coerente
    • Visione strutturata del cosmo.
    • Relazione tra macrocosmo e microcosmo.
    • Gerarchie spirituali o livelli dell’essere.
    • Corrispondenza tra ordine naturale e ordine spirituale.

Una religione misterica non è priva di dottrina: possiede una visione del mondo.

  1. Centralità dell’esperienza rituale
    • Forte dimensione performativa.
    • Uso di spazi rituali dedicati.
    • Coinvolgimento sensoriale (luce, suono, silenzio, processioni).
    • Esperienza emotiva e simbolica condivisa.

Il rito è esperienza vissuta, non solo insegnamento teorico.

  1. Spazi simbolici strutturati
    • Luoghi architettonici progettati per l’iniziazione.
    • Percorsi rituali fisici (processioni, attraversamenti).
    • Ambienti che favoriscono l’esperienza vissuta.

Lo spazio non è neutro: è parte integrante del dispositivo iniziatico.

  1. Comunità degli iniziati
    • Esistenza di un gruppo distinto.
    • Identità collettiva condivisa.
    • Fraternità o appartenenza simbolica.
  1. Dimensione etica o disciplinare
    • Richiesta di purificazione o preparazione.
    • Norme comportamentali specifiche.
    • Disciplina spirituale.
    • Prove preliminari.
  1. Concezione differenziata del destino post-mortem
    • Promessa di beatitudine o stato privilegiato.
    • Miglior destino ultraterreno.
    • Accesso a una conoscenza salvifica.
    • Superamento della condizione ordinaria.
  1. Trasmissione regolata
    • Linee di successione sacerdotale o iniziatica.
    • Ruolo di un maestro o ierofante.
    • Controllo della legittimità dell’accesso.
  1. Linguaggio simbolico non letterale
    • Interpretazione multilivello.
    • Comprensione graduale dei simboli.
  1. Finalità di conoscenza interiore
    • Conoscenza di sé in relazione al cosmo.
    • Realizzazione dell’identità profonda.
    • Trasformazione dell’essere.
    • Superamento dello stato profano.

 

4.2 Tradizioni sapienziali e filosofiche

Conoscenza: Il simbolo si fa conoscenza e costruisce una visione coerente del cosmo, offrendo una comprensione ordinata della realtà e del posto dell’uomo in essa.

4.2 Tradizioni sapienziali e filosofiche:  Sistemi dottrinali, filosofici o sapienziali che elaborano una visione metafisica, cosmologica e simbolica del reale, fondata su principi, analogie e strutture interpretative coerenti. Tali tradizioni possono essere trasmesse in forma pubblica o riservata e costituiscono il quadro teorico di riferimento per molte correnti esoteriche.

Elenco non esaustivo:

    • Pitagorismo
    • Platonismo
    • Neoplatonismo (Plotino, Porfirio, Proclo)
    • Ermetismo ellenistico (Corpus Hermeticum)
    • Filosofia arabo-islamica a orientamento simbolico (Suhrawardī e l’Illuminazionismo)
    • Tradizione neoplatonica medievale
    • Ermetismo rinascimentale (Marsilio Ficino, Pico della Mirandola)
    • Filosofia della natura (Paracelso)
    • Tradizione cabalistica cristiana

Fattori caratterizzanti delle Tradizioni sapienziali e filosofiche

  1. Fattori “Ereditati” dalla Matrice Iniziatica (4.1)

Questi elementi possono essere presenti anche nelle tradizioni sapienziali, ma vengono rielaborati in forma teorica, simbolica o metafisica.

  1. Struttura progressiva della conoscenza
    • Accesso graduale ai contenuti
    • Livelli di comprensione differenziati
    • Approfondimento progressivo del simbolo

Differenza:

    • In 4.1 è progressione rituale.
    • In 4.2 è progressione intellettuale o contemplativa.
  1. Linguaggio simbolico multilivello
    • Interpretazione non letterale
    • Pluralità di livelli di significato
    • Allegoria e analogia

Nella 4.2 il simbolismo diventa strumento filosofico sistematico.

  1. Finalità trasformativa della conoscenza
    • Superamento dello stato ordinario
    • Elevazione dell’essere
    • Trasformazione interiore

Differenza:

    • In 4.1 è esperienza rituale.
    • In 4.2 è elevazione intellettuale o ontologica.
  1. Comunità o scuola di trasmissione
    • Presenza di un gruppo di trasmissione
    • Rapporto maestro-discepolo
    • Identità condivisa

Differenza:

    • In 4.1 è comunità cultuale.
    • In 4.2 è scuola filosofica.
  1. Concezione gerarchica del reale

Molte tradizioni sapienziali concepiscono la realtà come articolata in livelli qualitativamente distinti, nei quali il mondo sensibile è l’espressione più esterna di un principio unitario. Questa struttura multilivello, già presente nelle cosmologie misteriche (punto 7 dei fattori associati alla sezione 4.1), viene rielaborata in forma filosofica e sistematica.

