Oxford Hermetica (OH 1-5) 
A cura di Ignazio Caloggero

Pagina di riferimento: Hermetica 

PARTE I – REPERTORIO DELLE FONTI

1. Denominazione e identificazione della fonte

  • Denominazione convenzionale: Oxford Hermetica
  • Denominazione latina alternativa: Hermetica Oxoniensia
  • Titolo italiano: Hermetica di Oxford / Frammenti ermetici di Oxford
  • Sigla: OH 1-5
  • Nella letteratura scientifica si incontra anche la forma HO I-V, soprattutto negli studi che utilizzano la denominazione latina Hermetica Oxoniensia. M. David Litwa ha adottato stabilmente la sigla OH 1-5 – Oxford Hermetica, oggi comoda per distinguerli da CH, SH, DH e VH.
  • Numero dei frammenti: cinque.
  • Lingua: greco.
  • Autore storico: sconosciuto.
  • Attribuzione: ermetica, sulla base della collocazione manoscritta e delle forti affinità dottrinali con altri Hermetica; nei cinque frammenti superstiti Ermete non compare come interlocutore esplicitamente nominato.
  • Datazione probabile dei nuclei antichi: approssimativamente fine II-inizio III secolo d.C., con particolare cautela. La proposta è più circostanziata per OH 5, che presenta rapporti con tradizioni mediche di età imperiale; Litwa ritiene plausibile una cronologia analoga anche per gli altri frammenti, sulla base delle affinità con gli Stobaean Hermetica e dell’assenza di elementi propriamente neoplatonici.
  • Testimone conservato: Oxford, Bodleian Library, Codex Clarkianus gr. 11.
  • Collocazione: principalmente ff. 81r-82r.
  • Data del manoscritto: XIII-XIV secolo.
  • Categoria: 5.1 – Fonti Primarie Tradizionali
  • Famiglia funzionale: filosofico-religiosa, con componenti antropologiche, psicologiche, etiche, cosmologiche e medico-naturalistiche.
  • Strato storico-testuale: I.1 – Hermetica filosofico-religiosi dell’Antichità e della tarda Antichità.

Presentazione sintetica

Con la denominazione Oxford Hermetica si indicano cinque brevi frammenti greci individuati nel Codex Clarkianus gr. 11 della Bodleian Library di Oxford e pubblicati per la prima volta integralmente da Joseph Paramelle e Jean-Pierre Mahé nel 1991.

I frammenti affrontano temi differenti: natura e immortalità dell’anima, rapporto tra sensi ed elementi, legge umana e giustizia divina, conflitto tra ragione e componenti irrazionali dell’anima, generazione e formazione degli esseri viventi. Paramelle e Mahé li riconobbero all’interno di una sequenza manoscritta che conserva anche passi già noti del Corpus Hermeticum e frammenti greci delle Definizioni di Ermete Trismegisto ad Asclepio. La denominazione Oxford Hermetica non corrisponde quindi al titolo antico di un’opera. È una designazione moderna e convenzionale assegnata a cinque frammenti ermetici precedentemente sconosciuti, accomunati dalla loro conservazione nello stesso manoscritto.

2. Natura documentaria

Gli Oxford Hermetica sono frammenti ed estratti, non un trattato completo.

La loro natura documentaria è particolarmente importante per comprenderne correttamente il valore. Il Codex Clarkianus gr. 11 conserva infatti una vera sequenza di materiali ermetici. La ricostruzione di Paramelle e Mahé, ripresa successivamente da Litwa e dagli studi più recenti, permette di distinguere:

  • f. 79r: un estratto riconducibile a CH XI,22;
  • ff. 79v-80v: estratti da CH XII, insieme a passi di CH XIII e CH XIV;
  • ff. 80v-81r: frammenti greci corrispondenti a sezioni delle Definizioni di Ermete ad Asclepio (DH), fino ad allora note soprattutto attraverso la traduzione armena;
  • f. 81r: un passo di CH XVI,4;
  • ff. 81r-82r: i cinque frammenti non identificabili con opere ermetiche precedentemente conosciute, oggi denominati OH 1-5.

Questa collocazione costituisce uno degli argomenti fondamentali per la loro identificazione come Hermetica.

I cinque frammenti non devono però essere automaticamente considerati sezioni di una stessa opera perduta. Litwa osserva che i temi sono molto diversi e che essi potrebbero provenire da opere o raccolte differenti, successivamente riunite dall’antologista che predispose il dossier.

