Sam Ham Pagina di riferimento: Repertorio dei Personaggi Sam H. Ham dirige il Center for International Training and Outreach presso il College of Natural Resources dell’Università dell’Idaho, dove ricopre il ruolo di professore nel Department of Resource Recreation and Tourism. Ham è noto per essere l’autore di uno dei testi fondamentali nel campo dell’interpretazione del patrimonio culturale e ambientale: “Environmental Interpretation: A Practical Guide for People With Big Ideas and Small Budgets” (1992). Questo volume è considerato un punto di riferimento per interpreti e professionisti del settore. Il libro non solo fornisce una solida base teorica, ma riprende e approfondisce i concetti di comunicazione tematica precedentemente introdotti da William Lewis, arricchendoli con un approccio pratico e applicabile. Un elemento distintivo dell’opera è l’ampio utilizzo di esempi concreti, immagini esplicative e casi di studio che illustrano come progettare e implementare percorsi interpretativi efficaci anche con risorse limitate. Sebbene siano trascorsi oltre trent’anni dalla sua prima pubblicazione, i contenuti del libro rimangono di grande attualità e continuano a offrire strumenti utili sia per chi si avvicina per la prima volta all’interpretazione sia per i professionisti esperti alla ricerca di ulteriori prospettive e metodologie. Nel suo libro Environmental Interpretation: A Practical Guide for People With Big Ideas and Small Budgets, Sam H. Ham presenta il modello “E.R.O.T.”, un framework che identifica quattro fattori di qualità fondamentali che distinguono l’interpretazione da altre forme di comunicazione. Questo modello fornisce una guida pratica per gli interpreti, indicando caratteristiche essenziali che un’esperienza interpretativa deve possedere per essere efficace. Il Modello “E.R.O.T.” Per ciascuna delle qualità descritte, Ham fornisce esempi concreti e tecniche applicative che gli interpreti possono utilizzare per migliorare i loro programmi. Ad esempio: Dell’importanza del Tema, rispetto ad altri aspetti dell’interpretazione ne è convinto Ham, che dopo la sua prima versione del 1992, ebbe modo di perfezionare il modello E.R.O.T ribattezzandolo T.O.R.E e ribaltando l’ordine dei fattori di qualità interpretativa presentati precedentemente. Un altro concetto fondamentale su cui Ham si sofferma può essere sintetizzato così: I visitatori non sono studenti, e l’interprete non è un insegnante. Ham distingue tra i visitatori, definiti come pubblico non captive (“non vincolato”), e gli studenti, considerati pubblico captive (“vincolato”). Questa distinzione si basa sul livello di obbligatorietà che caratterizza l’esperienza formativa: Per questo motivo, l’interprete deve riconoscere che i visitatori non hanno alcun obbligo di prestare attenzione o di restare coinvolti. Se non trovano lo stimolo adeguato, saranno pronti a spostare la loro attenzione su altri aspetti dell’ambiente o, peggio ancora, a interrompere il percorso interpretativo. Il visitatore è, come ricorda Tilden, presente principalmente per il proprio piacere e non per interesse[1]. L’approccio dell’interprete deve quindi differenziarsi profondamente da quello di un insegnante tradizionale: Questo concetto sottolinea la necessità di un’interpretazione che metta al centro i bisogni, le aspettative e le motivazioni dei visitatori. Sull’importanza dei concetti intangibili/universali nel campo dell’interpretazione, si sofferma l’interessante documento di 47 pagine dal titolo “Foundations of Interpretation Competency Narrative”, documento pubblicato dal Eppley Institute for Parks & Public Lands nel 2009 da un precedente documento del 2007 pubblicato dal National Park Service U.S. Department of the Interior nell’ambito del programma “Interpretive Development Program” che riporta quanto segue: “Alcuni significati intangibili sono concetti universali, un concetto cui tutti possono relazionarsi, ma che nessuna persona vedrà esattamente allo stesso modo. I concetti universali sono significati intangibili che sono rilevanti per quasi tutti. Sono veicoli potenti che raggiungono molte persone in modi significativi. Alcuni degli elementi immateriali in un prodotto o servizio interpretativo dovrebbero essere concetti universali perché forniscono la massima rilevanza per il pubblico più ampio. Come tutti i significati immateriali, i concetti universali possono e devono essere legati a una risorsa tangibile per produrre un’opportunità interpretativa. Se presentati da soli, i concetti universali possono essere astratti e troppo bruschi per aiutare il pubblico a stabilire connessioni personali con i significati della risorsa. La semplice affermazione di un concetto universale non aiuta i visitatori a creare connessioni significative.” [1] Freeman Tilden: Interpretare il nostro patrimonio – Edizione italiana del 2019 – Libreria Geografica p. 61 Per una descrizione dei principi interpretativi si rimanda alla scheda : I 18 Principi della Heritage Interpretation
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