Ad esempio, nel Neoplatonismo la realtà è pensata come una progressiva emanazione dall’Uno — principio assoluto e ineffabile — all’Intelletto (Nous), poi all’Anima e infine al mondo sensibile.  

  1. Fattori Specifici della Sezione 4.2 (propri delle Tradizioni Sapienziali e Filosofiche)

Questi elementi distinguono la 4.2 dalla 4.1.

  1. Sistema metafisico coerente e formalizzato
    • Architettura ontologica strutturata
    • Concettualizzazione teorica del reale
    • Definizione filosofica dei principi

Nella 4.1 la metafisica è implicita; nella 4.2 è esplicita e sistematizzata.

  1. Centralità della dottrina rispetto al rito
    • Prevalenza della speculazione teorica
    • Elaborazione concettuale
    • Corpus sistematico di insegnamenti

Il rito non è il centro strutturale.

  1. Corpus testuale strutturato
    • Opere riconosciute
    • Tradizione esegetica
    • Commentari
    • Continuità interpretativa
  1. Principio di analogia come chiave epistemologica
    • Macrocosmo/microcosmo
    • Corrispondenze ontologiche
    • Simmetria simbolica del reale
  1. Elaborazione cosmologica sistematica
    • Struttura dell’essere
    • Gerarchie ontologiche
    • Ordine intelligibile del cosmo
  1. Influenza culturale trasversale
    • Incidenza su arte e architettura
    • Impatto su religioni e ordini
    • Riprese in epoche successive

Sintesi metodologica

Le Tradizioni Sapienziali e Filosofiche (4.2) possono riprendere alcuni elementi presenti nelle religioni misteriche (4.1), come l’idea di un percorso progressivo di approfondimento e l’uso di un linguaggio simbolico che richiede diversi livelli di interpretazione.

Tuttavia, si distinguono da esse perché non pongono al centro un rito iniziatico religioso.
Il loro nucleo strutturale è la costruzione sistematica di una visione metafisica del reale, espressa attraverso un corpus dottrinale coerente e organizzato.

In altre parole:

  • nella 4.1 la trasformazione avviene principalmente attraverso l’esperienza rituale;
  • nella 4.2 la trasformazione non passa dal rito, ma dalla comprensione del significato simbolico del cosmo e del posto dell’essere umano al suo interno.

4.3 Sistemi simbolici operativi

Metodo: Il simbolo si fa pratica e diventa strumento di lavoro interiore, applicato secondo un metodo che agisce e trasforma interiormente.

4.3 Sistemi simbolici operativi: Tradizioni e sistemi nei quali il simbolo non è soltanto oggetto di interpretazione, ma strumento attivo di trasformazione. Il simbolo viene applicato secondo metodi, pratiche o tecniche codificate, finalizzate a produrre effetti sul piano spirituale, psicologico o cosmologico. 

Elenco non esaustivo:

  • Alchimia (ellenistica, araba, medievale latina, rinascimentale, spirituale moderna)
  • Cabala (dimensione operativa)
    • Cabala teurgica
    • Cabala lurianica (dimensione cosmologica e riparativa)
  • Tradizioni orientali operative
    • Yoga tantrico
    • Taoismo alchemico (Neidan, alchimia interna)
    • Pratiche energetiche simboliche (qi, prāṇa)
  • Rosacrocianesimo simbolico (dimensione operativa)
    • Correnti rosacrociane moderne con ritualità strutturata

Fattori caratterizzanti dei Sistemi Simbolici Operativi

  1. Elementi ereditati dalla 4.1 (Matrice Iniziatica Religiosa)

Questi fattori derivano storicamente dalle religioni misteriche, ma vengono rielaborati in chiave tecnica.

  1. Struttura trasformativa
    • Superamento dello stato profano
    • Trasformazione dell’identità
    • Passaggio simbolico di stato

Differenza:

    • In 4.1 è rito religioso.
    • In 4.3 è processo tecnico-operativo.
  1. Progressività del percorso
    • Fasi successive
    • Accesso graduale
    • Percorso non immediato

Nella 4.3 le fasi diventano sequenze operative (es. nigredo–albedo–rubedo).

  1. Linguaggio simbolico non letterale
    • Allegoria
    • Simbolismo multilivello
    • Velatura del contenuto
  1. Esperienza trasformativa vissuta
    • Coinvolgimento dell’operatore
    • Processo esperienziale

Ma qui l’esperienza è frutto dell’operazione, non del rito comunitario.

  1. Elementi ereditati dalla 4.2 (Tradizioni Sapienziali e Filosofiche)

Questi fattori derivano dalla sistematizzazione metafisica e analogica.