La loro natura può quindi essere sintetizzata come: testi ermetici antichi perduti nella loro forma integrale → conservazione mediante estratti → raccolta antologica medievale → identificazione ed edizione moderna.

3. Datazione e ambiente storico-culturale

La datazione degli Oxford Hermetica non può essere determinata con precisione.  Il manoscritto che li conserva è medievale, ma i testi sono chiaramente molto più antichi.

L’ipotesi maggiormente utilizzata negli studi colloca almeno OH 5 tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C.. Il frammento presenta infatti elementi riconducibili alla tradizione medico-filosofica antica e, in particolare, affinità con concezioni associate alla scuola medica pneumatica e alle Definitiones medicae trasmesse sotto il nome di Galeno.

Litwa osserva che la scuola pneumatica risale al I secolo d.C., mentre le Medical Definitions pseudo-galeniche sono collocabili nel III secolo; entro questo quadro una data fra tarda età antonina e primi decenni del III secolo risulta plausibile per OH 5. Gli altri frammenti, per le loro affinità con SH 8 e SH 15-20 e per l’assenza di elementi tipicamente neoplatonici, possono essere collocati orientativamente nello stesso orizzonte cronologico.

Per il Repertorio possiamo quindi proporre la seguente datazione: II-III secolo d.C., probabilmente tra la fine del II e l’inizio del III secolo; cronologia non definitivamente determinabile.

L’ambiente culturale è quello dell’ermetismo filosofico-religioso greco-egiziano di età imperiale, fortemente permeabile alla filosofia platonica, stoica e alla scienza medica ellenistica e imperiale.

Gli Oxford Hermetica mostrano infatti in maniera particolarmente chiara che la tradizione ermetica non si limitava alla teologia o alla cosmologia, ma poteva utilizzare anche categorie provenienti dalla psicologia filosofica, dall’etica, dalla fisiologia e dalla medicina.

4. Lingua originaria e lingue di trasmissione

Gli Oxford Hermetica sono conservati direttamente in greco.

A differenza delle Definizioni di Ermete ad Asclepio, per le quali il testimone principale è armeno, o degli Hermetica copti di Nag Hammadi, non abbiamo qui bisogno di ricostruire una lingua originale differente da quella del manoscritto.

Il problema non è quindi linguistico, ma cronologico e documentario: il manoscritto greco che conserva gli estratti è del XIII-XIV secolo, mentre i nuclei testuali sono molto più antichi.

La trasmissione può essere schematizzata come: composizione greca antica → tradizione intermedia oggi perduta → estrazione e antologizzazione → copia nel Codex Clarkianus gr. 11 → edizione moderna.

Non possediamo traduzioni antiche latine, copte, siriache o armene identificabili con sicurezza come versioni degli OH 1-5.

5. Tradizione documentaria e storia della trasmissione

La storia documentaria conosciuta comincia con il Codex Clarkianus gr. 11. Il manoscritto contiene una vasta raccolta di materiali di provenienza diversa. Paramelle e Mahé descrivono la sezione che precede gli estratti ermetici come parte di una più ampia antologia anonima comprendente citazioni classiche e soprattutto patristiche.

Il dossier ermetico rimase sostanzialmente inosservato fino alle ricerche di Joseph Paramelle, che riconobbe nel manoscritto tre differenti livelli:

  • una prima serie di estratti corrispondenti a testi ermetici greci già conosciuti;
  • una seconda serie contenente paralleli greci delle Definizioni armene;
  • una terza serie costituita da materiali precedentemente inediti. Paramelle e Mahé presentarono questa scoperta nel fondamentale studio:
    • Joseph Paramelle – Jean-Pierre Mahé, «Extraits hermétiques inédits dans un manuscrit d’Oxford», Revue des Études Grecques, 104, 1991, pp. 109-139.
    • Nel 2018 M. David Litwa ha ripubblicato e tradotto i cinque frammenti in inglese in Hermetica II, pp. 161-170, adottando stabilmente la numerazione OH 1-5.
    • Jean-Pierre Mahé li ha poi nuovamente inseriti, con testo greco, traduzione francese e apparato, in: Hermès Trismégiste, Corpus Hermeticum, tome V: Paralipomènes, Paris, Les Belles Lettres, 2019, pp. 283-305.
    • Esiste inoltre una traduzione italiana con testo greco, curata da L. Savignago, all’interno di Paolo Scarpi (a cura di), La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto, vol. II, Milano, Fondazione Lorenzo Valla – Mondadori, 2011, nella sezione Riflessioni sull’anima, sull’uomo e su dio. Hermetica Oxoniensia, pp. 45-54, seguita dai Papyri Vindobonenses Graecae.

