John Veverka

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John Veverka e Direttore del “The Heritage Interpretation Training Center” e editore delle riviste “InterpNEWS” e “Interpretive Explorer magazines”. Autore dei seguenti interessantissimi volumi: 

  • John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011
  • John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume Two: Selected Essays Philosophy, Theory and Practice – 2011

Nei due volumi Veverka riprende e approfondisce i concetti teorici alla base del processo di interpretazione, rivedendo e revisionando i sei principi di Tilden, inoltre, fornisce gli strumenti pratici che gli interpreti possono usare per progettare e realizzare un percorso interpretativo.

Veverka, inoltre descrive la comunicazione interpretativa come un processo di comunicazione basato sui sei principi di Tilden distinguendo tra stile informativo e stile interpretativo[1].

  • Stile informativo: Vengono fornite semplici informazioni, la comunicazione è basata sulla trasmissione di fatti ed elencazione di cose o gli aspetti che riguardano il bene raccontato.
  • Stile interpretativo: Viene rivelata una storia ed un messaggio più alto al di là della rappresentazione degli stessi fatti. Lo stile interpretativo permette di mettere ai visitatori di mettersi in relazione con il “fenomeno” che viene interpretato

La differenza tra i due stili non è ciò che presentiamo, ma come lo presentiamo. Gli stili informativi dispensano semplicemente i fatti, come una guida sul campo elenca e descrive le specie, per esempio. Ma lo stile interpretativo rivela una storia o un messaggio più ampio, basandosi sui Principi di Tilden per aiutare il visitatore a relazionarsi con quel messaggio.

L’interpretazione vista come processo di comunicazione è stata ribadita in altre realtà, tra cui l’Associazione Interpretation Canada che negli anni Settanta ne diede una definizione formale: 

“Interpretazione è un processo di comunicazione, progettato per rivelare i significati e le relazioni del nostro patrimonio culturale e naturale, attraverso il coinvolgimento con gli oggetti, i manufatti, i paesaggi e i siti”[2]

Veverka inoltre rivede e presenta in versione abbreviata, i sei principi di Tilden chiamandoli “Tilden’s Tips” (I consigli di Tilden).

Di seguito i “Tilden’s Tips” di Veverka che rappresentano il processo di comunicazione interpretativa[3]:

1 Provocare (Provoke): Iniziare l’interpretazione con una affermazione provocatoria, un titolo o un’altra tecnica per attirare l’attenzione dei visitatori e stimolare l’interesse e l’attenzione per la comunicazione da seguire.

2 Correlare (Relate): Correlare (relazionare) l’essenza, l’importanza del messaggio o la storia raccontata alla vita quotidiana dei visitatori.

Questo aspetto è stato sottolineato anche da SAM HAM indicandolo come una delle qualità dell’Interpretazione (l’Interpretazione è rilevante se è significativa e personale)

3 Rivelare (Reveal): Rivelare (Svelare) il significato del messaggio principale attraverso un punto di vista unico o insolito.

Vedremo che l’interpretazione è un processo comunicativo di tipo ermeneutico che mira a rivelare il significato più profondo delle cose. La rivelazione avviene attraverso la trasformazione dell’esperienza interpretativa personale vissuta dal visitatore.

4 Affrontare il tutto (Address the whole): Questo consiglio (Tips) si riferisce all’importanza di avere un tema unificatore dell’intero percorso interpretativo.

5 Unità del Messaggio (Message unity): Sforzarsi di raggiungere l’unità del messaggio – Utilizzare una ripetizione sufficiente ma varia di spunti per creare e sostenere un tema, uno stato d’animo o un’aura particolare.

Dopo aver presentato i Tilden’s Tips, Reverka fornisce un esempio di scrittura interpretativa che illustra come usare i tips: Provocare (Provoke), Correlare (Relate) e Rivelare (Svelare) (Reveal).

“A prima vista questo piccolo osso potrebbe non sembrare molto, ma se lo osserviamo più da vicino vedremo che si tratta dell’osso della mascella di uno degli animali più feroci che siano mai vissuti nella foresta (provocazione). Si tratta di un cacciatore instancabile, che trascorre ogni minuto del proprio tempo in cerca di qualsiasi vittima riesca a sopraffare e a divorare! (provocazione). È un cacciatore implacabile (provocazione), che trascorre tutto il suo tempo alla ricerca di qualsiasi vittima che è in grado di superare e mangiare. Infatti, per rimanere in vita, questo animale deve mangiare un quantitativo di cibo pari a più volte il proprio peso corporeo (provocazione). Immaginate, se questa creatura avesse le dimensioni di un grosso cane, avrebbe bisogno di mangiare circa 500 libbre di carne al giorno solo per sopravvivere (rivelazione). Adesso 500 libre sono tante! Sono circa tre visitatori e mezzo del parco al giorno (correlazione e rivelazione).