  1. Principio di analogia
    • Macrocosmo/microcosmo
    • Corrispondenze simboliche
    • Struttura gerarchica del reale

Nella 4.3 l’analogia diventa strumento operativo applicato.

  1. Cosmologia strutturata
    • Visione ordinata del cosmo
    • Gerarchie ontologiche
    • Ordine simbolico coerente
  1. Corpus testuale sistematico
    • Testi strutturati
    • Tradizione interpretativa
    • Continuità esegetica
  1. Finalità di elevazione ontologica
    • Perfezionamento dell’essere
    • Reintegrazione
    • Realizzazione dell’unità
  1. Fattori Specifici della 4.3 (Propri dei Sistemi Simbolici Operativi)

Questi elementi distinguono la 4.3 sia dalla 4.1 sia dalla 4.2.

  1. Centralità del metodo operativo
    • Sequenza tecnica formalizzata
    • Procedimento strutturato
    • Applicazione pratica del simbolo

Il simbolo non è solo contemplato: è usato.

  1. Trasformazione della materia, energia o immaginazione

A seconda della tradizione:

    • Trasmutazione della materia (alchimia)
    • Trasformazione dell’energia vitale (taoismo interno)
    • Operazione sul nome o sulle lettere (cabala teurgica)
    • Lavoro sull’immaginazione attiva
  1. Linguaggio tecnico-criptico
    • Metafore operative
    • Codici simbolici
    • Necessità di interpretazione interna
  1. Indipendenza da una istituzione unica
    • Non richiede una fondazione centralizzata
    • Può esistere in scuole diverse
    • Non necessita di gerarchia amministrativa

Questo distingue la 4.3 dalla 4.4.

  1. Possibile integrazione in ordini senza coincidere con essi

Un sistema operativo può essere:

    • adottato da un ordine
    • reinterpretato in chiave rituale
    • integrato in strutture 4.4

Ma mantiene una propria autonomia strutturale.

Sintesi metodologica

I Sistemi Simbolici Operativi (4.3) possono ereditare dalle religioni misteriche (4.1) la struttura trasformativa e dalle tradizioni sapienziali (4.2) la visione cosmologica e il principio di analogia.

Si distinguono tuttavia perché il loro centro non è né il rito religioso né la costruzione teorica della metafisica, ma l’applicazione pratica del simbolo secondo un metodo strutturato.

In questa categoria il simbolo non è soltanto contemplato o celebrato: è utilizzato come strumento tecnico di trasformazione.

In altre parole:

    • nella 4.1 la trasformazione è rituale;
    • nella 4.2 è contemplativa e metafisica;
    • nella 4.3 è operativa e metodica.

 

4.4 Ordini iniziatici e tradizioni simboliche strutturate dell’età moderna

Istituzione: Il simbolo si organizza in una forma istituzionale stabile, dove rito, conoscenza e metodo vengono custoditi e trasmessi attraverso una struttura rituale formalizzata.

4.4: Ordini iniziatici e tradizioni simboliche strutturate dell’età moderna

Istituzioni, confraternite o ordini storicamente documentati, caratterizzati da una struttura organizzativa definita, ritualità codificata, sistema di gradi progressivi, trasmissione regolata e continuità nel tempo. In questi contesti, il simbolismo è integrato in un sistema istituzionale e pedagogico formalizzato. 

A differenza delle tradizioni filosofiche o operative non istituzionalizzate, qui il percorso è regolato da appartenenza formale a un ordine.

Elenco non esaustivo:

  • Massoneria
  • Rosacrocianesimo organizzato
  • Ordini Martinisti
  • Ordini sufi strutturati (in chiave istituzionale moderna)

Fattori caratterizzanti gli ordini iniziatici e tradizioni simboliche strutturate dell’età moderna

  1. Elementi ereditati dalla 4.1 (Matrice Iniziatica Religiosa)

Questi fattori derivano dalla struttura iniziatica classica.

  1. Rito di iniziazione formalizzato
    • Passaggio simbolico di stato
    • Distinzione iniziato/profano
    • Esperienza rituale trasformativa
  1. Progressione per gradi
    • Percorso strutturato
    • Accesso differenziato ai contenuti
  1. Centralità dello spazio simbolico
    • Tempio/loggia
    • Drammatizzazione rituale
  1. Comunità degli iniziati
    • Identità collettiva
    • Fraternità simbolica
  1. Elementi ereditati dalla 4.2 (Tradizioni Sapienziali e Filosofiche)

Gli ordini moderni non sono solo rituali: spesso incorporano sistemi metafisici.