6. Genere, ambito e funzione della fonte

Gli OH 1-5 appartengono complessivamente alla famiglia degli Hermetica filosofico-religiosi, ma presentano un carattere molto diverso dai grandi dialoghi del Corpus Hermeticum.

La forma è prevalentemente definitoria, gnomologica ed espositiva.

Non troviamo una cornice narrativa sviluppata, né un dialogo conservato tra Ermete e un discepolo. I frammenti presentano invece affermazioni concise relative a:

  • anima;
  • percezione sensibile;
  • giustizia;
  • facoltà psichiche;
  • processi naturali della generazione.

La forma ricorda per alcuni aspetti sia le Definitions sia alcuni Stobaean Hermetica.

Litwa sottolinea in particolare la vicinanza con SH 8 e SH 15-20, soprattutto con SH 15-17, testi indirizzati ad Ammone e caratterizzati da tematiche antropologiche, psicologiche e medico-naturalistiche.

Jean-Pierre Mahé ha significativamente riunito i cinque frammenti sotto la denominazione generale «Éthique et médecine» – «Etica e medicina», mentre Litwa ha preferito assegnare a ciascun frammento un titolo descrittivo autonomo.

7. Struttura e contenuti principali

I titoli che seguono sono denominazioni editoriali moderne, non titoli antichi trasmessi dal manoscritto.

7.1 OH 1 – Sull’anima (On the Soul)

OH 1 comprende due unità principali. Il frammento definisce l’anima come realtà incorporea, priva di figura e indivisibile. Proprio perché incorporea, essa non è soggetta ai processi tipici dei corpi: non nasce, non cresce, non diminuisce e non si corrompe. Da ciò deriva la sua stabilità e immortalità.

L’anima viene inoltre presentata come automotrice, cioè dotata di un principio di movimento che non dipende da un agente corporeo esterno, e come potenza appartenente alla realtà intelligibile.

OH 1 si inserisce quindi pienamente nella riflessione ermetica sulla distinzione fra: corpo – mutevole, composto e corruttibile e anima – incorporea, intelligibile e immortale.

Le affinità più evidenti sono con SH 16, SH 19-20 e, più in generale, con la psicologia di CH X e CH XII.

7.2 OH 2 – I sensi e gli elementi (Senses and Elements)

OH 2 è molto breve e comprende due unità.

Il frammento associa alle principali facoltà sensoriali una specifica dynamis, una «potenza» o capacità:

  • la vista all’occhio;
  • l’udito all’orecchio;
  • l’olfatto alle narici;
  • il gusto alla lingua.

Successivamente stabilisce una corrispondenza fra quattro sensi e i quattro elementi:

  • vista – fuoco
  • udito – aria
  • olfatto – acqua
  • gusto – terra.

Il tatto non viene incluso nello schema.

Questa struttura testimonia una concezione analogica del corpo umano, nella quale le facoltà percettive vengono comprese attraverso la stessa articolazione elementare che struttura il cosmo. Il frammento è particolarmente interessante perché rende visibile, in forma estremamente sintetica, la relazione fra microcosmo umano e costituzione elementare del mondo.

Paramelle e Mahé non escludono che OH 1 e OH 2 potessero provenire dal medesimo contesto testuale, anche per la funzione di collegamento esercitata dal concetto di dynamis; tuttavia la continuità originaria non può essere dimostrata.

7.3 OH 3 – Leggi senza giustizia (Laws without Justice)

OH 3 comprende tre unità e affronta il rapporto fra nomos, la legge umana, e dikē, la giustizia. Gli uomini stabiliscono leggi fondate sull’opinione perché si sono allontanati dalla vera Giustizia.

La legge positiva appare quindi come uno strumento necessario in una condizione umana caratterizzata da conflitto, ignoranza e incapacità di vivere spontaneamente secondo il giusto ordine.

Il frammento descrive gli uomini che:

  • si accusano reciprocamente;
  • praticano ostilità invece di benevolenza;
  • sostituiscono l’ignoranza alla conoscenza;
  • producono attraverso la propria inconsapevolezza sofferenze e disordini.

La conclusione stabilisce una contrapposizione particolarmente significativa: il cielo è puro da questo genere di leggi.

