Dimensioni Trasversali della Competitività Ecosistemica: Competitività Turistico-Esperienziale
A cura di Ignazio Caloggero

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La Competitività Turistico-Esperienziale misura la capacità del centro storico di trasformare le proprie risorse culturali, territoriali, sociali ed economiche in un sistema di offerta capace di generare esperienze significative, accessibili e di qualità. Non coincide pertanto con la semplice capacità di attrarre visitatori o incrementare i flussi turistici. Un centro storico può essere molto frequentato e, nello stesso tempo, presentare una bassa competitività ecosistemica se la pressione turistica produce congestione, perdita di funzioni residenziali, banalizzazione dell’offerta o sostituzione delle attività rivolte alla comunità.

La dimensione turistico-esperienziale considera quindi contemporaneamente attrattività, qualità dell’accoglienza, diversificazione dell’offerta, accessibilità, comunicazione, capacità di progettare esperienze, integrazione tra risorse e servizi e compatibilità dei flussi con la vita urbana. Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio la relazione tra turismo ed equilibrio ecosistemico. L’obiettivo non è massimizzare il numero di visitatori, ma favorire forme di turismo capaci di produrre benefici diffusi, distribuire i flussi nel tempo e nello spazio, valorizzare l’identità locale e mantenere un rapporto equilibrato con la comunità residente.

Questa dimensione trova applicazione, in particolare, nella:

    • valutazione della qualità dell’offerta turistica;
    • progettazione di esperienze territoriali;
    • gestione e distribuzione dei flussi;
    • destagionalizzazione;
    • miglioramento dell’accoglienza e dell’accessibilità;
    • integrazione tra cultura, turismo e produzioni locali;
    • contrasto alla monocultura turistica;
    • verifica della sostenibilità delle dinamiche turistiche.

Fattori associati:

Aspettative delle Parti Interessate

    • ASP2 – Segmentazione della Domanda Territoriale

Attrazioni

    • ATT1 – Patrimonio Culturale Certificato o Riconosciuto
    • ATT2 – Identità Storica, Culturale e Differenziazione Territoriale
    • ATT3 – Attrazioni Indotte, Esperienze Territoriali e Animazione Urbana
    • ATT4 – Artigianato e Produzioni Tipiche come Attrazioni Identitarie
    • ATT5 – Integrazione Sistemica delle Attrazioni

Risorse Urbane

    • RUR1 – Mobilità e Trasporti
    • RUR4 – Dotazioni Tecnologiche e Digitali

Offerta

    • OFF1 – Diversificazione dell’Offerta
    • OFF2 – Offerta Formativa e Culturale
    • OFF3 – Integrazione dell’Offerta Territoriale

Qualità Tecnica

    • QTT1 – Competenza
    • QTT2 – Affidabilità Operativa
    • QTT4 – Sicurezza Operativa

Qualità Relazionale

    • QTR1 – Cortesia e Qualità dei Comportamenti Relazionali
    • QTR2 – Accoglienza Operativa
    • QTR3 – Accoglienza Urbana
    • QTR4 – Comunicazione Operativa
    • QTR5 – Comunicazione Urbana e Territoriale

Qualità Organizzativa

    • QTO1 – Tempestività
    • QTO3 – Accessibilità Generale
    • QTO7 – Elasticità Operativa

Qualità Sociale

    • QTS2 – Accessibilità in Base ai Bisogni
    • QTS3 – Sostenibilità Ecosistemica

Tessuto Economico Locale

    • ECO4 – Artigianato Tradizionale e Produzioni Identitarie
    • ECO5 – Economie Culturali e Creative
    • ECO6 – Pubblici Esercizi, Ristorazione e Socialità Territoriale
    • ECO7 – Mercati Tradizionali ed Economia Territoriale

Vitalità Urbana e Resilienza

    • VIT7 – Resistenza alla Monocultura Turistica

Il sotto-indice comprende pertanto 29 fattori associati.

La presenza del fattore VIT7 è particolarmente importante: il sotto-indice non deve misurare soltanto la capacità di attrarre e accogliere visitatori, ma anche la compatibilità del sistema turistico-esperienziale con l’equilibrio complessivo del centro storico.

Le formule di calcolo e le procedure per il calcolo della Dimensione Trasversale  sono definiti nel Manuale Operativo del Modello MICE-CS, al quale si rimanda per l’applicazione concreta del sistema.

Approfondimenti e percorsi formativi

Per un approfondimento sistematico delle tematiche affrontate nel presente articolo, si suggerisce inoltre la lettura del volume Competitività Ecosistemica dei Centri Storici e/o  la frequenza dei seguenti percorsi formativi: 

SPE237: Competitività Ecosistemica dei Centri Storici (40 ore online) : Il corso di aggiornamento approfondisce il paradigma della competitività ecosistemica dei centri storici, analizzando i processi di desertificazione urbana, le metodologie di valutazione della competitività ecosistemica, il Modello Integrato di Competitività Ecosistemica dei Centri Storici (MICE-CS) e le principali strategie di rigenerazione ecosistemica. 

Il corso di aggiornamento SPE 237 costituisce inoltre una delle unità didattiche previste all’interno dei percorsi professionalizzanti realizzati ai sensi della Legge 4/2013. 

TAS123 – Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici (600 ore)

TAS124 – Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici (Corso Integrativo di 300 ore)

TAS125: Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici (300 ore)

Nota di chiarimento sul rapporto tra il Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici e il Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici

Le figure professionali del Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici e del Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici sono tra loro complementari ma caratterizzate da differenti ambiti di specializzazione e livelli di responsabilità.

  • Il Valutatore della Competitività Ecosistemica dei Centri Storici è il professionista specializzato nell’analisi, nella misurazione, nella valutazione e nel monitoraggio della competitività ecosistemica, della vitalità urbana e della sostenibilità dei centri storici. La sua attività è finalizzata alla produzione di diagnosi territoriali, rapporti di valutazione, sistemi di benchmarking e strumenti di supporto alle decisioni.
  • Il Manager della Rigenerazione Ecosistemica dei Centri Storici utilizza le evidenze derivanti dalle attività di valutazione per definire, pianificare, coordinare e monitorare strategie, programmi e interventi finalizzati alla rigenerazione sostenibile e al miglioramento della competitività ecosistemica dei centri storici.

Pur essendo principalmente orientato alla pianificazione strategica, alla governance territoriale e alla gestione dei processi di rigenerazione, il Manager possiede anche le competenze necessarie per svolgere attività di analisi e valutazione della competitività ecosistemica, potendo pertanto assumere, ove necessario, anche le funzioni proprie del Valutatore.

In sintesi: il Valutatore è specializzato nella misurazione, nell’analisi e nella valutazione della competitività ecosistemica; il Manager integra le competenze di valutazione con competenze avanzate di pianificazione strategica, governance territoriale, coordinamento e gestione dei processi di rigenerazione.

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