“Beh, fortunatamente per noi, questo animale è lungo solo pochi centimetri (provocazione) quando è completamente cresciuto. Questa è la mascella di un toporagno (rivelazione), un animale che somiglia a un piccolo topo (correlazione), ma ha il cuore di una tigre (correlazione). Ora, se guardate da vicino la mascella mentre la passo tra di voi, potete vedere qualcosa di insolito nei suoi denti (provocazione)? Sono colorati di rosso e nero alla base di ogni dente. I toporagni sono l’unico gruppo di animali che hanno denti rossi e neri e questo è il segreto per identificare questo animale (rivelazione).

Ora, a qualcuno di voi utilizza coupon per la spesa? (provocazione e correlazione). Bene, tenete pronti i vostri coupon per la spesa, perché ora andremo a vedere dove i topiragni vanno a coprare il cibo [correlazione e provocazione). Proseguiamo per il nostro sentiero e vediamo cosa c’è per cena oggi][4]

Il testo e l’esempio riportato sono eccellenti per illustrare come i Tilden’s Tips (Provocare, Correlare, Rivelare) si intreccino in un’efficace narrazione interpretativa.

Analizziamoli più a fondo, chiarendo il collegamento tra i tips e il testo creativo:

  1. Provocare (Provoke): L’obiettivo è attirare immediatamente l’attenzione del visitatore con affermazioni o domande che stimolano la curiosità e il desiderio di scoprire di più.
  • Esempio di provocazione:A prima vista questo piccolo osso potrebbe non sembrare molto, ma se lo osserviamo più da vicino vedremo che si tratta dell’osso della mascella di uno degli animali più feroci che siano mai vissuti nella foresta.” Questa frase cattura l’attenzione con un contrasto tra l’apparente insignificanza dell’osso e l’idea che appartenga a un animale “feroce.”
  • Provocazioni successive: “Immaginate, se questa creatura avesse le dimensioni di un grosso cane, avrebbe bisogno di mangiare circa 500 libbre di carne al giorno solo per sopravvivere.”. Questa frase intensifica la curiosità e l’elemento di stupore, portando il pubblico a riflettere su una prospettiva straordinaria.

La provocazione non è solo un elemento iniziale, ma viene utilizzata più volte per mantenere alto il livello di interesse e coinvolgimento. Ogni nuova affermazione o domanda serve a spingere i partecipanti a desiderare ulteriori dettagli.

  1. Correlare (Relate): Stabilire un legame tra il contenuto interpretato e la vita quotidiana del visitatore, rendendo il messaggio rilevante e personale.
  • Esempi di correlazione nel testo:Adesso 500 libre sono tante! Sono circa tre visitatori e mezzo del parco al giorno.” Questo passaggio rende l’informazione astratta (il peso che il toporagno dovrebbe mangiare) tangibile e comprensibile, associandola a qualcosa che i visitatori possono facilmente visualizzare: se stessi.
  • Provocazioni successive:Ora, a qualcuno di voi utilizza coupon per la spesa?
    Questa domanda connette il comportamento dei toporagni nella ricerca del cibo a una pratica comune nella vita quotidiana dei visitatori, rendendo la narrazione più familiare e coinvolgente.

La correlazione funziona perché non solo aiuta i visitatori a comprendere meglio il messaggio, ma li invita a riflettere su come il tema interpretato possa avere connessioni con le loro esperienze personali.

  1. Rivelare (Reveal): Svelare gradualmente significati più profondi o dettagli inaspettati, offrendo al visitatore un’esperienza di scoperta che va oltre i semplici fatti.
  • Esempi di rivelazione nel testo:Beh, fortunatamente per noi, questo animale è lungo solo pochi centimetri quando è completamente cresciuto. Questa è la mascella di un toporagno.” Qui si passa dal creare suspense (provocazione) a svelare la realtà sorprendente che l’animale feroce descritto è in realtà un piccolo toporagno.
  • Provocazioni successive:I toporagni sono l’unico gruppo di animali che hanno denti rossi e neri e questo è il segreto per identificare questo animale.” Questo dettaglio aggiunge un nuovo livello di comprensione, svelando un aspetto unico del toporagno che non era stato anticipato.

La rivelazione è particolarmente efficace quando costruita su una sequenza di provocazioni e correlazioni. Essa porta i visitatori a concludere il processo con una sensazione di soddisfazione intellettuale e di scoperta personale.

[1] John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011 pag. 35

[2] https://www.heritagedestination.com/hdc-training—what-is-heritage-interpretation/

[3] John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011 pag. 37

[4] John A Veverka: Interpretive Master Planning Volume One: Strategies for the New Millennium museums etc – 2011. Pag. 40.

Per una descrizione dei principi interpretativi si rimanda alla scheda : I 18 Principi della Heritage Interpretation 

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