La distinzione non va letta semplicemente come contrapposizione tra diritto terreno e assenza di regole celesti. Il cielo è governato da un ordine conforme alla Giustizia, mentre la legislazione umana diventa necessaria proprio perché gli uomini si sono allontanati da quell’ordine.

Il tema presenta paralleli con SH 7, SH 11 e con alcune formulazioni delle Definitions, in particolare DH VIII e DH X.

7.4 OH 4 – Ragione, impulso e desiderio (Reason versus Drive and Desire)

OH 4 comprende quattro unità principali e affronta la struttura psicologica dell’essere umano.

Il nucleo centrale è costituito dal rapporto tra:

  • logos – ragione;
  • thymos – impulso, componente irascibile;
  • epithymia – desiderio o appetito.

Quando l’impulso si separa dal controllo della ragione genera audacia e comportamento irrazionale. Quando il desiderio domina l’essere umano produce piacere incontrollato, eccesso e comportamenti contrari all’ordine razionale.

Fra nous e parola viene inoltre collocata la funzione del ragionamento: la ragione traduce e articola ciò che appartiene alla dimensione intellettiva.

La conclusione del frammento presenta una dinamica tipicamente etica: quando le componenti irrazionali vengono subordinate alla ragione, nell’anima può stabilirsi comprensione.

OH 4 può quindi essere letto come una breve antropologia morale, nella quale la trasformazione dell’individuo dipende dal corretto ordinamento delle facoltà dell’anima.

Esso presenta forti analogie con la «battaglia nell’anima» presente in alcuni Stobaean Hermetica e, più in generale, con la lotta contro le componenti irrazionali descritta in CH XIII.

7.5 OH 5 – Il processo della generazione (The Process of Generation)

OH 5 è il frammento più esteso e comprende, nella numerazione di Litwa, dodici unità. 

Il tema centrale è la generazione e formazione degli esseri viventi.

Il testo cerca di spiegare come una forma intelligibile possa concretizzarsi in un corpo individuale. 

La forma viene concepita come immagine dell’idea presente nei corpi.

La natura riceve il seme, separa ciò che è inadatto o corruttibile e organizza progressivamente la materia attraverso una forza pneumatica.

La formazione dell’essere vivente non è quindi rappresentata come puro processo meccanico, ma come attività ordinatrice nella quale intervengono:

  • forma;
  • materia;
  • natura;
  • pneuma;
  • proporzione;
  • numero.

Il frammento stabilisce inoltre una relazione fra armonia e numero: le forme corporee emergono secondo un ordine proporzionato.

Per questa ragione OH 5 si colloca al confine fra filosofia naturale, embriologia antica, medicina e cosmologia.

Litwa collega il testo all’ambiente della medicina pneumatica e osserva affinità con le Medical Definitions pseudo-galeniche, elemento che contribuisce alla proposta di una datazione fra tarda età antonina e primi decenni del III secolo.

La conclusione amplia il processo biologico a una prospettiva cosmologica: la generazione degli esseri particolari viene compresa come manifestazione dello stesso ordine che presiede alla formazione del cosmo.

8. Personaggi, figure e soggetti della trasmissione

Nei frammenti OH 1-5 non è conservata una vera struttura dialogica.

Non compaiono in modo esplicito:

  • Ermete;
  • Tat;
  • Asclepio;
  • Ammone.

Ciò distingue gli Oxford Hermetica da molti trattati del Corpus Hermeticum. La loro identificazione come testi ermetici dipende soprattutto dalla tradizione manoscritta e dalle relazioni dottrinali, non dalla presenza di Ermete come personaggio interno.

Le principali «figure» presenti nei frammenti sono quindi prevalentemente concettuali:

  • l’anima;
  • il nous;
  • la ragione;
  • la Giustizia;
  • la natura;
  • gli elementi;
  • le facoltà sensoriali;
  • il pneuma.

9. Relazioni con gli altri elementi dell’Atlante Esoterico

Gli Oxford Hermetica presentano relazioni particolarmente strette con gli Stobaean Hermetica.

Litwa richiama soprattutto SH 8 e SH 15-20, e in particolare SH 15-17, dove ricorrono tematiche psicologiche, antropologiche e medico-naturalistiche simili.

Corpus Hermeticum

OH 1 presenta affinità con CH X e CH XII per la natura incorporea dell’anima e il rapporto fra anima e nous.

OH 3 può essere confrontato con la concezione ermetica dell’ordine cosmico e della giustizia.

OH 4 presenta interessanti paralleli con CH XIII, dove le potenze irrazionali devono essere superate nel processo di rigenerazione.