  1. Cosmologia simbolica strutturata
    • Visione gerarchica del reale
    • Ordine analogico
  1. Principio di analogia
    • Macrocosmo/microcosmo
    • Corrispondenze simboliche
  1. Corpus dottrinale implicito o esplicito
    • Catechismi
    • Istruzioni filosofiche
    • Sistema interpretativo
  1. Finalità di elevazione ontologica
    • Perfezionamento dell’essere
    • Lavoro sulla conoscenza di sé
  1. Elementi ereditati dalla 4.3 (Sistemi Simbolici Operativi)

Molti ordini moderni integrano pratiche operative.

  1. Metodo simbolico applicato
    • Lavoro rituale strutturato
    • Uso operativo del simbolo
  1. Sequenzialità trasformativa
    • Lavoro graduale su sé stessi
    • Interiorizzazione progressiva
  1. Linguaggio tecnico-criptico
    • Velatura simbolica
    • Codici interni
  1. Possibile integrazione di pratiche operative
    • Alchimia simbolica
    • Cabala ritualizzata
    • Visualizzazioni o meditazioni guidate
  1. Fattori Strutturali Specifici della 4.4 (Propri degli Ordini Moderni)

Questi sono i veri elementi distintivi.

  1. Atto fondativo documentabile
    • Data identificabile
    • Fondatore o nucleo originario
    • Documenti costitutivi
  1. Struttura organizzativa formalizzata
    • Gerarchia funzionale
    • Cariche ufficiali
    • Regolamenti scritti
  1. Sistema di gradi codificato giuridicamente
    • Progressione regolamentata
    • Differenziazione amministrativa
  1. Corpus rituale ufficiale
    • Manuali rituali scritti
    • Stabilità simbolica nel tempo
  1. Produzione archivistica e continuità istituzionale
    • Verbali
    • Atti ufficiali
    • Presenza storica documentata
  1. Autocoscienza identitaria organizzativa
    • Narrazione ufficiale delle origini
    • Codice etico interno

Sintesi metodologica

Gli Ordini Iniziatici Moderni (4.4) possono integrare:

    • la struttura rituale delle religioni misteriche (4.1),
    • la visione metafisica delle tradizioni sapienziali (4.2),
    • e talvolta il metodo trasformativo dei sistemi operativi (4.3).

Si distinguono tuttavia per la presenza di una istituzione formalizzata, storicamente documentata, dotata di organizzazione interna, sistema di gradi codificato e continuità verificabile.

Il loro nucleo strutturale non è solo il rito, né solo la metafisica, né solo il metodo: è l’istituzione rituale organizzata.

In altre parole:

    • nella 4.1 il centro è il rito religioso;
    • nella 4.2 è la costruzione metafisica;
    • nella 4.3 è il metodo operativo;
    • nella 4.4 è la struttura istituzionale che stabilizza e organizza questi elementi.

Nota 1: Differenza tra le sezioni 4.3 e 4.4

4.3 – Sistemi simbolici operativi

Qui il nucleo è il procedimento tecnico simbolico.

    • Esiste una sequenza operativa.
    • Il simbolo è strumento di lavoro.
    • L’operazione può esistere anche senza un’istituzione formalizzata.
    • L’identità del sistema non dipende da un’organizzazione stabile.

Esempio: L’alchimia esiste anche senza un Ordine alchemico universale. È un sistema operativo diffuso in scuole, laboratori, testi, ma non è un’istituzione unica.

Il centro è: la trasformazione attraverso un metodo simbolico tecnico.

4.4 – Ordini iniziatici strutturati

Qui il nucleo è l’istituzione rituale gerarchica.

    • Esiste una fondazione storica.
    • Esiste una struttura organizzativa.
    • Esiste un sistema di gradi formalizzato.
    • L’identità dipende dall’appartenenza all’ordine.

Esempio: La Massoneria non è solo un metodo simbolico: è un’istituzione con logge, costituzioni, obbedienze.

Il centro è: l’organizzazione rituale e la progressione istituzionale.

Qualora nuove evidenze storiche documentino l’esistenza di una struttura istituzionale formalizzata precedentemente non attestata, un sistema simbolico (4.3) potrà essere ricollocato nella sezione 4.4

Nota 2:  Principio di Prevalenza Strutturale

Molte tradizioni presentano elementi appartenenti a più categorie.

La classificazione avviene individuando l’elemento strutturale predominante:

    • se prevale il rito religioso → 4.1
    • se prevale la metafisica simbolica → 4.2
    • se prevale il metodo operativo → 4.3
    • se prevale la struttura istituzionale moderna → 4.4

Nota 3:  Il Repertorio è uno strumento metodologico dinamico.

Le tradizioni sono classificate in base alle evidenze storiche disponibili e possono essere ricollocate qualora nuove fonti documentarie modifichino la comprensione del loro nucleo strutturale. La classificazione è pertanto dinamica e fondata sullo stato attuale della ricerca.

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