Definitions – DH

La vicinanza manoscritta è particolarmente importante: immediatamente prima degli OH il Clarkianus conserva frammenti greci delle Definizioni di Ermete ad Asclepio.

Sul piano concettuale ricorrono inoltre temi condivisi quali:

  • anima;
  • intelletto;
  • corpo;
  • conoscenza;
  • ignoranza;
  • rapporto fra ordine celeste e condizione umana.

Stobaean Hermetica

Il rapporto più stretto è probabilmente quello con SH 15-20.

Questi testi mostrano infatti una forma di ermetismo nella quale antropologia filosofica e conoscenze medico-naturalistiche non sono separate.

OH 5 deve essere inoltre confrontato con SH 22, anch’esso interessato alla generazione e alla formazione degli esseri viventi.

10. Uso, ricezione e trasformazioni storiche

Non possediamo informazioni sul modo in cui gli OH 1-5 venissero utilizzati nel loro contesto antico. La forma breve e definitoria suggerisce tuttavia che almeno alcuni di essi potessero appartenere a raccolte didattiche, epitomi o serie di definizioni, analoghe per funzione ad altre forme gnomologiche della tradizione ermetica.

È possibile che il compilatore medievale li abbia estratti proprio perché apparivano adatti a una raccolta di sententiae filosofiche.

La loro sopravvivenza rappresenta quindi una doppia trasformazione: prima, testi più ampi vengono ridotti o selezionati sotto forma di estratti; successivamente gli estratti vengono inseriti in un’antologia medievale insieme ad altri materiali.

Nel processo viene perduta gran parte del contesto originario: non conosciamo più con sicurezza:

  • i titoli delle opere di provenienza;
  • gli interlocutori;
  • la struttura complessiva;
  • l’ordine originario;
  • la funzione precisa.

La riscoperta moderna ha però consentito di restituire questi frammenti al quadro degli Hermetica antichi.

11. Problemi critici e questioni aperte

Il primo problema riguarda l’unità del dossier. La denominazione «Oxford Hermetica» potrebbe far pensare a un’opera unica articolata in cinque sezioni. Non è così. I cinque testi presentano temi differenti e potrebbero provenire da più opere ermetiche perdute.

Il secondo problema riguarda i titoli. Sull’anima, I sensi e gli elementi, Leggi senza giustizia, Ragione contro impulso e desiderio e Il processo della generazione sono titoli editoriali moderni, introdotti per rendere immediatamente riconoscibile il contenuto. Mahé preferisce invece riunire l’intero gruppo sotto il titolo generale «Etica e medicina».

Il terzo problema riguarda la datazione. Il manoscritto è medievale; la datazione al II-III secolo riguarda i testi originari ricostruiti sulla base del contenuto e dei paralleli, non il testimone materiale.

Il quarto problema riguarda l’attribuzione ermetica. Nei cinque frammenti superstiti non compare esplicitamente la formula «Ermete dice» né un dialogo fra Ermete e un discepolo.

L’appartenenza agli Hermetica deriva quindi dalla combinazione di:

  • contesto manoscritto;
  • continuità con estratti sicuramente ermetici;
  • vocabolario;
  • contenuto;
  • paralleli con CH, DH e soprattutto SH.

Il quinto problema riguarda il grado di ricostruzione.

Poiché possediamo soltanto estratti, ogni tentativo di ricostruire l’opera originaria, il titolo o il destinatario deve rimanere ipotetico.

12. Valore per lo studio dell’Esoterismo Culturale

Gli Oxford Hermetica sono particolarmente importanti perché mostrano quanto la tradizione ermetica antica fosse più ampia e diversificata rispetto al solo Corpus Hermeticum.

Attraverso cinque frammenti estremamente brevi emergono almeno cinque dimensioni della conoscenza ermetica:

  • antropologica, attraverso la riflessione sull’anima;
  • analogica e cosmologica, attraverso il rapporto fra sensi ed elementi;
  • etica, attraverso la distinzione fra legge e Giustizia;
  • psicologica, attraverso il conflitto fra ragione, impulso e desiderio;
  • naturalistica e medica, attraverso la descrizione della generazione.

Il dossier dimostra inoltre un fenomeno essenziale per la storia dell’esoterismo: la trasmissione frammentaria della conoscenza.

Una tradizione non sopravvive necessariamente attraverso opere complete. Può conservarsi mediante estratti, citazioni, traduzioni, compilazioni e antologie che trasformano il contesto originario ma, nello stesso tempo, impediscono la perdita definitiva del testo.

In questo senso gli Oxford Hermetica costituiscono un esempio particolarmente efficace della natura stratificata, frammentaria e interculturale della tradizione ermetica.

13. Bibliografia essenziale

  • Paramelle, Joseph – Mahé, Jean-Pierre, «Extraits hermétiques inédits dans un manuscrit d’Oxford», Revue des Études Grecques, 104, 1991, pp. 109-139. È la pubblicazione fondamentale che ha fatto conoscere il dossier e ne ha fornito la prima edizione moderna.
  • Mahé, Jean-Pierre, in Hermès Trismégiste. Corpus Hermeticum, Tome V: Paralipomènes. Codex VI de Nag Hammadi – Codex Clarkianus 11 Oxoniensis – Définitions hermétiques – Divers, Paris, Les Belles Lettres, 2019, pp. 283-305. Edizione aggiornata dei frammenti greci con traduzione francese e commento.
  • Litwa, M. David, Hermetica II: The Excerpts of Stobaeus, Papyrus Fragments, and Ancient Testimonies in an English Translation with Notes and Introduction, Cambridge, Cambridge University Press, 2018, pp. 161-170. Litwa adotta la numerazione OH 1-5 e assegna ai singoli frammenti titoli descrittivi moderni.
  • Savignago, L., «Hermetica Oxoniensia», in Paolo Scarpi (a cura di), La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto, vol. II, Milano, Fondazione Lorenzo Valla – Mondadori, 2011, pp. 45-54, nella sezione Riflessioni sull’anima, sull’uomo e su dio; commento generale di Paolo Scarpi alle pp. 484-485. Edizione con testo greco e traduzione italiana.
  • Sowińska, Agata Ewa, «Anonimus, Hermetica Oxoniensia I-V (Codex Clarkianus 11 Oxoniensis, ff. 81r-82r)», Vox Patrum, 77, 2021, pp. 177-202. Lo studio offre introduzione, traduzione polacca e ampio commento ai cinque frammenti e ricostruisce dettagliatamente il contesto manoscritto.

PARTE II – ELEMENTI INTEGRATIVI PER IL REPERTORIO DEGLI HERMETICA

H1. Modalità dell’attribuzione a Ermete

L’attribuzione è indiretta e contestuale, non esplicitamente formulata all’interno dei frammenti conservati.

Gli OH 1-5 sono inseriti nel manoscritto all’interno di una sequenza costituita da testi sicuramente ermetici:

  • CH;
  • DH;
  • CH XVI.

A questa evidenza documentaria si aggiungono forti concordanze linguistiche e dottrinali con altri Hermetica, soprattutto con gli estratti di Stobeo.

È quindi più corretto parlare di: attribuzione ermetica per contesto manoscritto e affinità testuale piuttosto che di: attribuzione diretta a Ermete all’interno del testo.

 H2. Grado e natura dell’attribuzione ermetica

Natura dell’attribuzione: ermetica antica, ma indirettamente documentata.

Il grado di appartenenza alla tradizione ermetica può essere considerato elevato, perché il manoscritto li colloca all’interno di un dossier inequivocabilmente ermetico e i contenuti mostrano numerosi paralleli con altri testi della stessa tradizione.

Diverso è invece il problema della pseudepigrafia diretta.

Non possiamo affermare che ciascuno dei cinque testi fosse originariamente introdotto come: «Ermete disse» oppure come: «Discorso di Ermete a Tat / Asclepio / Ammone».

Questa distinzione è importante : forte appartenenza ermetica non significa necessariamente conservazione di una formula esplicita di attribuzione.

H3. Rapporto con Ermete Trismegisto

Ermete non compare direttamente come personaggio nei frammenti conservati. Il rapporto con Ermete è quindi ricostruito attraverso la tradizione testuale.

Gli OH appartengono a quel settore della letteratura ermetica nel quale l’autorità di Ermete appare soprattutto come cornice sapienziale generale, mentre il contenuto concreto può assumere forma filosofica, psicologica, etica o scientifico-naturalistica.

In particolare, gli OH mostrano un Ermete implicito come:

  • maestro dell’anima e della conoscenza dell’uomo;
  • interprete dell’ordine che connette microcosmo e cosmo;
  • autorità sapienziale capace di integrare filosofia e conoscenza della natura.

H4. Stratificazioni e trasformazioni dell’identità ermetica

La storia degli Oxford Hermetica può essere articolata in almeno cinque fasi.

Prima fase – Composizione antica.
Vengono composti uno o più testi greci appartenenti all’ambiente dell’ermetismo filosofico-religioso, probabilmente fra II e III secolo.

Seconda fase – Circolazione e selezione.
Parti di queste opere vengono estratte dalla loro struttura originaria.

Terza fase – Antologizzazione.
Gli estratti vengono inseriti all’interno di una raccolta di materiali ermetici accanto a passi del Corpus Hermeticum e delle Definitions.

Quarta fase – Trasmissione medievale.
La raccolta viene copiata nel Codex Clarkianus gr. 11, XIII-XIV secolo.

Quinta fase – Ricostruzione moderna.
Paramelle e Mahé riconoscono nel 1991 la natura ermetica dei frammenti precedentemente sconosciuti; Litwa stabilizza successivamente la numerazione OH 1-5.

Questa storia mostra come l’identità di un Hermeticum possa essere preservata anche quando siano andati perduti titolo, autore pseudepigrafico esplicito e contesto originario.

H5. Concordanze, sigle e identificazioni

Sigla principale: OH 1-5

Forma alternativa: HO I-V – Hermetica Oxoniensia

Manoscritto: Oxford, Bodleian Library, Codex Clarkianus gr. 11

Collocazione: ff. 81r-82r

Lingua: greco.

OH 1: anima, incorporeità, immortalità.

OH 2: sensi ed elementi.

OH 3: legge umana e Giustizia.

OH 4: ragione, impulso e desiderio.

OH 5: generazione, natura, forma, pneuma e formazione degli esseri viventi.

Titolo collettivo adottato da Mahé: «Éthique et médecine» – «Etica e medicina».

Titoli individuali adottati da Litwa: titoli descrittivi moderni di OH 1-5.

È importante infine distinguere: Oxford Hermetica (OH 1-5) = i cinque frammenti precedentemente sconosciuti conservati ai ff. 81r-82r dall’intero dossier ermetico del Codex Clarkianus gr. 11, che comprende anche frammenti di CH e paralleli greci di DH.

La sigla OH 1-5 deve pertanto essere riservata esclusivamente ai cinque frammenti autonomamente numerati nella moderna edizione scientifica.

In conclusione gli Oxford Hermetica non coincidono con tutti i testi ermetici del Codex Clarkianus 11. Il manoscritto conserva un dossier molto più ampio; OH 1-5 designa soltanto i cinque frammenti che nel 1991 risultarono non identificabili con opere ermetiche già note. 

Approfondimenti

File scaricabili:

Joseph Paramelle – Jean-Pierre Mahé, «Extraits hermétiques inédits dans un manuscrit d’Oxford», Revue des Études Grecques, 104, 1991, pp. 109-139. L’articolo costituisce la prima edizione dei cinque frammenti precedentemente sconosciuti e presenta il testo greco dei ff. 81r-82r con apparato e discussione filologica.

SARTRIX – Oxford Hermetica OH 1-5, greco e inglese. La pagina da cui è estratto il testo dichiara espressamente di tradurre gli estratti sulla base del testo greco del manoscritto, utilizzando Paramelle e Mahé per le lezioni del Clarkianus. Presenta OH 1, OH 2, OH 3, OH 4 e OH 5 separatamente, ciascuno con testo inglese e testo greco

Testo in italiano

Oxford Hermetica (OH I–V)

OH I

1. ‹…› Perciò l’anima, essendo incorporea, priva di configurazione e senza parti, e opposta agli accidenti propri del corpo — la configurazione e il colore — e alla stessa alterità che riguarda i corpi ‹…›, mantenendosi sempre nelle medesime condizioni e allo stesso modo, conserva la propria immortalità in virtù di un unico [principio], appartenendo a se stessa. Essa non ha bisogno di nient’altro che la conservi e non partecipa né del movimento né della generazione.

2. Un essere di tal genere non ha generazione; ciò che non è generato non cresce; ciò che non cresce non diminuisce; ciò che non diminuisce non si corrompe; ciò che non si corrompe è immutabile; ciò che non muta è stabile; ciò che è stabile non è mosso dal mutamento e dal fluire del corpo; ciò che non è mosso [da altro] si muove da sé per natura; ciò che si muove da sé è immortale e intellettivo in virtù dell’intelletto. Questa potrebbe dunque essere la potenza dell’essenza intelligibile.

OH II

1. Nell’occhio [vi è] la facoltà visiva, ‹nell’orecchio la facoltà uditiva, nel naso la facoltà olfattiva›, nella lingua la facoltà gustativa.

2. Ognuna di queste è in corrispondenza con i quattro elementi: la vista con il fuoco, l’udito con l’aria, il naso [cioè l’olfatto] con l’acqua, il gusto con la terra.

OH III

1. ‹…› Gli uomini, infatti, fondandosi sull’opinione, posero la legge come criterio per coloro che giudicano, rimanendo lontani dalla giustizia che realmente è e dall’anima che è nell’eternità (aiōn) insieme con un corpo.

2. Si accusano a vicenda e sono accusati, praticando l’odio reciproco invece dell’amore reciproco, la misantropia invece della filantropia, la non-conoscenza (agnōsía) invece della conoscenza (gnōsis); e, a causa dell’ignoranza (ágnoia), attirano su di sé sorti e necessità, per imposizione dell’insipienza, inesperti della verità e pieni di astuzie.

3. Per questo il cielo è puro da simili leggi.

OH IV

1. Quando la facoltà irascibile si separa dal ragionamento, diviene generatrice di temerarietà; la temerarietà, infatti, diviene un male multiforme, e per questo fra i malvagi abbonda l’odio.

2. Il desiderio, separandosi dal ragionamento, genera il piacere e, nella dissennatezza, escogita sorti molteplici, innalzando continuamente un muro nella vita umana.

3. Facendo leva sulla vista, il piacere genera furore nella vista stessa, imponendosi su di essa e riscaldandola verso la sfrenatezza; vi associa l’unione illecita, escogita parole terribili, temerarietà contraria alla legge ed empietà smisurata, generando sofferenze multiformi. ‹…›

4. Tra l’intelletto (nous) e la ragione (logos) vi è infatti il ragionamento (logismos), che segue l’intelletto. Quando l’irrazionale si separa dal ragionamento, nascono ignoranza e temerarietà; quando invece il ragionamento riemerge dall’irrazionale, allora trae a sé l’irrazionale e, afferratolo, lo colma di comprensione delle pulsioni irrazionali.

OH V

1. La configurazione (schēma) è una manifestazione e un’immagine della forma (eidos) relativa ai corpi.

2. La forma è il modello (typos) della configurazione e, per mezzo di queste, [la natura] crea. E crea in questo modo.

Del seme umano †…† si raccoglie sul cervello; e il seme galleggia sul cervello come schiuma, recando in sé una potenza generativa.

3. Quando [l’essere umano] giunge al desiderio dell’unione sessuale, espelle con forza nella matrice ciò che viene chiamato seme.

4. La natura, ricevutolo, lo trasforma, separandone la componente sierosa e quella corrotta; plasma ciò che rimane insieme con la potenza pneumatica che è in esso e lo porta ad acquistare estensione. Una volta raggiunta l’estensione, diviene immagine.

5. [La natura] gli conferisce una configurazione e lo rende immagine mediante l’apparenza dell’immagine; divenuto immagine, esso si manifesta nel corpo.

6. E il corpo prende forma nella matrice secondo la conformazione di un essere vivente, viene plasmato e respira nel grembo.

7. L’armonia nasce dai numeri, mentre le configurazioni sono come luoghi delle forme relative ai corpi.

8. Quando infatti la configurazione accoglie la forma, immediatamente la configurazione diviene simile alla forma; e così la configurazione diviene il logos [principio/espressione] della forma quale si dà nella configurazione. La configurazione, a sua volta, è il modello (typos) del corpo.

9. La forma precede il modello; e il corpo, venendo modellato, acquista configurazione, viene reso immagine e diventa visibile.

10. Una generazione differisce da un’altra, e ciò che viene all’essere differisce da ciò che viene all’essere.

11. Così si presenta il principio della creazione avvenuta agli inizi del cosmo: è la generazione di tutte le cose.

12. Quanto l’intelletto (nous) differisce dal pensiero (noēma), tanto la deità (theotēs) differisce dalla qualità divina (theiotēs); ciò che è divino, infatti, è stato divinizzato da Dio.

Nota sulla Traduzione italiana

Traduzione di lavoro autonoma dal testo greco degli Oxford Hermetica (OH I–V) edito criticamente da Joseph Paramelle e Jean-Pierre Mahé, Revue des Études Grecques, 104, 1991, pp. 126–128. La traduzione è stata elaborata direttamente dal greco e verificata attraverso il confronto con le versioni di Mahé, Litwa e Savignago. 

Nota 

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